"Scrivo canzoni sulla guerra, sicuramente, non per retrospettiva, ma per associazione. Se le ascoltate con attenzione, vi accorgerete che oggi è possibile cantarle, che la gente di quei tempi, le situazioni di quei tempi - e, nel complesso, anche le idee e i problemi- sono nostre, sono attuali. Mi servo di quel tempo solamente perché, per me, è più interessante considerare la gente che si trova nella stessa situazione estrema : nel momento del rischio, quando, il secondo successivo, può guardare la morte in faccia ; gente che ha qualcosa di spezzato, di logorato. Detto in breve, la gente sullo stesso orlo del baratro, sul bordo del burrone –un passo a destra o uno a sinistra-, oppure che cammina su qualche sottile corda."
Vladimir Vysotskij
Vladimir Vysotskij
IL VOLO INTERROTTO
[1973]
Qualcuno scorse un frutto maturo,
Scossero il tronco e il frutto cadde.
Ed ecco a voi la canzone di chi non cantò,
Di chi non sapeva di avere una voce.
Forse non era in sintonia col destino
E con il caso, brutti affari –
E la corda tesa per gli accordi
Si tendeva con un difetto impercettibile.
Lui iniziò timidamente con un “do”
Ma non finì di cantarlo…
Il suo accordo non risuonò
E non ispirò nessuno.
Un cane abbaiava e un gatto
Acchiappava i topi.
È buffo, vero? È buffo!
E lui scherzava, ma non finì di scherzare,
Non assaggiò il vino fino in fondo,
E non lo portò neppure alle labbra.
Stava per attaccar briga,
Ma incerto e senza alcuna fretta,
Come goccioline di sudore dai pori
L’anima trasudava sotto la pelle.
Aveva appena iniziato il duello sul tappeto
Ebbe giusto il tempo di cominciare,
Di orientarsi solo un po’ nel gioco,
Ma l’arbitro non dava il via.
Lui voleva conoscere tutto dalla A alla Z
Ma non raggiunse…
Né il mistero, né il fondo,
Non scavò fino alle viscere,
E lei, che fu l’unica,
Non la amò fino in fondo!
È buffo, vero? È buffo!
Lui si affrettò, ma non abbastanza,
Lasciò irrisolto
Tutto quello che non aveva risolto.
Non mento neppure di una virgola.
Lui era schiavo di uno stile puro,
Le scriveva dei versi sulla neve,
Ma ahimè! Le nevi si sciolgono.
A quel tempo la neve continuava a cadere
E si era liberi di scrivere sulla neve.
Lui afferrava con le sue labbra, correndo,
I grandi fiocchi di neve e la grandine.
Andando verso di lei in un landò d’argento,
Non la raggiunse…
Il fuggiasco, l’evaso, non corse,
Non volò, non saltò abbastanza,
E il suo segno zodiacale – il Toro –
Bevve la fredda Via Lattea.
È buffo, vero? È buffo!
Per una manciata di secondi,
Per un anello mancante,
Un volo interrotto!
È buffo, vero? È buffo!
È buffo per voi e persino per me.
Un cavallo al galoppo e il volo di un uccello, –
Ma di chi è la colpa?
Vladimir Vysotskij
[1973]
Qualcuno scorse un frutto maturo,
Scossero il tronco e il frutto cadde.
Ed ecco a voi la canzone di chi non cantò,
Di chi non sapeva di avere una voce.
Forse non era in sintonia col destino
E con il caso, brutti affari –
E la corda tesa per gli accordi
Si tendeva con un difetto impercettibile.
Lui iniziò timidamente con un “do”
Ma non finì di cantarlo…
Il suo accordo non risuonò
E non ispirò nessuno.
Un cane abbaiava e un gatto
Acchiappava i topi.
È buffo, vero? È buffo!
E lui scherzava, ma non finì di scherzare,
Non assaggiò il vino fino in fondo,
E non lo portò neppure alle labbra.
Stava per attaccar briga,
Ma incerto e senza alcuna fretta,
Come goccioline di sudore dai pori
L’anima trasudava sotto la pelle.
Aveva appena iniziato il duello sul tappeto
Ebbe giusto il tempo di cominciare,
Di orientarsi solo un po’ nel gioco,
Ma l’arbitro non dava il via.
Lui voleva conoscere tutto dalla A alla Z
Ma non raggiunse…
Né il mistero, né il fondo,
Non scavò fino alle viscere,
E lei, che fu l’unica,
Non la amò fino in fondo!
È buffo, vero? È buffo!
Lui si affrettò, ma non abbastanza,
Lasciò irrisolto
Tutto quello che non aveva risolto.
Non mento neppure di una virgola.
Lui era schiavo di uno stile puro,
Le scriveva dei versi sulla neve,
Ma ahimè! Le nevi si sciolgono.
A quel tempo la neve continuava a cadere
E si era liberi di scrivere sulla neve.
Lui afferrava con le sue labbra, correndo,
I grandi fiocchi di neve e la grandine.
Andando verso di lei in un landò d’argento,
Non la raggiunse…
Il fuggiasco, l’evaso, non corse,
Non volò, non saltò abbastanza,
E il suo segno zodiacale – il Toro –
Bevve la fredda Via Lattea.
È buffo, vero? È buffo!
Per una manciata di secondi,
Per un anello mancante,
Un volo interrotto!
È buffo, vero? È buffo!
È buffo per voi e persino per me.
Un cavallo al galoppo e il volo di un uccello, –
Ma di chi è la colpa?
Vladimir Vysotskij