…Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare… io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

...solo un sogno, un'emozione...una nuvola...solo un alito di vento che ti sfiora, solo l'eco dei tuoi passi nella sera...
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lunedì 6 agosto 2012

Disegni nei miei occhi

Disegni nei miei occhi
la quiete del paesaggio.
Ridi
in mezzo alle foglie
come se illuminassi
pioppi lanciati
al cielo.
Porgi amore
al crosciare delle rapide
perché questa poesia
sorga alla terra.
Disegni nei miei occhi
la quiete del paesaggio.
Francisco Véjar

venerdì 2 marzo 2012

Stanza d'hotel

Fu una fortuna che quasi per caso trovassimo una camera d'hotel.
Lì il tuo corpo dissolse la realtà
e io venni a far parte del tuo mondo.
Ti ricordo in quel breve paradiso,
il vino bianco che gustammo lieti
come fuori del tempo.
Poi fu tutto vertigine
simile a un mattutino
smorire di carezze. Tante volte ti dissi:
Devo stare sognando.
Il vapore che avvolge le grate della metro.
I nostri corpi lustri di sudore.
Finalmente l'usciota dall'hotel e il ricordo
di un grondare d'occaso ai nostri piedi.
Francisco Véjar

venerdì 16 dicembre 2011

Volti svaniti affiorano di nuovo

Volti svaniti affiorano di nuovo
come la speranza di cambiare il corso delle cose.
Tu sei qui,
fra scaffali che grondano di libri
per raggiungere ancora la realtà.
Una foglia spiccata da una pianta
può tracciare il tuo passo sulla terra
inesplorabile come le ore
cristallizzate dentro una finestra.
Tu sei qui,
vagabondo fra oggetti familiari
e conversi con quello che già fosti per ritornare ad esserlo,
lasciandoti alle spalle feste e amici,
strade tinte di porpora nel riflesso del giorno che declina.
È breve il tuo respiro
-esalazione o scempio-
Cerchi la luce di chi ci ha lasciato
nel socchiudere gli occhi in altra veglia.
Giorni trascorsi chiusi in un interno
con in mano soltanto una canzone ed un mazzo di chiavi inesistenti.
Francisco Véjar

Ciò che ti offro

Nulla di ciò che t’offro
è irraggiungibile:
cieli e solchi d’uccelli, carezze come nubi
– il tuo cuore che batte inimitabile –
Tutto questo è possibile
senza bisogno di fantasticare.
Altro non siamo che argentate tracce
lasciate dalle chiocciole nei luoghi
visitati nei sogni.
E mai nessuno chiederà in che giorno
o in che mese viviamo.
Un lampo che s’incunea dentro il tempo
è quanto ci rimane da salvare.
L’illusione di stare l’un con l’altro.
Nulla di ciò che t’offro
può sembrare impossibile:
pensieri in volo simili ad uccelli,
un ponte teso fra i nostri due mondi.
Francisco Vejar
(Traduzione di Cristina Sparagana da Il viaggio e la poesia )