…Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare… io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

...solo un sogno, un'emozione...una nuvola...solo un alito di vento che ti sfiora, solo l'eco dei tuoi passi nella sera...
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giovedì 7 luglio 2016

Qualche volta penso a te...



Qualche volta penso a te e ho un senso di vertigine. Il ricordo mi fa girare la testa, come per una sbronza di champagne. Tutte le cose che abbiamo fatto. Se qualcuno mi avesse detto che questo era il prezzo da pagare, avrei accettato. E mi sorprende che insieme al dolore e alla confusione giunga la folgore del riconoscimento. Ne valeva la pena. L’amore ne vale la pena.

Janette Winterson, Scritto sul corpo

venerdì 15 maggio 2015

Conosci il mio nome?

Voglio che tu venga a me senza passato.
Le frasi che hai imparato, dimenticale.
Dimentica di aver frequentato altre stanze da letto, altri luoghi.
Vieni da me come fosse la prima volta.
Non dire mai che mi ami, fino al giorno in cui non me lo dimostri.
Ci sono tante forme di passione e di affetto;
ci sono persone che vivono insieme tutta la vita senza neppure conoscere i loro nomi.
Nominare è un processo lungo e difficile;
tocca l’essenza stessa delle cose e implica potere.
Ma in una notte selvaggia chi può ricondurti a casa?
Solo chi conosce il tuo nome.
  Jeanette Winterson

martedì 15 gennaio 2013

Il sorgere quotidiano dell’amore

Non mi sono mai intossicata di droghe, ma d’amore, di un amore sconsiderato e folle, più simile a un danno che a una cura, a un crepacuore che a un cuore sano. E ho combattuto, ho sferrato attacchi e anch’io il giorno dopo ho cercato di rimediare. L’amore è vivido. Non ho mai voluto la versione sbiadita. L’amore è una forza alla massima potenza. Non ho mai voluto la versione diluita. Non mi sono mai sottratta all’enormità dell’amore, ma non sapevo che l’amore potesse essere affidabile come il sole. Il sorgere quotidiano dell’amore. 

Jeanette Winterson "Perché essere felice quando puoi essere normale?"


sabato 27 ottobre 2012

Niente è crudele come l’amore

Il mio cercarti, il tuo cercarmi, è la ricerca di ciò che non può essere trovato. Solo l’impossibile vale lo sforzo. Quel che perseguiamo è l’amore in sé, che talora si rende manifesto in forma umana, ma solo per spingerci oltre la nostra umanità, verso l’istinto animale o la gloria divina. L’amore che perseguiamo è più forte della natura umana: ha in sé una sfrenatezza e una magnificenza a cui aneliamo più che alla vita stessa. L’amore non calcola il rischio, né per sé, né per gli altri. Niente è crudele come l’amore. Non esiste amore che non trafigga mani e piedi. Il semplice amore umano non ci appaga, anche se ce lo facciamo bastare. E’ come se ci accampassimo ai margini di un campo di grano: accendiamo fuoco e lume fino a notte alta e raccontiamo le storie di questi amanti perduti e vinti. I campi di grano non si addomesticano. Attende, bello e terribile, in agguato dove il fuoco del bivacco non può arrivare. Qualcuno, spinto dall’assillo di leggere la mappa di se stesso, di quando in quando si alza e se ne va, sperando che il tesoro sia nascosto veramente più oltre, in attesa. Per amore vale la pena vivere. Il mio cercarti, il tuo cercarmi, vanno oltre per trasformarsi in un alto grido nel campo di grano. Non so se quello che sento è una risposta o un’eco: forse non sentirò nulla. Ma non importa.
Questo viaggio si deve fare.
Jeanette Winterson

mercoledì 3 ottobre 2012

Sofferenza

La Sofferenza è il vuoto. Uno spazio senza aria, un soffocante luogo di morte, la dimora del sofferente. La Sofferenza è un palazzo - alveare, stanze come gabbie d’allevamento, ci si siede sui propri escrementi, ci si sdraia sulla propria sporcizia. La Sofferenza è una strada dove non è possibile invertire il senso di marcia, dove non ci si può fermare. La si percorre spinti da quelli che stanno dietro, intralciati da quelli che stanno avanti. La si percorre a una velocità folle anche se i giorni sono mummificati, di piombo. Succede tutto così rapidamente, una volta che si è preso il via, non esiste alcuna àncora del mondo reale che ci faccia rallentare, niente a cui aggrapparsi. La Sofferenza strappa i freni della vita, d’improvviso si è abbandonati in caduta libera. Quale che sia il nostro interno personale, ne troveremo altri mille uguali a quello, nella Sofferenza. E’ la città dove gli incubi di tutti diventano realtà. […] Non ci sono orologi nella Sofferenza, solo un ticchettio incessante.
Scritto sul corpo - Jeanette Winterson

lunedì 10 settembre 2012

Chi è chi?

Dicesti: Me ne vado via da lui perché il mio amore per te fa di ogni altra vita una menzogna.
Ho nascosto queste parole nella fodera del cappotto. Le tiro fuori come fa un ladro di gioielli quando nessuno lo vede. Non sono sbiadite. Niente di te è sbadito. Sei ancora del colore del mio sangue. Sei il mio sangue. Quando mi guardo allo specchio non è la mia faccia quella che vedo. Il tuo corpo è raddoppiato. Una volta sei tu e una volta io. Chi è chi?
- Scritto sul corpo, Jeanette Winterson

Perdona i miei sbagli

Cara Louise, ti amo più della vita stessa. Non ho mai vissuto ore più felici di quelle trascorse con te. Non sapevo che potesse esistere tanta felicità. L’amore può avere una consistenza? Lo sento al tatto, il sentimento che c’e fra di noi, lo tengo fra le mani allo stesso modo in cui tengo fra le mani la tua testa. Mi aggrappo all’amore come uno scalatore alla corda.
Sapevo che il nostro cammino sarebbe stato ripido ma non avevo previsto la parete di roccia che ci siamo trovati davanti. Possiamo scalarla, lo so, ma saresti tu a dover sostenere lo sforzo. Vado via stanotte, non so dove, tutto quello che so è che non tornerò. Non è necessario che lasci l’appartamento; ho già sistemato tutto al riguardo.
In casa mia sei al sicuro, ma tra le mie braccia no. Se rimanessi, saresti tu ad andartene con dolore, senza alcun aiuto. Il nostro amore non è nato per costarti la vita. Non potrei sopportarlo. Se si trattasse della mia vita, sarei felice di perderla. Sei venuta da me solo con i vestiti che avevi addosso, e questo è stato abbanstanza. Niente più Louise, niente più dare.
Mi hai dato già tutto.
Ti prego va’ da Elgin, ho promesso di farmi sapere come stai. Ti penserò ogni giorno, molte volte al giorno. I segni delle tue mani li ho im pressi su tutto il corpo. La tua carne è la mia carne. Mi hai decifrato e adesso sono un libro aperto. Il messaggio è chiaro: il mio amore per te. Voglio che tu viva.
Perdona i miei sbagli.
Perdonami.
- Scritto sul corpo, Jeanette Winterson

venerdì 7 settembre 2012

Mani vuote

E’ facile imbrogliare.
Non c’è vanto nell’essere infedeli.
Tradire la fiducia che qualcuno ha riposto in te all’inizio non costa nulla.
La fai franca, continui a prendere sempre un pò di più, finchè non rimane più nulla.
Stranamente, le mani dovrebbero essere piene dopo tutto quel prendere, ma quando le apri non ci trovi nulla.
…
Posso non farci caso la prima volta o la seconda, gonfiarmi di orgoglio per aver goduto di quelle avventure della carne nel più cerebrale dei modi.
E invece ho smussato la punta dell’acciarino che accendeva la scintilla fra di noi, il desiderio sopra ogni altra cosa.
Jeanette Winterson da “Scritto sul corpo”

domenica 5 febbraio 2012

Amarti

Amarti è come sollevare una pietra pesante. Sarebbe più semplice evitarlo e io non so bene perché mi ostino in questa impresa. Devo fare appello a tutta la mia forza e a tutta la mia determinazione e mi sono detta che non avrei più amato così. Che senso ha amare qualcuno che può scomparire all’improvviso dalla tua vita?
Jeanette Winterson, Powerbook

Scritto sul corpo

Il movimento delle dita, il linguaggio dei sordomuti, scrivere sul corpo il desiderio del corpo. Chi ti ha insegnato a scrivere col sangue sulla mia schiena? Chi ti ha insegnato a usare le mani come ferri per marchiare? Hai inciso il tuo nome sulle mie spalle, hai apposto su di me il tuo marchio. I polpastrelli delle tue dita sono diventati punzoni, trasmetti un messaggio alla e sulla mia pelle, il messaggio viene recepito nel mio corpo. Il tuo codice Morse intralcia il battito del mio cuore. Avevo un cuore sano prima di incontrarti, potevo contare su di lui, era stato in prima linea ed era diventato forte. E adesso alteri il suo incedere con il tuo ritmo, lo suoni per me, pizzicandomi come una corda di violino.
Scritto sul corpo c’è un codice segreto, visibile solo in certe condizioni di luce; quello che si è accumulato nel corso della vita si ritrova lì.

In certe parti il palinsesto è inciso con forza tale che le lettere si possono sentire al tatto, come fosse stato scritto in braille. Preferisco tenere il mio corpo ripiegato, al riparo da occhi indiscreti.  Mai aprirsi troppo, svelare tutta la storia.
Jeanette Winterson- Scritto sul corpo