…Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare… io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

...solo un sogno, un'emozione...una nuvola...solo un alito di vento che ti sfiora, solo l'eco dei tuoi passi nella sera...
Visualizzazione post con etichetta Cummings Edward Estlin. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cummings Edward Estlin. Mostra tutti i post

venerdì 1 agosto 2014

In un luogo dove non ho mai viaggiato

In un luogo dove non ho mai
viaggiato, gioiosamente oltre
ogni esperienza i tuoi occhi
hanno il loro silenzio:
nel tuo più fragile gesto
ci sono cose che mi includono,
o che io non posso toccare
perché sono troppo vicine
il tuo sguardo più leggero
facilmente mi schiude,
sebbene io abbia chiuso me stesso
come un pugno,
tu mi apri sempre
petalo per petalo
come la Primavera apre (toccando
sapientemente, misteriosamente)
la sua prima rosa
o se il tuo desiderio
è di chiudermi, io e
la mia vita ci chiuderemo
molto splendidamente,
improvvisamente,
come quando il fiore
di questo cuore immagina
la neve discendere amorosamente
dovunque
nulla che noi si percepisca
in questo mondo eguaglia
il potere della tua intensa
fragilità: la cui trama
mi sbaraglia con il colore
dei suoi paesi,
rendendo la morte e il sempre
a ogni respiro
(non so che cosa sia di te
che chiude e apre, solo
qualche cosa in me capisce che
la voce dei tuoi occhi
è più profonda di tutte le rose)
nessuno, nemmeno la pioggia,
ha così piccole mani.
Edward Estlin Cummings

mercoledì 7 agosto 2013

Tu sei stanca



Tu sei stanca,
(Credo)
Dell'eterno puzzle di vivere e agire;
Anch'io.
Vieni con me, allora,
E andiamocene molto lontano —
(Io e te soli, capito!)
Hai giocato,
(Credo)
E hai rotto i tuoi giocattoli più cari,
E ora sei un po' stanca;
Stanca di cose che si rompono —
Solo stanca.
Anch'io.
Ma vengo con un sogno negli occhi stasera,
E busso con una rosa alla porta del tuo cuore disperato —
Aprimi!
Ti mostrerò luoghi che Nessuno conosce
E, se vuoi,
I posti perfetti per dormire.
Ah, vieni con me!
Soffierò quella bolla meravigliosa, la luna,
Che galleggia sempre e un giorno
Ti canterò la canzone giacinto
Delle stelle probabili;
Mi avventurerò per le tranquille steppe del sogno,
Fino a trovare l'Unico Fiore,
che serba (credo) il tuo piccolo fiore
Quando la luna sorge dal mare.
E. E. Cummings

lunedì 24 giugno 2013

Odio gonfia una bolla di sconforto

Odio gon­fia una bolla di sconforto
a immen­sità mondo sistema uni­verso e bum
–paura sot­terra un domani nel buio
e su spunta ieri gio­va­nis­simo e verde

pia­cere e pena non sono che facce
(una si mostra, si nasconde una)
niuna della vita unico valore
è l’amore che fa solida la moneta.
venisse uno a chie­dere a madame morte
subi­ta­nea e senz’inverno primavera?
ella tor­cerà quello spi­rito con le
sue dita dan­do­gli nulla (se non canta)

a noi tanto più di quanto ci basta
cara. E se canto tu sei la mia voce,
 E. E. Cum­mings

martedì 19 febbraio 2013

Starsene (solo)

                     Starsene (solo) in qualche
                 pomeriggio autunnale:
              a respirare questa
           funesta quiete; mentre
      quell’enorme e paziente
   creatura (che da mai
mai s’è spogliata del
   dì) di sempre si veste
      sempre di sogno, ed è
          assaggiare
             in - (oltre
                 morte e
                     vita) immaginabili misteri.
E. E. Cummings

Una piccola chiesa

io sono una piccola chiesa (non una cattedrale)
lontana da splendori e squallori di città frettolose
-io non m’affliggo se i già brevi giorni diventano più brevi
né mi dispiace quando sole e pioggia fanno aprile

la mia vita è la vita di chi semina e miete,
le mie preghiere sono le preghiere di rozzi ragazzi della terra
che lottano (trovano e perdono ridono e piangono)
le loro gioie o tristezze sono la mia felicità o il mio dolore

un miracolo incessante fiorisce intorno a me:
nascita gloria morte e resurrezione,
su di me quando dormo fluttuano simboli ardenti
di speranza e io veglio montagne di perfetta pazienza

io sono una piccola chiesa (lontana dal frenetico mondo
del tormento e dell’estasi) in pace con la natura
-io non m’affliggo se notti già lunghe diventano più lunghe,
né mi dispiace quando il silenzio si fa canto

da inverno a primavera, la minuscola cuspide
io levo alla Sua grazia la quale sola è eterna:
eretta nell’immortale verità della Sua presenza
(con umiltà accogliendo la Sua luce, con orgoglio la tenebra)

Traduzione di Francesco Dalessandro

E. E. Cummings, 95 poems

sabato 8 dicembre 2012

Se credo

Se credo
nella morte sta
pur sicura
che é
perché mi hai amato,
in luna e tramonto
fiori e stelle
crescendo d’oro e diminuendo d’argento
delle maree,
non fidai
una notte
quando fra le mie dita
si piegò il tuo corpo lucente
quando il mio cuore
cantò fra i tuoi seni
stupendi
buio e bellezza di stelle
sulla mia bocca petali danzanti
agli occhi miei
e in fondo
ai melodiosi meandri
della mia anima
parlò
il verde
festante pallido
calante irrevocabile
mare
io ti conobbi morte.
e quando
avrò immolato ogni fragrante
notte, quando ogni mio dì
dinnanzi a un certo
volto sarà
bianco
profumo
soltanto,
dalle ceneri
allora
tu sorgerai e
a lei tu verrai scostandole
la malizia dagli occhi e avvolgendo
la sua
bocca nuovo
fiore con
le tue fantastiche
ali, ove dimora il respiro
delle stelle durature.
Edward Estlin Cummings

sabato 13 ottobre 2012

Amore è l'eterno unico dio

Amore è l'eterno unico dio
che disse sia questa terra gaia e grande
perfino una cosarella tutta triste
l'uomo, può solcare la sua potente brevità
per l'amore inizio significa ritorno
mari che cantano così fondi e forti
un'onda imbizzarrita spumeggiando si struggerà
da ogni ultima sponda tornando a riva piccola
in modo così perfetto furono i cieli
in misericordioso amore sospirati,
la sua luminosità completa coi tuoi occhi
ogni stella sconfinata
Edward Estlin Cummings

lunedì 17 settembre 2012

Completamente pazzo è colui

Completamente pazzo è colui
che dice di essere stato innamorato un’ora.
E non perché l’amore declini così presto
ma perché in minor tempo può divorarne dieci.
Chi mai mi crederà se io vi giuro
che quella piaga mi è durata un anno?
Chi mai di me non riderebbe
se affermassi di aver visto una fiasca di polvere
bruciare un giorno intero?
Ah che balocco è un cuore
una volta caduto nelle mani dell’amore!
Tutti gli altri dolori fanno posto ad altri dolori
e solo un po’ ne chiedono per sé.
Essi vengono a noi, ma Amore ci trascina
ci inghiotte e non mastica mai!
A causa sua, come da palle incatenate
intere schiere muoiono.
Egli è il tiranno luccio
e i nostri cuori sono pesciolini.
Se non fosse così
cosa avvenne del mio cuore quando ti vidi la prima volta?
Portavo un cuore entrando nella stanza
ma uscendo dalla stanza non lo avevo più.
Fosse andato da te, lo so bene,
il mio cuore forse avrebbe insegnato al tuo cuore
a mostrarsi verso di me più pietoso.
Ma l’amore, ahimé, al primo soffio
lo infranse come vetro.
Eppure nulla può accadere al nulla
né alcun luogo può essere vuoto.
Per questo penso che il mio petto
conservi ancora quei frammenti
benché non siano più uniti.
E così come ora gli specchi infranti
mostrano centinaia di volti minori,
così i frammenti del mio cuore possono
scegliere,
desiderare
e adorare
ma dopo un tale amore
non possono più amare.
Edward Estlin Cummings

mercoledì 30 maggio 2012

Le ore s'alzano levandosi stelle

Le ore s'alzano levandosi stelle ed è
l'alba
sulla via dell'aere luce vien spargendo poesie
in terra una candela si
spegne la città si
sveglia
con un canto
sulla bocca e morte negli occhi
ed è l'alba
il mondo
esce a uccidere sogni
vedo nelle strade dove uomini
forti scavano pane
e vedo le facce brutali
di gente sazia laida disperata crudele beata
ed è giorno,
nello specchio
vedo un uomo
fragile
sogni
sognare
sogni nello specchio
ed è
sera in terra
una candela s'accende
ed è buio
la gente è in casa
l'uomo fragile a letto
la città
dorme con la morte sulla bocca e un canto negli occhi
le ore discendono
e indossano stelle....
sulla via dell'aere notte vien spargendo poesie
Edward Estlin Cummings

lunedì 21 maggio 2012

Crudelmente, amore

Crudelmente, amore,
attraversa l’autunno
nei cui capelli sta l’ultimo fiore,
le tue labbra son fredde di canzoni
poiché, chi di noi due
sarà il primo a trascorrere, a sfiorire?
Il tramonto riluce in superficie
e, crudelmente, cala
verso l’erba
la luna
amore, incedi
nell’autunno
amore, poiché l’ultimo fiore
nei capelli appassisce,
i tuoi capelli sono
freddi di
sogni,
tu sei fragile, amore
ma percorri
l’autunno in lungo e in largo
e sorridi cinereo alle persone
che obliquamente temono
l’inverno.
Edward Estlin Cummings

Signora, io ti toccherò con la mia mente

Signora, io ti toccherò con la mia mente.
Ti toccherò e toccherò e toccherò
finché tu non mi
farai di colpo un sorriso, timidamente osceno
(signora io ti
toccherò con la mia mente.) Toccherò
te, tutto qui,
lievemente e tutta te stessa sarai
con infinito agio
la poesia che io non so scrivere.
Edward Estlin Cummings

domenica 18 marzo 2012

Possa il mio cuore aprirsi sempre

Possa il mio cuore aprirsi sempre ai piccoli
uccelli che sono i segreti del vivere
qualunque cosa cantino è meglio che conoscere
e quando gli uomini non li sentissero gli uomini son vecchi
Possa l’anima mia sempre vagare affamata
e intrepida e assetata e agile
e anche se è domenica posso io aver torto
perché se gli uomini hanno ragione non son giovani
e possa io non fare nulla utilmente
e amare te tanto più che veramente
non c’è mai stato nessuno così idiota che sbagliasse
tirandosi addosso il cielo con un sorriso. 
Edward Estlin Cummings

domenica 26 febbraio 2012

Guarda

Guarda
le mie dita, che
toccarono te
e il tuo caldo e il frale
tuo poco
vedi?non sembrano mie
dita. Le mani i polsi miei
che strinsero cautamente il fioco silenzio
di te (del corpo del
sorriso degli occhi delle mani dei piedi tuoi)
sono diversi
da quello che erano. Le mie braccia
in cui tutto di te si ripiega
quietamente, come una
foglia o qualche fiore
appena fatto dalla Primavera
Stessa, non sono le mie braccia.
Non riconosco
come me stesso questo che trovo davanti
a me in uno specchio. non
credo
di avere mai visto queste cose
qualcuno che tu ami
e che è più magro
più alto di
me è entrato e divenuto le labbra che uso per parlare,
una nuova persona vive e gesticola con il mio
o sei forse tu che
con la mia voce
stai
giocando.
Edvard Estlin Cummings

Talora sono vivo

Talora sono vivo perché con
me dorme, vigile, arboreo il suo corpo
che sentirò pian piano acuirsi farsi
distinto nell'amore piano piano,
che m'affonda nel collo dolce i denti
finché tocchiamo forte ampio odoroso
di Primavera unicolore l'attimo
soavemente terribile istante
che, all'improvviso la sua bocca sorge, intera
prendendo con la mia lieta a lottare
(e dai miei lombi che crollano ed ansimano
micidiale una pioggia uscita tocca l'
alto unico più fondo fiore che
ella porta in un gesto dei suoi fianchi)
Edvard Estlin Cummings

Vieni un poco più lontano

Vieni un poco più lontano – perché
                                tanta paura –
ecco la stella mattutina (hai qualche
                                    desiderio?)
toccami,
prima che periamo
(credi che non tutto quel che fu
inventato può guastare questo
                   o questo istante)
baciami un poco:
l’aria
s’annera ed è viva –
o vivi con me nel poco di
questi colori;
sola che lievemente
sempre sei irraggiungibile da morte
e da lingua
E. E. Cummings

giovedì 2 febbraio 2012

Là dove non sono mai stato, piacevolmente oltre

Là dove non sono mai stato, piacevolmente oltre
ogni esperienza, i tuoi occhi hanno il loro silenzio:
nel tuo gesto più delicato ci sono cose che m'imprigionano,
o che non posso toccare perché mi sono troppo vicine
il tuo sguardo più insignificante facilmente mi schiude
sebbene io mi sia chiuso come le dita di una mano,
tu mi apri sempre facilmente petalo per petalo come la Primavera apre
(sfiorando abilmente, misteriosamente) la sua prima rosa
o se il tuo desiderio sia chiudermi, io e
la mia vita ci chiuderemo di scatto meravigliosamente, improvvisamente,
come quando il cuore di questo fiore s'immagina
la neve scendere con cautela ovunque;
niente di tutto ci che sperimenteremo in questo mondo è pari
alla forza della tua intensa delicatezza: la cui trama
mi costringe nel colore delle sue terre,
rendendo omaggio alla morte e al per sempre ad ogni fiato
(non so cosa sia di te che chiude
e apre; solo qualcosa mi dice
che la voce dei tuoi occhi è più profonda di tutte le rose)
nessuno, nemmeno la pioggia, ha mani tanto piccole
E. E. Cummings

mercoledì 1 febbraio 2012

Stando all'infinito come sta al tempo

Stando all'infinito come sta al tempo,
amore non iniziò più di quanto finirà;
dove nulla è respirare, vagare, nuotare
amore è l'aria l'oceano e la terra
(gli amanti soffrono? ogni divinità
che superba discende s'incarna nel mortale:
gli amanti sono felici? loro minima gioia è
un universo nato da un desiderio)
amore è voce sotto ogni silenzio,
la speranza che non ha contrario in paura;
una forza sì forte che pure potenza è debole:
la verità che vien prima del sole dopo le stelle
- gli amanti amano? al cielo allora l'inferno.
Checché ne dicano saggi e stolti, tutto è bene
Edward Estlin Cummings

domenica 22 gennaio 2012

Il tuo più tenue sguardo

Il tuo più tenue sguardo
facilmente
mi aprirà
benché abbia chiuso me stesso
come dita sempre mi apri
petalo per petalo
come la primavera fa
toccando accortamente
misteriosamente
la sua prima rosa
e io non so
quello che c'è in te
che chiude e apre
solo qualcosa in me
comprende
che è più profonda
la voce dei tuoi occhi
di tutte le rose
nessuno
neanche la pioggia
ha così piccole mani
Edward Estlin Cummings

giovedì 15 dicembre 2011

Mi piace il mio corpo quand’è col tuo corpo

Mi piace il mio corpo quand’è col tuo corpo.
È una cosa tanto nuova.
Muscoli meglio e nervi di più.
Mi piace il tuo corpo.
Mi piace quel che fa e il come.
Mi piace sentir la sua spina dorsale,
le sue ossa e il tremolante
-liscio-sodo che bacerò
ancora ancora e ancora di te.
Mi piace baciare questo e quello,
mi piace, lentamente accarezzare,
il folto elettrico pelo,
e quel che viene a carne che si separa…
E occhi grandi briciole d’amore,
e forse mi piace il brivido
di sotto me te così nuovo.
Edward Estlin Cummings

martedì 13 dicembre 2011

Il tuo cuore lo porto con me

Il tuo cuore lo porto con me
Lo porto nel mio
Non me ne divido mai.
Dove vado io, vieni anche tu, mia amata;
qualsiasi cosa sia fatta da me,
la fai anche tu, mia cara.
Non temo il fato
perchè il mio fato sei tu, mia dolce.
Non voglio il mondo, perchè il mio,
il più bello, il più vero sei tu.
Questo è il nostro segreto profondo
radice di tutte le radici
germoglio di tutti i germogli
e cielo dei cieli
di un albero chiamato vita,
che cresce più alto
di quanto l'anima spera,
e la mente nasconde.
Questa è la meraviglia che le stelle separa.
Il tuo cuore lo porto con me,
lo porto nel mio.
Edward Estlin Cummings