…Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare… io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

...solo un sogno, un'emozione...una nuvola...solo un alito di vento che ti sfiora, solo l'eco dei tuoi passi nella sera...
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sabato 26 novembre 2016

Dissi

Dissi:
do inizio alla stagione dei ragni,
strofinano le zampe al velluto del sole,
sussurra ai miei piedi, o selvatica semente,
borbottami all’orecchio le tue orazioni funebri, o tuono,
fulmine
che giungi nei piedi di un bimbo
e nei merletti del vento si dipinge il terrore.
...un’ombra colpisce le steppe delle mie viscere,
non ho armi tranne il battito che gorgoglia nella propria acqua,
un tempio mi demolisce dicendo di essere la mia eco,
sono frastornato da un volto che dice di essere l’altro mio
volto.
Dissi:
la nostalgia è in agonia e il desiderio è un letto di fumo.
Dico:
scendi, o notte, dai tuoi cavalli, viola il sole delle
mie parole,
io sono la voce che improvvisa lo spazio,
io sono la pietra vagante che nella pietra si ancora.
Dico:
fa’ che mi crescano le piume, o folle amore, umanizzami, rinnovami, marcami,
e voi, cose ignote, vagate dentro di me più dolci dell’illusione,
e contro la forma e il suo contrario implorate la forma e il suo
contrario,
così t’assaporo,
infiammato dalle mie tentazioni,
immerso nello stupore della seduzione
i miei giorni ondeggiano in un palanchino,
simbolo dopo simbolo.
Grido:
la mia illusione vaga,
il mio significato si amplia
e la lontananza mi uccide.
Adonis

venerdì 19 agosto 2016

Il tempo stretto



Il miraggio è falso e cieco il giorno per noi
poi che il nocchiero è morto.  
Noi, la generazione della barca  
siamo figli di questo tempo stretto.  
I mari sicuri ci hanno abbandonato,  
i mari che cantano i salmi della partenza  
ci hanno abbandonato al deserto.  
Noi, la generazione del fitto colloquio  
tra le nostre macerie e Dio.
                                               Adonis

domenica 22 maggio 2016

Com’è amara e com’è dolorosa la nostalgia per la sua casa

Com’è amara e com’è dolorosa la nostalgia per la sua casa
poggiando la guancia sulla spalla della notte arreso a lei
alla sua casa silente sotto l’arco dei pini,
la notte legge le sue opere vegliando le porte e le finestre,
nessun fuoco tranne quello che crepita nel corpo libero, o ciò che divampa
sulla sua terra (oggi è buio quel passaggio verso la sua terra,
e il vento spira impetuoso da ogni parte),
com’è amara e com’è dolorosa la nostalgia
per ciò che rimane delle leggende del mio amore
com’è arduo parlare di lei, non ho fuoco
per questa carcassa
se non quello delle parole.
Adonis

martedì 3 maggio 2016

La sua mano è nella mia



La sua mano è nella mia
entrambi siamo stranieri
ed entrambi saremo morti domani
in un letto lontano.

Avvolgeteci con i nostri fantasmi
o leggende dei nostri giorni,
fatti straniero e avvicìnati
o oceano che barcolli su una scala di schiuma,
o corpo.

Adonis

venerdì 27 marzo 2015

Tra le rovine del mondo



Ho visto il tuo volto attorno alla casa

dipinto su ogni ramo,
mi sono scrollato l’aurora dalle spalle

e ho iniziato la ricerca: è venuta?
ho domandato alla rugiada sui rami

ho domandato al sole se avesse letto
i tuoi passi, dove la notte ti aveva vista,

come si erano incamminati
accanto a te i fiori della casa e gli alberi.

Quasi disgiungo i miei giorni e me stesso:
là è il mio sangue e qui il mio corpo – fogli
che le scintille trascinano tra le rovine del mondo.

Alī Ahmad Sa'īd Isbir (Adonis)

mercoledì 27 novembre 2013

I nostri corpi

I nostri corpi - sono un solo pianeta
ci scambiamo i nomi
ci scambiamo le viscere
i nostri corpi sono un solo sangue:
siamo gemelli nella ferita, la chiave dei giorni
delle nostre gioie e tristezze
sono i nostri corpi.
 
Adonis

lunedì 11 novembre 2013

Volto di donna



Ho abitato il volto di una donna
che abita in un'onda
sospinta dall'alta marea verso la spiaggia,
il cui approdo è smarrito tra le conchiglie.
ho abitato il volto di una donna
che mi fa morire, che desidera rimanere
nel mio sangue che naviga fino ai confini della follia
simile a un faro spento
Adonis

giovedì 29 agosto 2013

Specchio per il corpo dell'amante



Il corpo dell’amante, ogni giorno,
svanisce nell’aria, diventa profumo
volteggia, evoca tutti i profumi
si reca al proprio giaciglio
avvolge i propri sogni, si dissolve come l’incenso
riaffiora come l’incenso.
Le sue prime poesie sono simili al dolore di un
bambino
smarrito nel vortice dei ponti
poichè non sa come rimanere nelle acque, non sa
come attraversarli.
Adonis