…Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare… io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

...solo un sogno, un'emozione...una nuvola...solo un alito di vento che ti sfiora, solo l'eco dei tuoi passi nella sera...
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lunedì 4 luglio 2016

Appari

Appari
aiutami ad esistere
aiutati ad esistere
oh inesistente per cui esisto
oh presentita che mi è presente
sognata che mi sogna
comparsa svanita
vieni vola sopraggiungi svegliati
rompi argini avanza
intrico di bianchezza
marea d’armi bianche
mare sbrigliato che galoppi nella notte
stella innalzata
splendore che ti conficchi in seno
(canta ferita chiuditi bocca)
appari
foglia nuda tatuata d’autunno
bell’astro dal calmo movimento di tigre
pigro lampo
aquila immobile ammiccante
cadi penna freccia adornata cadi
suona alla fine l’ora dell’incontro
orologio di sangue
pietra di paragone di questa vita
Octavio Paz

lunedì 13 ottobre 2014

Sparo

Salta la parola
dinanzi al pensiero
dinanzi al suono
la parola salta come un cavallo
dinanzi al vento
come un vitello di zolfo
dinanzi alla notte
si perde nelle vie del mio cranio
dappertutto le tracce della fiera
sulla faccia dell’albero il tatuaggio scarlatto
sulla fronte del torrione il tatuaggio di ghiaccio
sul sesso della chiesa il tatuaggio elettrico
le sue unghie sul tuo collo
le sue zampe sul tuo ventre
il segnale violetto
il tornasole che vira fino al bianco
fino al grido fino al basta
il girasole che gira come un ahi scorticato
la sigla del senza-nome lungo la tua pelle
dappertutto il grido che acceca
l’ondata nera che copre il pensiero
la campana furiosa che rintocca sulla mia fronte
la campana di sangue nel mio petto
l’immagine che ride in cima alla torre
la parola che fa scoppiare le parole
l’immagine che incendia tutti i ponti
la fuggitiva a metà dell’abbraccio
la vagabonda che uccide i bambini
l’idiota la bugiarda l’incestuosa
la cerva inseguita
la mendicante profetica
la ragazza che nel mezzo della via
mi sveglia e mi dice ricordati

Octavio Paz

lunedì 7 aprile 2014

Asse

Nella noria di sangue
il mio corpo nel tuo
sorgente notturna
la mia lingua di sole nel tuo bosco
madia il tuo corpo
grano rosso io
Nella noria d'osso
io notte io acqua
io bosco che avanza
io lingua
io corpo
io osso di sole
nella noria di notte
sorgente di corpi
tu notte del grano
tu bosco nel sole
tu acqua in attesa
tu madia d'ossa
Nella noria di sole
la mia notte nella tua
il mio sole nel tuo
il mio grano nella tua madia
il tuo bosco nella mia lingua
Nella noria del corpo
l'acqua nella notte
il tuo corpo nel mio
Sorgente d'ossa
Sorgente di soli
Octavio Paz

Custodia

 
Octavio Paz

martedì 21 maggio 2013

Una calda pioggia di sguardi

I miei occhi ti scoprono
nuda
e ti coprono
d’una calda pioggia
di sguardi.
Octavio Paz

La pausa ha la tua forma

Quest’ora ha la forma di una pausa.
La pausa ha la tua forma.
Tu hai la forma di una fontana,
non d’acqua ma di tempo
In cima allo zampillo della fonte
saltano i miei pezzi:
fui, sono, non sono ancora.
La mia vita non pesa.
Il passato si assottiglia.
Il futuro è un pò d’acqua nei tuoi occhi.
Octavio Paz

lunedì 15 ottobre 2012

L'assetato

Per trovarmi, Poesia,
mi cercai in te:
stella d’acqua che si sfalda,
l’essere mio s’annegò.
Per cercarti, Poesia,
feci naufragio in me.
Poi presi a cercarti, per
fuggire da me:
oh quel folto di riflessi
in cui mi perdei!
E quando feci ritorno
quello che trovai fu
lo stesso volto perduto
nella stessa nudità,
le stesse acque specchianti
alle quali non berrò
e alle sponde dello specchio
me stesso morto di sete.
Octavio Paz

giovedì 13 settembre 2012

L'altro

L’altro
s'inventò un volto.
Dietro di esso,
molte volte
visse, morì e risuscitò.
Oggi
il suo volto ha le rughe di quel volto.
Le sue rughe non hanno volto.
Octavio Paz

giovedì 9 agosto 2012

Un terzo modo di essere

C'è un terzo modo di essere:
l'essere senza essere,
la pienezza del vuoto,
ora senza ore e altri nomi
ove si espone e si disperde
nelle confluenze del linguaggio
non la presenza
ma il suo presentimento.
I nomi che la nominano dicono:
nulla, parola a doppio taglio,
parola tra due vuoti.
 Octavio Paz

lunedì 21 maggio 2012

Reversibile

Nello spazio
sto
dentro di me
lo spazio
fuori di me
lo spazio
in nessun luogo
sto
fuori di me
nello spazio
fuori di sé
in nessun luogo
sto
nello spazio
eccetera
Octavio Paz

giovedì 10 maggio 2012

Scarabocchio

Con un pezzo di carbone
con il mio gesso rotto e la mia matita rossa
disegnare il tuo nome
il nome della tua bocca
il segno delle tue gambe
sulla parete di nessuno
Sulla porta proibita
incidere il nome del tuo corpo
finchè il filo del mio coltello
sanguini
e la pietra gridi
e il muro respiri come un petto.
Octavio Paz

venerdì 20 aprile 2012

Paesaggio passionale

Il becco dell'uccello solare apre il cuore dello spazio
frutto di pietra
frutto di tempo
melagrana d'anni neri cremisi violetti
Spazio spazio fessurato
Cicatrici di sale sulla fronte del fuoco
varchi sotto un astro iracondo
dialoghi all'addiaccio tra luna e neve
Tracce rosse orme d'astri
veste dell'incendio
rampicante del vino sulla rupe
Paesi come un leone sopito
paesi come un convito di fiamme
materie in estasi fiumi fermi
estensioni regni dell'ala dispiegata
Tra quiete e movimento
gran battito dell'essere
Un brusio di vento e pioggia s'alza ai confini
come selva e febbre avanza l'uragano
gli occhi sigillati
gli occhi gonfi di visioni
L'uragano s'è piantato in mezzo alla tua anima
ciò che un suo piede schiacchia verdeggia sotto l'altro
Octavio Paz

martedì 20 marzo 2012

Il Ponte

Tra adesso e adesso,
tra io sono e tu sei,
la parola ponte.
Entri in te stessa
quando entri in lei:
il mondo si chiude
come un anello.
Da una sponda all'altra
sempre si stende un corpo,
un arcobaleno.
Sotto i suoi archi dormirò.
Octavio Paz

mercoledì 14 marzo 2012

Destino del poeta

Parole? Si, di aria
e nell'aria perdute.
Tu lascia che mi perda tra parole,
lasciami essere aria su labbra,
un soffio vagabondo senza sagoma,
breve aroma che l'aria fa svenire.
Anche la luce in se stessa si perde.
Octavio Paz

Esempio

Il tuono percorre la pianura
nasconde il cielo tutti i suoi uccelli
Sole scorticato
sotto la sua ultima luce
le pietre sono più pietre che mai
Mormorio d'incerti fogliami
come ciechi alla ricerca della strada
Fra pochi istanti
acqua e notte saranno un solo corpo.
Octavio Paz

Le parole

Rigirale,
afferrale per la coda (strillate, puttane),
frustale,
metti zucchero in bocca alle recalcitranti,
gonfiale, palloni, bucale,
succhiagli il sangue e il midollo,
seccale,
castrale,
montale, gallo galante,
torcigli il collo, cuoco,
spennale,
strippale, toro,
bue, trascinale,
falle, poeta,
fa che si inghiottano tutte le loro parole.
Octavio Paz

L’uomo è solo dovunque

L’uomo è solo dovunque. Ma la solitudine del messicano, sotto la grande notte di pietra di un altipiano ancora abitato da divinità mai sazie, è molto diversa da quella dell’americano del nord, che vaga in un mondo astratto di macchinari, di concittadini e precetti morali. Nella valle del Messico l’uomo si sente come sospeso tra cielo e terra e oscilla tra forze opposte e potenze contrastanti, e occhi pietrificati e bocche pronte a divorarlo. La realtà – il che è a dire il mondo che ci circonda- qui esiste di per sé, ha una sua propria vita, non è stata inventata dall’uomo come lo è stata negli Stati Uniti
Octavio Paz - Il labirinto della solitudine

mercoledì 7 marzo 2012

Alba ultima

Distesa ai confini
I tuoi capelli si perdono nel bosco,
i tuoi piedi toccano i miei.
Addormentata sei piú grande della notte
Ma il tuo sogno sta in questa stanza.
Quanto siamo che poco siamo tanto!
Fuori passa un taxi
Col suo carico di spettri.
Il fiume che se ne va
Sempre
È di ritorno.
Domani sarà un nuovo giorno?
Octavio Paz

sabato 11 febbraio 2012

Autunno

In fiamme, nell’incendio degli autunni
arde a volte il mio cuore,
puro e solo. Il vento che lo desta
tocca il suo centro e lo sospende
nella luce che sorride per nessuno:
quanta bellezza liberata!
Anelo mani,
una presenza, un corpo,
quel che frantuma i muri
e fa nascere le forme inebriate,
un tocco, un suono, un giro, solo un’ala,
celesti frutti della luce nuda.
Nel mio intimo cerco
ossa, violini intatti,
vertebre oscure e delicate,
labbra che sognano labbra,
mani sognanti uccelli…
Qualcosa che non si conosce e dice: “mai”
cade dal Cielo,
da te, mio Dio e mio avversario.
Octavio Paz

martedì 31 gennaio 2012

Ascoltami come chi ascolta piovere

Ascoltami come chi ascolta piovere,
né attenta né distratta,
passi lievi, pioviggine,
acqua che è aria, aria che è tempo,
il giorno non finisce di andarsene,
la notte tuttavia non arriva,
figure della nebbia
voltano l’angolo,
figure del tempo
nell’ansa di questa pausa,
ascoltami come chi ascolta piovere,
senza ascoltarmi, ascoltando quel che dico
con gli occhi aperti verso dentro,
addormentata e vigili i cinque sensi,
piove, passi lievi, rumori di sillabe,
aria e acqua, parole che non pesano:
quel che fummo e siamo,
i giorni e gli anni, questo istante,
tempo senza peso, pesantezza enorme,
ascoltami come chi ascolta piovere,
riluce l’umido asfalto,
il vapore si alza e cammina,
la notte si apre e mi guarda,
sei tu e la tua forma di vapore,
tu e il tuo volto di notte,
tu e i tuoi capelli, lampi lenti,
traversi la strada ed entri nella mia fronte,
passi d’acqua sopra le mie palpebre,
ascoltami come chi ascolta piovere,
l’asfalto riluce, tu traversi la strada,
è la nebbia errante della notte,
è la notte addormentata nel tuo letto,
è l’onda del tuo respiro,
le tue dita d’acqua bagnano la mia fronte,
le tue dita di fiamma bruciano i miei occhi,
le tue dita d’aria aprono le palpebre del tempo,
sorgere di apparizioni e resurrezioni,
ascoltami come chi ascolta piovere,
passano gli anni, tornano gli istanti,
ascolti i tuoi passi nella stanza vicina?
non qui né lì: li ascolti
in un altro tempo che è proprio ora,
ascolta i passi del tempo
inventore di spazi senza peso né luogo,
ascolta la pioggia scorrere per la terrazza,
la notte è ormai più notte fra gli alberi,
fra le foglie si è annidato il fulmine,
vago giardino alla deriva
- entra, la tua ombra copre questa pagina.
Octavio Paz, da El fuego de cada dìa, 1992