
Quando due che si sono amati si separano
- per sempre -
qualcosa si spezza nell’ordine interno
della notte.
Una mano chiama il guanto ormai perduto
e un alito
si posa teneramente nell’eredità
dell’albero.
Quando due si dicono addio davanti allo specchio
- senza toccarsi -
appoggiando le dita nelle ombre
la forma trattiene il tempo,
e nell’acqua
la luce acquista immagine di finestra.
Può essere che quella luce
in forma abbagliante si faccia ampia
come il mondo
e un uccello multicolore cada crollato,
ferito dalla sete
che trascorre nell’istante
di quei due che un tempo si amarono per sempre.
Quando due che si amano ancora
- si separano -
qualcosa li copre soavemente
e un linguaggio tacito nasce
nel luogo in cui quei due lasciarono
la reciproca tortura di dimenticarsi.
Qualcosa invecchia per sempre nell’aria.
Probabilmente si suicida un angelo di tristezza
nel vedere questi due sparire
- separati da passi e da baci -
inventando storie e cantando,
bagnati e oscuri di una pioggia
che riflette il rumore delle loro parole.
Quando due che si amarono si separano,
l’estate sale sulle ali della notte
e una foglia, sopra l’azzurro del cielo,
apre gli occhi e occulta il suo stupore
con uno scongiuro.
Quando due che si amano si separano
- senza rancori e spade -
un fantasma incantato riscuote la vita
e s’inclina a raccogliere
quelle due labbra,
nude per sempre di linguaggi.
Alfonso Chase
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