…Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare… io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

...solo un sogno, un'emozione...una nuvola...solo un alito di vento che ti sfiora, solo l'eco dei tuoi passi nella sera...
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venerdì 14 settembre 2012

Dedica

Tu ricorda, io dico, ricorda
tu ricorda, ti dico e piango:
ogni cosa scompare e muta
e la stessa speranza uccide.
Non v’è oceano che torni nel fiume,
né fiume che risalga alle fonti,
né a chi il tempo sia misericorde –
ma ti amo, ti amo come
se tutto questo fosse stato e sia.
Ol’ga Sedakova

venerdì 13 luglio 2012

Lo stagno

Lo stagno dice:
avessi avuto mani e voce,
come ti avrei amato, come t'avrei cullato.
Sono tutti avidi, sai, son sempre ammalati
e le vesti altrui strappano
per farsene bende.
Io, invece, non ho bisogno di niente:
già, tenerezza - ecco la guarigione.
Poserei le mie mani sul tuo grembo,
come una docile fiera,
e come cielo scenderei
dall'alto in forma di voce.
Olga Sedakova

Usignolo

Quando ci risolveremo ad andare alla deriva
non sapendo cosa ci aspetta
sulla nave vuota dell'ispirazione,
su una zattera legata male,
su un'ala squamosa, su una barca senza remi,
immaginando la migliore, e la peggiore delle fini
e non cercando nulla dentro;
là in cambio di tutto
si lanciano i dadi della divinazione sul libro dei mutamenti.
Chi ha inventato un deserto di acqua? chi ha scoperto,
che lì in alto c'è la guerra?
chi ha dato ordine di coltivare giardini
dal grano bruciato?
come l'usignolo - meglio morire
piuttosto che non cantare, ciò che canta,
piuttosto che non scrivere sulla seta del tempo,
quello che un popolo intero non può fare.
Quando tu soffierai nel proprio fischietto,
l'ispirazione, ogni volta
tra la terraferma e la nostra anima zampillerà
la tua acqua, -
se solo avesse egli conosciuto il vortice della morte,
e tu, lo specchio vuoto,
come vorrei chiedere scusa e baciar le ginocchia.
Olga Sedakova

mercoledì 9 maggio 2012

Lo Specchio

Mio caro, io stessa non so:
dove porta tutto ciò?
Accanto, luccica un piccolo specchio
Grande non più di una lenticchia
o di un chicco di miglio.
Ciò che in esso arde e appare,
ciò che guarda, balena e brucia
è meglio non vederlo.
Ma la vita è una piccola cosa,
a volte sta tutta su di un mignolo,
o sull‘orlo d’un ciglio,
e tutt’attorno, come un mare, non c’è niente.
Ol'ga Aleksandrovna Sedakova

Possibile

Possibile, che anche noi, come tutti,
come tutti gli altri
ci dovremo dire addio?
Noi che sappiamo qualcosa
della passione più veloce della fine,
noi che sappiamo qualcosa del mondo
noi che sappiamo che questa conchiglia è senza perla,
che non c'è né fiammifero, candela, lanterna,
a parte il fuoco dell'estasi,
noi che sappiamo da dove provengono
suono e luminescenza
possibile che anche noi ci diremo addio?
Noi che desideriamo stare insieme,
non meno dei salici che amano crescere nell'acqua,
non meno delle acque
che amano seguire la luce della stella,
non meno di quell'ubriaco di Li-Po che guarda
dentro il vino giallo, come la luna
e non meno del sasso che si posa sul fondo -
possibile che anche noi ci diremo addio?
Ol'ga Aleksandrovna Sedakova

Con tenerezza e profondità

Con tenerezza e profondità -
solo la tenerezza è profonda,
solo la profondità è tenera -
fra mille volti io saprò
chi l'ha vista, su chi ha gettato lo sguardo
dagli oggetti di pietra, come dai vetri,
tenera profondità e profonda tenerezza.
Allora accenditi,
lanterna calda dell'Occidente,
lampada, trappola per falene.
Parla ancora
con la luce di casa nostra,
sole di tenerezza e profondità,
sole che stai lasciando la terra,
primo e ultimo sole.
Ol'ga Aleksandrovna Sedakova