…Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare… io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

...solo un sogno, un'emozione...una nuvola...solo un alito di vento che ti sfiora, solo l'eco dei tuoi passi nella sera...
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martedì 17 maggio 2016

L'irreale


Lascia dormire fra le mie mani la tua dolce testa:
Giugno delle rovine arde nei tuoi capelli biondi,
Liane, vecchio sole sul luppolo.
La tua bocca è un papavero sul muro che presta
La sua vecchia ombra ammuffita ai vagabondi.
Un canto di pescatori nel malva dei mari
È per me la tua voce assopita,
La voce tua, amica invisibile e pensosa.
Il tuo cuore è il letto fiorito dei dolci ieri,
La campana mite e sorda della bonaccia.
Un cielo di paese morto da gran tempo
Canta nei tuoi occhi – un cielo di povera terra
Dove la pallida Annabel e Guy de Vere
E d’Elormie sentono nei forti venti
Risuonare tenue Ottobre dal cimitero.
E cosa importa che tu sia irreale?
Di quelle che non sono mai esistite?
La mia solitudine di giardini antichi e amati
È meno affascinante o meno bella
Del tuo autunno dalle foglie in fiamme?
Oscar Vadislas de Lubicz Milosz

mercoledì 14 agosto 2013

Riconosco in te

Riconosco in te esseri misteriosi,
viaggiatori dalle mete segrete
incontrati un tempo nella bruma delle stazioni
dove tutti i rumori hanno la cadenza degli addii.
Oscar Wladyslaw Miloz

venerdì 16 marzo 2012

Mangio l'erba amara dello scoglio della noia

Mangio l'erba amara dello scoglio della noia. Ho servito Venere con rabbia, poi con malizia e disgusto. Oggi le torcerei il collo sbadigliando. Certo, nella mia giovinezza, ho cercato anch'io, proprio come voi, la miserevole gioia, l'inquieta straniera che vi dona la sua vita e non vi dice il suo nome. Ma in me nacque presto il desiderio di inseguire ciò che voi non conoscerete mai: l'amore immenso, tenebroso e dolce. Più di una volta credetti di averlo afferrato: e non era che un fantasma di fiamma. L'abbracciavo, gli giuravo eterna tenerezza, esso mi bruciava le labbra e mi copriva il capo con la mia stessa cenere, e, quando riaprivo gli occhi, c'era il giorno orrendo della solitudine, il lungo, così lungo giorno della solitudine, con un povero cuore tra le mani, un povero, povero, dolce cuore leggero come il passerotto d'inverno. E una sera la lussuria dall'occhio vile, dalla fronte bassa, sedette sul mio giaciglio, e mi contemplò in silenzio, come si guardano i morti.    Una bellezza nuova, un nuovo dolore, un nuovo bene di cui presto ci si sazi, per meglio assaporare il vino di un male nuovo, una nuova vita, un infinito di vite nuove, ecco quello di cui ho bisogno, signori: semplicemente questo, e nulla di più.
Ah! Come colmarlo, quest’abisso della vita? Che fare? Perché il desiderio è sempre lì, più forte, più folle che mai, come un incendio marino che avventi la sua fiamma nel più profondo del nero nulla universale!
È un desiderio di abbracciare le infinite possibilità!
 Oscar Vladislas Milosz, Miguel Mañara, quadro I

venerdì 13 gennaio 2012

Una sera viola

Le tue labbra hanno ancora
il sapore del mirtillo
ma l'oro tiepido del tuo riso
si è incrinato
e vedo nei tuoi occhi,
immobili lagune,
allargarsi lo stanco incenso
di una sera viola!

Oscar Vladislas Milosz

Tu, come un fiore dal lampo azzurro

E, se pure pensi all'amore
effimero e selvaggio,
come un fiore dall'azzurro
lampo,
accogli dolcemente
nell'antica luce
il mio ritorno, che reca
ancora il pallore
dell'addio.

Oskar Wladyslaw Milosz

lunedì 2 gennaio 2012

Non voglio saper nulla del tuo passato

Non voglio saper nulla del tuo passato. Vedo
spegnersi il giorno
l’ultimo giorno sul tuo volto e le tue mani.
Lasciami il dolce piacere d’ignorare le strade
per le quali il caso ha saputo guidarti fino a me.
Oskar Wladyslaw Milosz

domenica 18 dicembre 2011

Malinconia

Mi sono svegliato sotto l’azzurro dell’assenza
Nel mezzogiorno immenso della malinconia
.
Oskar Wladyslaw Milosz