…Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare… io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

...solo un sogno, un'emozione...una nuvola...solo un alito di vento che ti sfiora, solo l'eco dei tuoi passi nella sera...
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venerdì 23 agosto 2013

Non molti i regni rimasti



Scrivo le labbra della luna sulle sue spalle. In un tempio
d'argentea lontananza la faccio la guardia mentre riposa.
Per il suo letto scrivo una quiete su tutti i cigni del
mondo. Col respiro mattutino del leopardo delle nevi
la copro contro ogni male.
Usando la penna dei fiumi e delle vette le riempio
il cuscino di canzoni.
Sui suoi capelli scrivo lo sguardo dei cieli di primo
mattino.
- Lontano da questo regno, da questo ultimo posto
inviolato, scrivo civiltà, governi e tutte le altre
istituzioni, abbandonate dallo spirito e militaresche.
O freddi splendidi bocci, le labbra della luna corrono
sulle sue spalle... Fatevi da parte! Da parte!
Kenneth Patchen

giovedì 30 agosto 2012

Cade la stella della sera

Parlami piano: il sole calante
Oltre la vista. Ora vienimi accanto.
Caro morente crollo d’ali quando
Gli uccelli piangono contro il buio
Esagera il verde sangue dell’erba;
La musica delle foglie che gratta lo spazio;
Moltiplica la pace con un suono;
Con una sillaba del tuo nome
E il piccolo è presto gigante,
Il raro cresce in belle comune
Riposare la mia bocca sulla tua
Mentre in un luogo cade una stella
E la terra la prende piano, di amore naturale
Come noi ci prendiamo per entrare nel sonno.
Kenneth Patchen

mercoledì 22 agosto 2012

Vorrei che i suoi occhi si riempissero di meraviglia

Vorrei che i suoi occhi si riempissero di meraviglia
vorrei che le sue labbra solo un poco si aprissero
vorrei che al mio tocco il suo seno tremasse
e Oh le direi che l’ho amata
Direi che il mondo iniziava e finiva là dove era lei
Oh giurerei che il Bello abbia pianto per vedere la sua
nuda grazia.
Vorrei che le sue braccia mettessero uccelli tra le mie dita
vorrei che il suo ventre fosse come un gattino addormentato
vorrei che il suo sorriso il mio incontrasse come un bacio
di fiamme in foreste di sogno.
e Oh le direi che l’ ho amata..
Direi che tutte le più nobili cose della terra e del cielo
sono rese più nobili solo perchè lei vive
e Oh saprei che gli angeli più leggiadri si inginocchiavano
mentre dormivo io tra le sue braccia.
Kenneth Patchen

martedì 29 maggio 2012

La ventitreesima strada porta al paradiso

Stai vicino alla finestra mentre le luci ammiccano
lungo la strada. Da qualche parte un tram, che porta
a casa commesse e impiegati, passa sferragliando in questa
sera del Sabbath. Un gatto nel cortile piange
perché trova il bidone dell’immondizia chiuso; gli strilloni
iniziano il loro giro che trasforma omicidi in penny.
Siamo chiusi in casa, per un po’ al sicuro, salvi
fino a domani. Ti sfili il vestito, ti arrotoli
le calze, attenta a non smagliarle. Nuda ora,
soffice luce su soffice carne, ti fermi
un attimo; ti volti di fronte a me –
sorridi come sanno fare solo le donne
che hanno giaciuto a lungo con il loro amante
uscendone più vergini.
La nostra cena è semplice, ma noi siamo meravigliosi.
Kenneth Patchen

martedì 13 dicembre 2011

Dobbiamo andare piano

Per me e te immersi nel silenzio:
qui dove il paese tutt’intorno
è quieto; addormentato nella delicatezza
di questa stella della sera, scintillante
nel polso della notte. Le luci del villaggio,
come antichi bardi in preghiera, vengono
gentilmente da noi sui campi di grano che spiga
e docili pecore. Vorremmo far parte
di questo posto, dove il sonno non è quello cittadino,
dove il sonno è pieno e lieve e vicino
come il profilo di una foglia in un bicchiere di tè; ma
la conoscenza ha dipinto nel cuore di ognuno di noi
occhi rotti nel capo: non abbiamo scelta: vediamo
tutto le cose che piangono ed i giorni ricchi
su quest’umile terra, mischiando
trombe di taxi e disperazione gigantesca
con ogni paesaggio, qui, o altrove.
 Kenneth Patchen