…Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare… io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

...solo un sogno, un'emozione...una nuvola...solo un alito di vento che ti sfiora, solo l'eco dei tuoi passi nella sera...
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lunedì 22 settembre 2014

Sarò fedele

Non a quello che a volte sento
e magari mi inganno
non a quello che a volte senti
e forse è vero
sarò fedele
non ai tuoi dubbi
sinceri come lo schifo
non a questa sconfitta
che è di entrambi
sarò fedele
non a quello che dico
o cancello
sarò fedele soltanto
bosco di mirra / collina d’incenso
al tuo corpo
nel mio corpo.
Juan Gustavo Cobo Borda

venerdì 11 aprile 2014

Tre anni dopo

Mi manca ancora tanto per sapere di te,
ancora ignoro tutto,
perché il bacio è un’altra forma di interrogarti.
Per questo, man mano che il desiderio
diventa sogno,
soffio sul tuo volto
affinché gli occhi, aprendosi,
riconoscano in questa freschezza insospettata
la loro confidenza più intima.
Ancora mi manca tanto per sapere di te,
ancora ignoro tutto,
ma questa luce che ti disegna,
mentre cammini nuda nella stanza,
e ti fissa nel suo ocra dorato,
è già sufficiente, e mi basta.
Juan Gustavo Cobo Borda

martedì 18 marzo 2014

La tua pelle

La tua pelle
la saggezza della tua pelle
recondita freschezza
la malattia della tua pelle
antidoto
risurrezione umida
le parole della tua pelle
rauca grave e oscura
il territorio della tua pelle
sconosciuta
la tua pelle leggiadra
precisa pelle
le cicatrici
e il pianto della tua pelle
mogano
la pelle più segreta
il miraggio della tua pelle
risvegliata tortura
la pietà generosa
della tua pelle
sensibile
i nervi della tua pelle
fino a dire basta
fino a riempire la stanza
invadere la città
coprire tutto quello che
guardo
vedo
tocco.
Juan Gustavo Cobo Borda

mercoledì 17 ottobre 2012

Il tuo odore

Il tuo odore
– l’incontrovertibile
e brutale odore dell’amore –
rimane intatto
mentre i baci
volatilizzano
nella propria gioia
e l’umidità
diventa una cosa sola con la pelle.
Il tuo odore, invece,
impregna fino al midollo.
Fino a quel luogo segreto
dove s’annida il desiderio
e costringe a lasciare intonsi
i piatti del pranzo
e a danzare ancora
verso il letto,
morti di fame
d’amore.
Juan Gustavo Cobo Borda