…Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare… io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

...solo un sogno, un'emozione...una nuvola...solo un alito di vento che ti sfiora, solo l'eco dei tuoi passi nella sera...
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martedì 12 settembre 2017

Ma vanno passando gli anni

Ma vanno passando gli anni,
le cose son tanto diverse.
Quel che era vino, oggi è inchiostro,
quel che era pelle, oggi è straccio
quel che era certo, oggi è inganno.
Tutto è dolore e tormento;
le leggi mi fanno paura,
vivo in grande confusione
ed è la mia grande illusione
cercare sollievo nel canto.
I tempi stanno volando
e stanno cambiando le cose.
Crebbi nel grano soave
ma la semina andò scemando,
il raccolto diminuendo
e la speranza rimase monca.
La gente non saprà mai
quel che l’aspetta domani,
quel che l’aspetta domani
la gente mai lo saprà.
Entrai nel garofano dell’amore
accecata dai suoi colori,
mi presero i fulgori
di un fiore così tanto amato.
Fiero della mia passione
lasciò una ferita sanguinante
che piango con gran commozione
nell’orto dell’oblio.
Il fiore non mi si schiuse.
Quante lacrime perse!
La vita mi crea diffidenza,
mi spaventa l’indifferenza,
La mano dell’inclemenza
mi ha preso in questo nodo cieco.
La forza mi ha consumato
e mi ha torturato l’anima,
per me ciò che chiaman calma
è parola senza senso.
Il sole inaridisce il maggese,
lo lascia come la spina.
M’inchioda con nera pena
se calpesto questo duro letto.
E vado per un momento
per le strade, senza meta,
vedo che sono al mondo
con solo l’anima dentro al corpo.
Miserie e tradimenti
s’intrecciano ai miei pensieri,
e tra le acque e il vento
mi perdo nella lontananza.
Io non piango così per piangere,
ma per trovare conforto,
il mio pianto è come una preghiera
che nessuno vuole ascoltare.

Violeta Parra

lunedì 23 gennaio 2012

VOLVER A LOS 17

Tornare a diciassett'anni
Dopo un secolo di vita
È come decifrar segni
Senza essere un sapiente.
Tornare, all'improvviso
Fragile come un momento,
A sentire tutto dentro,
Un bimbo di fronte a Dio.
Questo è quello che io sento
In questo istante fecondo.
E s'aggroviglia, aggroviglia
Come al muro il rampicante
E poi germoglia, germoglia,
Muschio che copre la pietra,
Come il muschio sulla pietra, sì, sì sì.
Ho i passi che vanno indietro
Mentre i vostri vanno avanti,
Ho l'arca dell'alleanza
Che è entrata dentro al mio nido
Con tutto il suo arcobaleno
Mi passeggia per le vene
E anche le dure catene
Con cui ci lega il destino
E' come un diamante fino,
Luce serena del cuore.
E s'aggroviglia, aggroviglia
Come al muro il rampicante
E poi germoglia, germoglia,
Muschio che copre la pietra,
Come il muschio sulla pietra, sì, sì sì.
Quel che può il sentimento
Non lo ha potuto il sapere
E né il cammino più insigne,
E né il più vasto pensiero;
Tutto si cambia al momento,
Come concesso da un mago
Ci allontana dolcemente
Da rancori e da violenze,
L'amore con la sua scienza
Solo ci dà l'innocenza.
E s'aggroviglia, aggroviglia
Come al muro il rampicante
E poi germoglia, germoglia,
Muschio che copre la pietra,
Come il muschio sulla pietra, sì, sì sì.
L'amore è un turbinìo
Di purezza originale,
Anche un feroce animale
Sussurra il suo dolce trillo,
E trattiene il pellegrino,
E libera il prigioniero.
Il vecchio torna bambino
Con le cure dell'amore
E il malvagio, con l'affetto
Diventa puro e sincero.
E s'aggroviglia, aggroviglia
Come al muro il rampicante
E poi germoglia, germoglia,
Muschio che copre la pietra,
Come il muschio sulla pietra, sì, sì sì.
E come per un incanto
La finestra si spalanca,
Come un tiepido mattino
L'amore entrò col suo manto.
Al suono di bella diana
Con lui spuntò il gelsomino,
Volando da serafino
Il cielo lo ha ingioiellato,
Tornata a diciassett'anni
Con l'ala di un cherubino.
E s'aggroviglia, aggroviglia
Come al muro il rampicante
E poi germoglia, germoglia,
Muschio che copre la pietra,
Come il muschio sulla pietra, sì, sì sì.
Violeta Parra

sabato 21 gennaio 2012

Grazie alla vita

Grazie alla vita che m'ha dato tanto:
m'ha dato due stelle che quando le apro,
io vedo e distinguo il nero dal bianco
e nell'alto cielo il fondo stellato
e in mezzo alla folla l'uomo che io amo.
grazie alla vita che m'ha dato tanto:
m'ha dato il suono e l'abecedario,
come le parole che penso e che proclamo:
figlio,madre,amico e cammino chiaro,
e la dolce voce di colui che amo.
Grazie alla vita che m'ha dato tanto:
m'ha dato la marcia dei miei piedi stanchi;
con essi ho varcato pozzanghere e spiagge,
citta' e deserti,montagne e pianure
e la strada tua,la casa,il cortile.
Grazie alla vita che m'ha dato tanto:
m'ha dato il cuore che vuole fuggire
quando guardo il frutto della mente umana,
quando guardo il bene lontano dal male,
quando vedo dentro il suo sguardo chiaro.
Grazie alla vita che m'ha dato tanto:
m'ha dato il riso e m'ha dato il pianto;
cosi' io distinguo la pena e la gioia,
i due elementi che fanno il mio canto
e il canto di tutti,il mio stesso canto.
Violeta del Carmen Parra Sandoval