…Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare… io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

...solo un sogno, un'emozione...una nuvola...solo un alito di vento che ti sfiora, solo l'eco dei tuoi passi nella sera...

domenica 11 maggio 2014

Sestina

Cade la pioggia settembrina sulla casa.
Nella fievole luce, la vecchia nonna
siede in cucina con la bambina
presso la Piccola Mirabile Stufa,
leggendo le storielle dell’almanacco,
e ridendo e parlando celando le lacrime.
Pensa che queste equinoziali lacrime
e la pioggia che batte sul tetto di casa
siano state predette, tutte, dall’almanacco,
ma solo comprensibili a una nonna.
La teiera di ferro canta sulla stufa.
La nonna affetta del pane e dice alla bambina:
Adesso è l’ora del tè, ma la bambina
guarda uscire dalla teiera piccole dure lacrime
che danzano come pazze sulla nera rovente stufa,
come deve danzare la pioggia sulla casa.
Riordinando la cucina, la vecchia nonna
appende lo spiritoso almanacco
allo spago. Come un uccello, l’almanacco
si libra semiaperto sulla bambina,
si libra sulla vecchia nonna
e la sua tazza di tè piena di oscure lacrime.
Ella rabbrividisce e dice che la casa
le sembra fredda, e aggiunge legna alla stufa.
Doveva essere, dice la Mirabile Stufa. So quel che so, dice l’almanacco.
Coi pastelli la bambina fa una rigida casa
e un sentiero a zig-zag. Poi la bambina
ci mette un uomo con bottoni come lacrime
e mostra orgogliosa il disegno alla nonna.
Ma in segreto, mentre la nonna
si muove affaccendata intorno alla stufa,
piccole lune cadono come lacrime
di tra le pagine dell’almanacco
già sull’aiuola che la bambina
con cura ha messo davanti alla casa.
Tempo di piantare lacrime, dice l’almanacco.
La nonna canta alla mirabile stufa,
la bambina traccia un’altra imperscrutabile casa.
Elizabeth Bishop
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