…Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare… io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

...solo un sogno, un'emozione...una nuvola...solo un alito di vento che ti sfiora, solo l'eco dei tuoi passi nella sera...
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domenica 3 giugno 2012

Eco

Vieni da me nel silenzio della notte,
nel silenzio parlante di un sogno vieni,
vieni con la curva tenera delle gote
e occhi che brillano come sogni sull’acqua:
ritorna in lacrime,
ricordo, speranza, amore di anni finiti.
Sogno quanto dolce, troppo dolce, troppo dolceamaro,
da cui dovevo svegliarmi in Paradiso,
dove attendono e si incontrano anime
traboccanti d’amore,
dove occhi struggenti sorvegliano la porta
che lenta si apre, fa entrare e uscire mai più.
Pure nei sogni vieni, che io possa vivere
la mia vera vita di nuovo benché fredda nella morte:
ritorna nei sogni, che io possa scambiare
battito con battito, respiro con respiro:
parla sottovoce, chinati vicino
come tanto tempo fa, amore, quanto tempo fa.
Christina Rossetti

Una pausa di riflessione

Quel che non è e non può essere ho cercato,
per una speranza prolungata si è ammalato il mio cuore:
ma occorrono anni per abbandonare
una speranza di gioventù.
Aspettavo vigile e risoluta:
l’oggetto anelato sembrava fuggire,
pure di giorno in giorno,
vigile aspettavo.
A volte dicevo: tutto questo non sarà mai,
la speranza vacilla e finirà.
Ora rinuncio e troverò pace:
e non ho rinunciato mai.
A volte dicevo: quello che desidero
è un vuoto nome, perchè dare via per un nome
la pace dei miei giorni?
Pure io la davo.
Sciocca! Incapace di sana gioia
e  di salutare dolore:
è una traccia vana
e ancora l’insegui.
Christina Rossetti

Vanità delle Vanità

Di tutto ciò che cade, a questo mondo,
è la foglia d’autunno che al mio cuore
fa sentire il dolore più profondo.
Chi ci pensava, a primavera in fiore?
Il vasto mondo rideva ingemmato -
Sospira, canto alato.
A cento insidie minime e fatali
nel cammino di un giorno ci esponiamo:
è la mela bacata sopra il ramo,
l’uccello a cui si spezzano le ali,
la voce che cantò, che lenta smuore.
Silenzio, suono e vista di dolore.-
Pietà, dolce Signore
Christina Rossetti

venerdì 9 marzo 2012

Ricordami

Tu ricordami quando sarò andata
lontano, nella terra del silenzio,
né più per mano mi potrai tenere,
né io potrò il saluto ricambiare.
Ricordami anche quando non potrai
giorno per giorno dirmi dei tuoi sogni:
ricorda e basta, perché a me, lo sai,
non giungerà parola né preghiera.
Pure se un po' dovessi tu scordarmi
e dopo ricordare, non dolerti:
perché se tenebra e rovina lasciano
tracce dei miei pensieri del passato,
meglio per te sorridere e scordare
che dal ricordo essere tormentato.
Christina Georgina Rossetti

Miraggio

La speranza che ho sognato era un sogno,
soltanto un sogno, mi risveglio ora,
sconfortata, esausta e vecchia,
per un sogno.
Appendo la mia arpa a un albero,
un salice piangente in un lago:
lì appendo l’arpa ammutolita, logora e spaccata,
per un sogno.
Sta’ quieto, sta’ quieto, cuore infranto,
cuore silenzioso, stai quieto e spezzati:
la vita e il mondo sono cambiati, ed io stessa,
per un sogno.
Christina Georgina Rossetti

lunedì 2 gennaio 2012

Da qualche parte

Da qualche parte deve pur esserci
il volto non visto, la voce non udita.
Il cuore che mai - mai finora - ah me!
ha risposto alla mia voce.
Da qualche parte, deve esserci vicino o lontano,
al di là della terra e del mare, invisibile:
oltre la luna vagabonda, oltre la stella
che ogni notte l'insegue.
Da qualche parte, deve esserci vicino o lontano,
appena tra una siepe e un muro:
appena sotto le ultime foglie dell'anno che muore
cadute su una zolla rinverdita.
 Christina Georgina Rossetti : Poesie, Ottobre 1863