…Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare… io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

...solo un sogno, un'emozione...una nuvola...solo un alito di vento che ti sfiora, solo l'eco dei tuoi passi nella sera...
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giovedì 22 marzo 2018

Nostalgia

In greco, «ritorno» si dice nóstos. Álgos significa «sofferenza». La nostalgia è dunque la sofferenza provocata dal desiderio inappagato di ritornare.
L’ignoranza, Milan Kundera

sabato 21 marzo 2015

Forse...

Forse ti voglio bene. Forse ti voglio molto bene. Ma proprio per questo sarà forse meglio che rimaniamo così come siamo. Forse un uomo e una donna sono più vicino l’uno all’altro quando non vivono insieme e sanno soltanto di esistere, quando sono riconoscenti l’uno all’altro solo perché esistono e perché l’uno sa che l’altro esiste. E alla loro felicità questo basta.
Milan Kundera 

lunedì 12 gennaio 2015

Coincidenze

Se l'amore deve essere indimenticabile, fin dal primo istante devono posarsi su di esso le coincidenze, come uccelli sulle spalle di Francesco d'Assisi.
MILAN KUNDERA, L’insostenibile leggerezza dell’essere

mercoledì 11 settembre 2013

Poi, un giorno, ho detto qualcosa che non dovevo dire

Poi, un giorno, ho detto qualcosa che non dovevo dire, sono stato espulso dal partito e ho dovuto uscire dal cerchio. È stato allora che ho capito il significato magico del cerchio. Quando si è allontanati da una fila, è ancora possibile tornarci. È una formazione aperta. Ma il cerchio si richiude, e per questo, quando lo si lascia, è per sempre. Non per caso i pianeti si muovono in cerchio, e la pietra che se ne stacca si allontana inesorabilmente, spinta dalla forza centrifuga. Simile a una meteorite staccatasi da un pianeta, io sono uscito dal cerchio e non ho finito, ancora oggi, di cadere. Ci sono persone alle quali è dato morire durante la traiettoria e altre che si schiantano alla fine della caduta. E queste ultime (delle quali faccio parte) serbano sempre dentro di loro una sorta di segreta nostalgia per il girotondo perduto, perché tutti siamo abitanti di un universo nel quale ogni cosa gira a cerchio.
Milan Kundera

venerdì 1 febbraio 2013

Infinito Amore...

Spesso ho la sensazione che il mio intero corpo sia pieno di desiderio di esprimersi. Di parlare. Di comunicare. A volte mi sembra d'impazzire, mi sento così piena che mi sembra di scoppiare,mi viene voglia di urlare... Sensazioni forti queste, ma non tutti conoscono questa urgenza. Quando la necessità di parlare con qualcuno , è straripante e il bisogno preme e non vuole aspettare che passi nemmeno un minuto. Si vorrebbe ora e qui  la persona che si ama, nel momento esatto che lo si desidera. Si anela quasi con disperata brama la sua presenza accanto. Colui che amandoci è capace di accogliere i nostri pensieri errabondi, che li sa trasformare in qualcosa di nostro e suo...insieme. E questo io lo chiamo amore, infinito amore...
“Il libro del riso e dell’oblio” di Milan Kundera

giovedì 24 gennaio 2013

E lo scienziato ceco?

E lo scienziato ceco? Con la lingua incollata al dente che dondola, sta pensando: ecco che cosa resta di tutta la mia vita, un dente che dondola e il terrore di essere costretto a portare la dentiera. Nient'altro? Proprio niente niente? Niente. In un lampo, tutto il suo passato gli appare non come un'avventura sublime, ricca di avvenimenti drammatici ed eccezionali, ma come il minuscolo frammento di un'accozzaglia di eventi confusi che hanno attraversato il pianeta a una tale velocità da impedire a chiunque di distinguerne la fisionomia, sicché forse Berck ha avuto ragione a prenderlo per un ungherese o per un polacco, perché forse lui è davvero ungherese, polacco, o magari turco, o russo - o addirittura un bambino somalo moribondo. Quando gli eventi accadono troppo rapidamente nessuno può essere sicuro di niente, assolutamente di niente, neppure di se stesso.   Rievocando la notte di Madame de T., ho citato la ben nota equazione contenuta in uno dei primi capitoli del manuale di matematica esistenziale: il grado di velocità è direttamente proporzionale all'intensità dell'oblio. Da tale equazione si possono dedurre diversi corollari, per esempio il seguente: la nostra epoca si abbandona al demone della velocità ed è per questo motivo che dimentica tanto facilmente se stessa. Ma io preferisco rovesciare questa affermazione: la nostra epoca è ossessionata dal desiderio di dimenticare, ed è per realizzare tale desiderio che si abbandona al demone della velocità: se accelera il passo è perché vuole farci capire che ormai non aspira più ad essere ricordata; che è stanca di se stessa, disgustata di se stessa; che vuole spegnere la tremula fiammella della memoria.
Milan Kundera, La lentezza

mercoledì 12 dicembre 2012

Forse un uomo e una donna

Forse un uomo e una donna sono più vicini l'uno all'altro quando non vivono insieme e sanno soltanto di esistere, quando sono riconoscenti l'uno all'altro solo perché esistono e perché l'uno sa
che l'altro esiste. E alla loro felicità questo basta.
 M. Kundera

venerdì 12 ottobre 2012

Pensa...

Pensa anche: nel suo improvvisato laboratorio artigianale, Dio è riuscito per puro caso a costruire questo modello di corpo del quale siamo costretti, ciascuno per un breve lasso di tempo, a diventare l'anima.
Ma che miserabile destino è quello di essere l'anima di un corpo fabbricato alla buona, di un corpo dotato di occhi che non sono in grado di funzionare se non vengono puliti ogni dieci o venti secondi! Come credere allora che l'altro, colui che abbiamo di fronte, sia un essere libero, indipendente, padrone di sé? Come credere che il suo corpo sia l'espressione fedele di un'anima che lo abita?
Per poterlo credere, è stato necessario dimenticare quel perpetuo battere della palpebra. Dimenticare quell'improvvisato laboratorio artigianale dal quale proveniamo.

L'identità - Milan Kundera

martedì 4 settembre 2012

Contro i sentimenti...

Ma contro i sentimenti siamo disarmati, poiché esistono e basta, e sfuggono ad una qualunque censura. Possiamo rimproverarci un gesto, una frase, ma non un sentimento: su di esso non abbiamo alcun potere.
Milan Kundera

martedì 31 luglio 2012

Tempo

Il tempo umano non ruota in cerchio ma avanza veloce in linea retta. È per questo che l’uomo non può essere felice, perché la felicità è desiderio di ripetizione.
MILAN KUNDERA, L’insostenibile leggerezza dell’essere

domenica 15 aprile 2012

Vertigine

Chi tende continuamente "verso l'alto" deve aspettarsi prima o poi d'essere colto dalla vertigine. Che cos'è la vertigine? Paura di cadere? Ma allora perché ci prende la vertigine anche su un belvedere fornito di una sicura ringhiera? La vertigine è qualcosa di diverso dalla paura di cadere. La vertigine è la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, è il desiderio di cadere, dal quale ci difendiamo con paura.
Milan Kundera, L'insostenibile leggerezza dell'essere

mercoledì 1 febbraio 2012

Passato

Pensate che il passato, solo perché è già stato, sia compiuto e immutabile? Ah no, il suo abito è fatto di taffetà cangiante, e ogni volta che ci voltiamo a guardarlo lo vediamo con colori diversi.
MILAN KUNDERA, La vita è altrove

sabato 21 gennaio 2012

Sognatori

Tutti abbiamo bisogno di qualcuno che ci guardi.
A seconda del tipo di sguardo sotto il quale vogliamo vivere, potremmo essere suddivisi in quattro categorie.
La prima categoria desidera lo sguardo di un numero infinito di occhi anonimi [...]
La seconda categoria è composta da quelli che per vivere hanno bisogno dello sguardo di molti occhi a loro conosciuti [...]
C'è poi la terza categoria, la categoria di quelli che hanno bisogno di essere davanti agli occhi della persona amata [...]
E c'è infine una quarta categoria, la più rara, quella di coloro che vivono sotto lo sguardo immaginario di persone assenti. Sono i sognatori. 
Milan Kundera, L'insostenibile leggerezza dell'essere

mercoledì 4 gennaio 2012

Lentezza e memoria

C'è un legame segreto fra lentezza e memoria, fra velocità e oblio. Prendiamo una situazione delle più banali: un uomo cammina per la strada. A un tratto cerca di ricordare qualcosa, che però gli sfugge. Allora, istintivamente, rallenta il passo. Chi invece vuole dimenticare un evento penoso appena vissuto accelera inconsapevolmente la sua andatura, come per allontanarsi da qualcosa che sente ancora troppo vicino a sé nel tempo.
Nella matematica esistenziale questa esperienza assume la forma di due equazioni elementari: il grado di lentezza è direttamente proporzionale all'intensità della memoria; il grado di velocità è direttamente proporzionale all'intensità dell'oblio.
Milan Kundera, La Lentezza.

giovedì 15 dicembre 2011

Decisioni

Non esiste alcun modo di stabilire quale decisione sia la migliore, perchè non esiste alcun termine di paragone. L'uomo vive ogni cosa subito per la prima volta, senza preparazioni. Come un attore che entra in scena senza aver mai provato. Ma che valore può avere la vita se la prima prova è già la vita stessa? Per questo la vita somiglia sempre a uno schizzo. Ma nemmeno "schizzo" è la parola giusta, perchè uno schizzo è sempre un abbozzo di qualcosa, la preparazione di un quadro, mentre lo schizzo che è la nostra vita è uno schizzo di nulla, un abbozzo senza quadro.
da "L'insostenibile leggerezza dell'essere" - Milan Kundera

domenica 27 novembre 2011

Siamo senza-età

Ma la donna, anche se doveva sapere di non essere pù bella, in quel momento l’aveva dimenticato. Con una certa parte del nostro essere viviamo tutti fuori dal tempo. Forse è solo nei momenti eccezionali che ci rendiamo conto dei nostri anni, mentre per la maggior parte del tempo siamo senza-età.
Milan Kundera (L’Immortalità) 

Fare l'amore

"Fare l'amore con una donna e dormire con una donna sono due passioni non solo diverse,ma quasi opposte. L'amore non si manifesta col desiderio di fare l'amore (desiderio che si applica a una quantità infinita di donne) ma col desiderio di dormire insieme (desiderio che si applica a un unica donna)."
(Milan Kundera - "L'insostenibile leggerezza dell'essere")