…Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare… io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

...solo un sogno, un'emozione...una nuvola...solo un alito di vento che ti sfiora, solo l'eco dei tuoi passi nella sera...
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martedì 8 aprile 2014

A chi lo sa

S'io sapessi cantare
come il sole di giugno nel ventre della spiga,
l'obliquo invincibile sole;
s'io sapessi gridare
gridare gridare gridare come il mare
quando s'impenna nel ludibrio d'aquilone;
s'io sapessi, s'io potessi
usurpare il linguaggio della pioggia
che insegna all'erba crudeli dolcezze...
oh allora ogni mattino,
e non con questa voce roca d'uomo,
vorrei dirti che t'amo
e sui muri del mio cieco cammino
scrivere la letizia del tuo nome,
le tre sillabe sante e misteriose,
il mio sigillo di nuova speranza,
il mio pane, il mio vino,
il mio viatico buono.
Gesualdo Bufalino

mercoledì 30 ottobre 2013

Brindisi al faro

Prima di te
era un luogo di gogna la mia vita,
fra mura di ferro feroce;
era teatro d’un maniaco dramma
che declamavo dinanzi a nessuno:
io ripeteva a perdifiato un’eco,
io era scritto su tutti gli specchi,
io, pronome di luce e di sozzura,
orbita avara che in sé si consuma,
libertà aguzzina di se stessa.
Ora è una strada per cadere insieme,
un fiume nero, ma so dove va.
Gesualdo Bufalino

giovedì 22 marzo 2012

Pensiero

Si scrive per guarire se stessi,
per sfogarsi, per lavarsi il cuore.
Si scrive per dialogare anche
con un lettore sconosciuto.
Ritengo che nessuno senza memoria
possa scrivere un libro,
che l’uomo sia nessuno senza memoria.
Io credo di essere un collezionista di ricordi,
un seduttore di spettri.
La realtà e la finzione sono due facce
intercambiabili della vita e della letteratura.
Ogni sguardo dello scrittore diventa
visione, e viceversa:
ogni visione diventa uno sguardo.
In sostanza è la vita che si trasforma
in sogno e il sogno che si trasforma in vita,
così come avviene per la memoria.
La realtà è così sfuggente ed effimera...
Non esiste l’attimo in sé,
ma esiste l’attimo nel momento in cui è già passato.
Piuttosto che vagheggiare
un futuro vaporoso ed elusivo,
preferisco curvarmi sui fantasmi
di ieri
senza che però mi impediscano di vivere l’oggi nella sua pienezza

Gesualdo Bufalino

martedì 24 gennaio 2012

Risarcimento

La vita non sempre fa male.
Può stracciarti le vele rubarti il timone,
ammazzarti i compagni ad uno ad uno,
giocare ai quattro venti con la tua zattera,
salarti, seccarti il cuore
come la magra galletta che ti rimane,
per regalarti nell'ora dell'ultimo naufragio
sulle tue vergogne di vecchio
i grandi occhi, il radioso
innamorato stupore di Nausicaa.
Gesualdo Bufalino 
(da “Il malpensante”, 1987)

giovedì 24 novembre 2011

Scrivere

Si scrive per popolare il deserto... per non morire...
per essere ricordati e per ricordare... anche per dimenticare...
anche per esser felici... per far testamento... per giocare...
per scongiurare, per evocare... per battezzare le cose...
per surrogare la vita, per viverne un'altra...
per persuadere e amorosamente sedurre... per profetizzare...
per rendere verosimile la realta'...
Tante sono, suppergiu', le ragioni per scrivere.
Una di piu', ma forse una di meno (non ho contato bene),
delle ragioni per tacere.  
Le ragioni dello scrivere, Gesualdo Bufalino