…Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare… io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

...solo un sogno, un'emozione...una nuvola...solo un alito di vento che ti sfiora, solo l'eco dei tuoi passi nella sera...

sabato 31 agosto 2013

Rimprovero e risposta

Per­ché, Wil­liam, su quell’antico e gri­gio sasso,
da un’intera mezza giornata,
Per­ché, Wil­liam, siedi così solitario
Ad ingan­nare il tempo fantasticando?

Dove sono i tuoi libri, quella luce lasciata
Ad esseri altri­menti cie­chi e abbandonati?
Alzati, alzati! Iné­briati dello spi­rito alitato
Dai morti ai loro simili.

Ti guardi attorno sulla madre terra
Come se inu­til­mente t’avesse dato vita,
Come se tu ne fossi il primogenito
E nes­suno avesse avuto prima di te!”
Così un mat­tino, in riva al lago Esthwaite,
Quando chissà per­ché la vita m’arrideva,
A me parlò il mio buon amico Matthew,
E così io gli risposi:

L’occhio non ha altra scelta che vedere,
Né le orec­chie han facoltà di non udire;
I nostri corpi sen­tono, ovun­que siano,
Che noi lo si voglia o meno.

E son ben certo che vi son tali poteri
Che tanto influen­zano le menti
Si ch’esse pos­sono nutrirsi
In una sag­gia passività.

Pensi forse che in mezzo a que­sta moltitudine
Di cose peren­ne­mente dialoganti,
Nulla venga spontaneamente
E che in eterno si debba andare in cerca?

Dun­que non doman­dar perché
Qui me ne stia da solo a conversare,
Seduto su quest’antico e gri­gio sasso,
Ad ingan­nar il tempo fantasticando”.
 William Wordsworth
“Word­sworth, Cole­ridge, Bal­late liri­che”
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