…Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare… io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

...solo un sogno, un'emozione...una nuvola...solo un alito di vento che ti sfiora, solo l'eco dei tuoi passi nella sera...
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sabato 17 dicembre 2016

Sonetto XXXV

Per paura che troppo facilmente
ti conosca, tu giochi con me.
Per nascondere le tue lacrime,
mi acciechi con scoppi di riso.
Conosco, conosco la tua arte.
Non dici mai le parole che vorresti.
Per paura che io non ti apprezzi
mi eludi in mille modi.
Per paura che ti confonda
con la folla, ti metti in disparte.
Conosco, conosco la tua arte.
Non cammini mai per la strada che vorresti.
Tu chiedi più di tutti gli altri,
per questo sei silenziosa.
Poi con scherzosa indifferenza
rifiuti tutti i miei doni.
Conosco, conosco la tua arte.
Tu non accetti mai ciò che vorresti.
Rabindranath Tagore

martedì 5 luglio 2016

Pioggia d'estate

Perdonami se oggi sono impaziente, amore.
È la mia prima pioggia estiva. La foresta,
sulle sponde del fiume, è agitata
e i rigogliosi alberi di ipomea acquatica
tentano, con i fiori profumati, il monsone che passa.
Vedi, da ogni parte il cielo è attraversato
da lampi e il vento solleva i capelli.
Se proprio oggi ti porto il mio dono,
perdonami amore.
Il mondo dei soliti giorni
è nascosto dal vapore della pioggia,
ogni lavoro è sospeso nelle case,
desolati sono i campi.
Solo per gli occhi tuoi neri
lo scrosciare della pioggia
ritrova la sua melodia,
e, alla tua porta, vestito d’azzurro,
luglio aspetta che tu apra, coi gelsomini
pronti per le tue trecce.
Rabindranath Tagore

domenica 10 novembre 2013

Riso

Fuori casa molto lontano
non so perché
oggi continuamente
mi viene in mente
il tuo sorriso!
E' sceso il sole della sera,
le voci dell'oceano
si sono calmate.
Dove un lontano e solo
rampicante della terra,
dentro le proprie ombre,
sui petali di rossi germogli
di due labbra
ha tenuto nascosto
come un boccio un sorriso?
Per chi tutta la notte
lo tenne con cura
bagnandolo di lacrime?
Rinunciando a tutti
di questo mondo,
chi verrà a rccogliere
quel sorriso?
Allora due sorrisi,
morendo e vivendo,
emetteranno
un bacio immortale.
Robindronath Tagore

giovedì 3 ottobre 2013

Nel tuo sonno, al limite dei sogni

Nel tuo sonno, al limite dei sogni,
aspetto guardando in silenzio il tuo viso,
come la stella del mattino che appare per prima
alla tua finestra.
Con i miei occhi berro' il primo sorriso
che, come un germoglio, sboccera'
sulle tue labbra semiaperte.
Il mio desiderio e' solo questo.
RABINDRANATH TAGORE

giovedì 30 maggio 2013

Hai colorato i miei pensieri

Hai colorato
i miei pensieri
e i miei sogni,
con gli ultimi riflessi
della tua gloria
Amore,
trasfigurando
la mia vita
per la prossima bellezza
della morte.
Come il sole,
al tramonto,
ci lascia intravedere
un angolo di cielo,
hai mutato il mio dolore
in gioia immensa.
Per incanto, Amore,
vita e morte
sono diventate
per me
la stessa grande
meraviglia
Rabindranath Tagore

martedì 22 gennaio 2013

Siamo solo aliti di vento

 Siamo solo aliti di vento
soffi delicati appesi alle pareti
di un cielo senza confini.
Siamo polveri e profumo di erba,
di fiori mescolati al profumo del mare,
della luna, della notte, del giorno,
del tempo che corre e
sparge intorno a se
i semi dei ricordi.
Siamo come ali in volo, da sempre,
dal primo tuffo nell' aria
all' ultimo sogno
caduto nel nostro cuore
da una stella
in dono.
Tagore

sabato 29 dicembre 2012

Io so che

Io so che lei è stata la stella
del mio mattino e che è tornata per me
nel cielo della sera, perché riconoscessi
il suo sorriso.
L'avevo perduta durante le ore stanche
del giorno, ma lei s'è imbarcata
per un viaggio solitario che doveva riunirci
all'inizio della notte.
La sua voce, un tempo, turbava il mio sangue
di tentazioni audaci; fra le ombre ora
lei mormora cose che non capisco.
Io so però che lei è sempre la stessa,
che sotto veli cangianti mi chiede ancora
una parola d'amore.
Rabindranath Tagore

mercoledì 12 dicembre 2012

Uno sguardo

Quando sali' sul treno si volto' per un istante, lanciandomi un ultimo sguardo. Dove potro' mai trovare nell'intero mondo un luogo segreto, al di fuori del tempo che calpesta ogni cosa, in cui custodire questo piccolo tesoro? Svanira' quello sguardo cosi' come svaniscono, nel tramonto, i colori dorati delle nuvole? Forse sara' bagnato dalla pioggia come il polline d'oro di un fiore di nag-asari? Come potra' durare tra le volgarita' della vita, nell'intrico di infinite vicende e dolori? Superando ogni altro, il suo dono fugace mi ha raggiunto, e io lo conservero' intrecciandolo in un canto e fermandolo nelle parole: sara' custodito cosi' in un sicuro scrigno di bellezza. Sulla terra la potenza dei re e lo sfarzo dei ricchi esistono solo per perire. Ma a volte non si manifesta forse, in una lacrima, quell'infinito che puo' rendere immortale uno sguardo fugace? Il ritmo della poesia dici: 'Fammene dono! A me non interessa la potenza dei re ne' lo sfarzo dei ricchi, ma queste piccole cose sono i miei tesori autentici e con essi io intreccio la ghirlanda dell'infinito'. 

 Tagore

mercoledì 5 settembre 2012

Non andartene, amore, senza avvertirmi

Non andartene, amore, senza avvertirmi.
Ho vegliato tutta la notte e ora i miei occhi
sono pesanti di sonno.
Ho paura di perderti mentre dormo.
Non andartene, amore, senza avvertirmi.
Mi sveglio e stendo le mani per toccarti. Ti sento e
mi domando: “E’ un sogno?”
Oh, potessi stringere i tuoi piedi col mio cuore
e tenerli stretti al mio petto!
Non andartene, amore, senza avvertirmi.
Tagore

giovedì 26 aprile 2012

Tu sei la nuvola della sera

Tu sei la nuvola della sera che vaga nel cielo dei miei sogni. Io ti dipingo e ti modello con i miei desideri d’amore. Tu sei mia, solo mia, l’abitatrice dei miei sogni infiniti! I tuoi piedi sono rosso-rosati per la vampa del mio desiderio, spigolatrice dei miei canti al tramonto! Le tue labbra sono dolci-amare del sapore del mio vino di dolore. Tu sei mia, solo mia, abitatrice dei miei sogni solitari! Ho oscurato i tuoi occhi con l’ombra della mia passione, frequentatrice della profondità del mio sguardo! T’ho presa e ti stringo, amore mio, nella rete della mia musica. Tu sei mia, solo mia, abitatrice dei miei sogni immortali!
Rabindranath Tagore – da Il Giardiniere

giovedì 22 marzo 2012

Questo, solo questo voglio fare

Questo, solo questo voglio fare,
in questi limpidi giorni di primavera:
sdraiarmi sull’erba a occhi chiusi;
stare alla finestra,
guardare fuori ma vedere solo dentro il mio cuore.
E sognare,
sognare la magia del tuo arrivo.
Perché arriverai, vero?
Rabindranath Tagore

giovedì 15 dicembre 2011

Vorrei dirti le più profonde parole d'amore

Vorrei dirti le più profonde parole d'amore,
ma non oso, per timore che tu rida.
Ecco perché mi burlo di me stesso e del mio segreto.
Derido il mio dolore per paura che tu faccia lo stesso.
Vorrei dirti le parole più vere,
ma non oso, per paura che tu rida.
Ecco perché mento, dicendo il contrario
di quello che penso.
Rendo assurdo il mio dolore per paura che tu
faccia lo stesso.
Vorrei usare le parole più preziose
che ho riservato per te, ma non ne ho il coraggio;
temo che non si comprenda il loro valore.
Ecco perché ti parlo con durezza,
e vanto la mia forza brutale.
Ti faccio del male per paura che tu
non conosca mai cosa sia il soffrire.
Vorrei sedermi vicino a te in silenzio,
ma non ne ho il coraggio:
temo che il mio cuore mi salga alle labbra.
Ecco perché parlo stupidamente
e nascondo il mio cuore dietro le parole.
Tratto crudelmente il mio dolore
per paura che tu faccia lo stesso. 
Desidero allontanarmi da te, ma non oso,
per paura che ti si sveli la mia viltà.
Ecco perché tengo alta la mia testa con aria indifferente,
quando vengo alla tua presenza. 
Gli sguardi sprezzanti e continui dei tuoi occhi
mantengono vivo il mio dolore per sempre.   
Rabindranath Tagore

sabato 10 dicembre 2011

I tuoi occhi m’interrogano tristi

I tuoi occhi m’interrogano tristi.
Vorrebbero sapere i miei pensieri
come la luna che scandaglia il mare.
Dal principio alla fine ho denudato
la mia vita davanti ai tuoi occhi,
senza nulla celarti o trattenere.
Ed è per questo che non mi conosci.
Se fosse soltanto una gemma,
la romperei in cento pezzi
e con essi farei una catena
da mettere attorno al tuo collo.
Se fosse soltanto un fiore,
rotondo e piccolo e dolce,
lo coglierei dallo stelo
per metterlo nei tuoi capelli.
Ma è il mio cuore, mia diletta.
Dove sono le sue spiagge e il suo fondo?
Di questo regno tu ignori i confini
e tuttavia sei la sua regina.
Se fosse solo un momento di gioia
fiorirebbe in un facile sorriso,
lo potresti capire in un momento.
Se fosse soltanto un dolore
si scioglierebbe in limpide lacrime,
rivelando il suo più intimo segreto
senza dire una sola parola.
Ma è il mio cuore, amore mio.
Le sue gioie e i suoi dolori
sono sconfinati, e infiniti i suoi
desideri e le sue ricchezze.
Ti è vicino come la tua stessa vita,
ma non puoi conoscerlo interamente.
Rabindranath Tagore

giovedì 8 dicembre 2011

Io desidero soltanto te

Io desidero te, soltanto te
il mio cuore lo ripeta senza fine.
Sono falsi e vuoti i desideri
che continuamente mi distolgono da te.
Come la notte nell’oscurità
cela il desiderio della luce,
così nella profondità
della mia incoscienza risuona questo grido:
“Io desidero te, soltanto te”.
Come la tempesta cerca fine
nella pace, anche se lotta
contro la pace con tutta la sua furia,
così la mia ribellione
lotta contro il tuo amore eppure grida:
“Io desidero te, soltanto te”.
Tagore

martedì 6 dicembre 2011

Il sentiero

Ecco il sentiero che, dopo aver attraversato il bosco e superato il prato, è giunto sino alla riva del fiume, per interrompersi vicino quell'albero di bot che ombreggia il traghetto in rovina. Al di là del fiume ricomincia tortuoso verso un villaggio, costeggiando campi di lino, e lo stagno coperto da fiori di loto. Molte persone ho incontrato lungo questo sentiero! Alcune mi hanno accompagnato, altre preceduto, altre le ho solo vedute da lontano. Con la sera è calato il buio. Un tempo pensavo che questo sentiero fosse a mia disposizione per sempre, ed ora mi accorgo che mi è concesso percorrerlo una sola volta. Dopo aver attraversato il giardino dei limoni, la riva dello stagno, il traghetto, la piccola isola del fiume, la capanna del venditore del latte, non posso più tornare indietro non posso illudermi di far ritorno in quella casa dove pensieri, parole e visi mi sono noti. Il sentiero che percorro mi porta in avanti e ritornare sui propri passi è impossibile: quando oggi alla fine del giorno mi sono voltato per guardare il tratto che avevo percorso, mi è parso segnato da impronte perse nella polvere e dal canto del distacco dei viandanti-musicisti che da sempre lo percorrono. Quell'intrico di tracce da oriente a occidente procede verso l'infinito... Curvo sulla polvere del sentiero per ascoltare le infinite storie lì imprigionate da tempo immemorabile, non sento nulla: il sentiero rimane silenzioso nelle ombre della sera. E anche se chiedo dove sono mai i tormenti e i desideri dei viandanti che passarono, il sentiero rimane silenzioso: solo lo vedo serpeggiare da oriente a occidente. E anche se domando dove si diressero i passi degli sconosciuti che lo percorsero, il sentiero resta muto: forse non conosce neppure la sua fine, e non sa dove si sono persi i fiori che caddero, i canti che morirono nè dove, al di là delle strade, si celebra perennemente la festa del dolore incessante.
Rabindranath Tagore

sabato 3 dicembre 2011

Aridità

Di mattina gettai la rete in mare.
Pescai dal profondo abisso cose
d'aspetto bizzarro e di strana bellezza:
alcune brillavano come sorrisi,
altre luccicavano come lacrime, altre
ancora erano rosa come le guance d'una sposa.
Quando, col carico del giorno sulle spalle, tornai a casa,
il mio amore sedeva in giardino, sfogliando lenta
i petali d'un fiore.
Esitai un momento e, standomene silenzioso,
deposi ai suoi piedi tutto quello che avevo pescato.
Lei guardò distratta e chiese: «Che strani
oggetti sono questi? Non capisco a cosa
possano servire».
Chinai per vergogna la testa, pensando:
«Non ho lottato per averli, non li ho comprati
al mercato, perciò non sono doni degni di lei».
Per tutta la notte li gettai
a uno a uno nella strada.
Al mattino passarono dei viandanti; li raccolsero
e li portarono in paesi lontani.
Rabindranath Tagore

Quando mi passò accanto velocemente

Quando mi passò accanto velocemente,
l'orlo della sua veste mi sfiorò.
Dall'isola sconosciuta d'un cuore
venne improvviso un respiro caldo di primavera.
Fu un tocco fugace che svanì
in un momento come il petalo di un fiore reciso
trasportato dall'aria.
Ma si fermò sul mio cuore come un sospiro
del suo corpo, come un sussurro dell'anima.
Rabindranath Tagore