…Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare… io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

...solo un sogno, un'emozione...una nuvola...solo un alito di vento che ti sfiora, solo l'eco dei tuoi passi nella sera...
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venerdì 15 febbraio 2013

Luce e ombra



Colui che spera e dimentica

gode sempre la luce

perché l'oblio è bianco

e si perde nel mare

e la speranza è bianca

e si perde nel cielo.

Colui che ricorda e teme

vive sempre nella notte

perché il ricordo è nero

e si configge nella terra,

perché il timore è nero

e si perde nel bosco.

Manuel Altolaguirre

Strada



La tua casa di fronte alla mia casa.

Il balcone di fronte al mio balcone.

Tra la tua e la mia casa

una pagina del freddo.

Il mio sguardo cuce il vento

ristagnato della strada.

Il tuo respiro appanna il vetro

quadrato della tua finestra.

Tra il tuo respiro e i miei occhi

rileghiamo la pagina

gialla e fredda del vento.

Manuel Altolaguirre

sabato 29 settembre 2012

Brindisi

Lascia il vino sul desco. Guarda come
un nuovo inverno d'orizzonti oscuri
- legna e nuvole, freddo e aridità -
fantastico e insondabile si mostra.
Beviamo ancora. Sian le nostre anime
di cenere e di tulle, e che districhino
l'infinita matassa della morte.
Entrino nell'inverno della spina,
e le tele di ragno lacerate
e si divida il fumo quieto e bianco.
Obliata la nostra arida carne
e rigida marcisca, e noi si stia
per sempre nella grigia penitenza.
Bevi, se l'aria è cieca. Bevi e guarda
il profondo e crudele inverno ampliarsi
ricurvo alle sue luci nuvolose.
Condannato sprofondo. Il mio futuro
un magro inverno, gelido, insondabile.
Manuel Altolaguirre

venerdì 3 agosto 2012

L'alba

La pioggia è sguardi d'angeli
in gloria, accordi di cristalli.
E su tutto questo: l'allegria di stare
non accanto, né sopra e
neppure dentro, ma in Lei.
Confusi entrambi, più che fusi.
Diventati ormai un solo corpo,
un'anima sola che bacia se stessa
negli spazi bianchi, dimentica del mondo.
Manuel Altolaguirre

mercoledì 1 agosto 2012

Le tue parole

Appoggiata alla mia spalla
sei la mia ala destra.
Come se tu spiegassi
e tue tenere nere penne,
m'innalzan le tue parole
a un candidissimo cielo.
Esultanza. Silenzio.
Seduto ora al mio tavolo,
mi sanguina la spalla,
la tua assenza mi duole.
Manuel Altolaguirre

giovedì 8 marzo 2012

Anche se non ci sei più....

Anche se non ci sei più continui ad essere nel ricordo di quelli che t’han visto,
in quelli che so io, ai quali chiedo
un'entrata attraverso i loro occhi, per potermi acquistare la tua presenza.
Anche se non ci sei poi più, continui ad essere con il corpo diviso in altri corpi nei quali riconosco in questo il tuo sguardo, in quello la tua voce, in quell’altro il tuo profilo.
Continui a stare qui integro, o quasi; per me eri tutto e tutto era parte di te: la terra, l’aria, gli uccelli, i fiori come se il mondo fosse un tuo vestito.
E ora, mi manca solo una parte di quel vestito, perché continui a essere l’intero paesaggio che contemplo con l’aria, con la terra, e fiori e uccelli, ma senza carne umana: la sola parte di te che resta assente.
Manuel Altolaguirre

mercoledì 22 febbraio 2012

L'uomo

Il nostro palato misura il sale,
il nostro orecchio misura il tremore,
la nostra mano misura il calore,
i miei occhi misurano la tua assenza.
Questo è essere uomo: misurare.
Per chi tutto questo conteggio
di distanze? Per chi
questa divisione di date?
Manuel Altolaguirre

Malvagità

Il silenzio sei tu.
Pieno come il buio,
incalcolabile
come grande pianura,
deserta, desolata,
senza palme di musica,
senza fiori, senza parole.
Al mio udito attento
sei notte profonda
senz'aurore possibili.
Non udrò la luce del giorno,
perché il tuo orgoglio caparbio,
biondo e alto, lo vieta.
E silenzio sei tu:
corpo di pietra.
Manuel Altolaguirre

domenica 12 febbraio 2012

L'assente

Pur se tu non sia qui, continui ad essere
nel ricordo di quelli che t'han visto,
in quelli che so io,
ai quali chiedo
un'entrata attraverso i loro occhi,
per potermi acquistar la tua presenza.
Pur se tu non sia qui, continui ad essere
con il corpo diviso in altri corpi
nei quali riconosco
in questo il tuo sguardo,
in quello la tua voce,
in quell'altro il tuo profilo.
Continui a stare qui integro quasi,
eri tutto per me,
tutto parte di te: la terra, l'aria,
gli uccelli, i fiori....
come se il mondo fosse un tuo vestito.
Ed or solo mi manca
parte di quel vestito,
giacché continui ad essere
il totale paesaggio che contemplo
con l'aria, con la terra, e fiori e uccelli,
nulla di carne umana:
quella parte di te che resta assente.
Manuel Altolaguirre

sabato 4 febbraio 2012

Amore Oscuro

Se un'ombra fui per te,
quando coprii il tuo corpo
se, quando ti baciavo,
eran ciechi i miei occhi,
continuiamo ad esser notte,
come la notte immensi,
col nostro amore oscuro,
senza limiti, eterno...
Poiché alla luce del giorno
piccolo è il nostro amore.
Manuel Altolaguirre

Crepuscolo

(Canzone dell'anima)
Vieni, voglio spogliarmi!
La luce se n'è andata e sono
stanca di questi indumenti.
Toglimi la veste! Mi credano
morta, perché, nuda
mentre mi vegliano il sonno,
riposo la notte intera;
perché domani di buon'ora,
spogliata della mia nudità,
andrò a bagnarmi in un fiume,
mentre la mia veste con altra veste
sarà custodita per sempre.
Accorri, morte; sono un bambino,
e voglio che mi spoglino;
la luce se n'è andata e sono
stanca di questi indumenti.
Manuel Altolaguirre

venerdì 3 febbraio 2012

Dentro

Gli occhi miei grandi, incollati
all'aria, son gli occhi del cielo.
Guardano profondi, mi guardano,
mi stanno guardando dentro.
Io, assorto, senz'occhi,
con le palpebre aperte,
tanto dolore dissimulo
quanta sventura rivelo.
L'aria mi sta guardando
e piange nel mio corpo oscuro;
il suo pianto è sepolto in carne,
mi va nel sangue e nell'ossa,
si fa limo, e radici cerca
con cui spuntare dal suolo.
Gli occhi miei grandi, incollati
all'aria, son gli occhi del cielo.
Nella memoria dell'aria
staranno le mie sofferenze.
Manuel Altolaguirre

sabato 7 gennaio 2012

Il tuo nudo

Il cielo del tuo tatto
dorato copriva
l'occulto giardino
di passione e di musica.
Alte edere di sangue
abbracciavano le tue ossa.
La carezza dell'anima
- trepida brezza - moveva
tutto quel che tu eri.
Vaghissimo crepuscolo
di rossore e indolenza
era la tua pelle! Restavi
come astro senza scintillio
che dal sole riceva
la luce del tuo alone.
Soltanto sotto i tuoi piedi era notte.
Eri prigione di musica,
dalla musica catturata
che tentava fuggire
in ogni tuo gesto,
ma che uscir non poteva
e s'affacciava come un bimbo
ai vetri dei tuoi occhi limpidi. 
Manuel Altolaguirre

mercoledì 4 gennaio 2012

Anima

Si levò senza destarmi.
Andava lenta, appiattita tanto
da passare sotto impossibili
spazi vuoti,
o spiegandosi fine come un'ala
che passa per usci socchiusi.
Non aveva vista,
ma superava gli ostacoli
con previdente maestria.
Né tatto,
ma gli angoli eludeva
senza colpo ricevere.
Né udito,
ma da quell'uscio sbattuto,
spaventata,
venne correndo a me,
nascondendosi in me
e destandosi in me,
il suo corpo.
Manuel Altolaguirre

domenica 18 dicembre 2011

Ora

Ora che stiamo soli,
nudi di corpo ed anima,
il mio bacio ti circonda
d'un immenso deserto.
Le spiagge si seccano,
s'oscurano i cieli
e, convertito in fumo,
egoista e dilatato,
invadendomi cancello
la tua vita di ricordi.
Manuel Altolaguirre

La Poesia


Non c'è passaggio
e nessuno attraversa
gli architravi di luce e di colori,
quando la rosa si schiude,
ché invisibili sono i paradisi
dove uccelli invisibili
i canti melodiosi del silenzio
nel buio offrono all'aria,
più in là del fiore, dove mai
può presentarsi un'anima vestita,
dove il corpo s'arrende alla bellezza
in un intimo vuoto.
Manuel Altolaguirre

Sul mare

Non posso sapere le ore
che accumulo lungi da te.
Un sole implacabile vieta
che il tempo passi. Non arriva
la notte mai. Io volo
sotto una luce ch'è morte,
luce che accerchia il tuo mondo,
luce che, s'io non corressi
la corsa dell'astro,
sarebbe per me l'aurora.
Felice te, che non hai
luce costante; che godi
notte e giorno nell'anima.
Non sai che cosa è smarrirsi
illuminato e insonne
nello spazio, tra nubi,
senza essere angelo, senza essere angelo
Manuel Altolaguirre