…Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare… io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

...solo un sogno, un'emozione...una nuvola...solo un alito di vento che ti sfiora, solo l'eco dei tuoi passi nella sera...

mercoledì 15 agosto 2012

Febbre a quarantuno

Pura? Cosa vuol dire? Le lingue dell’inferno
Sono ottuse, ottuse come la tripla
Lingua dell’ottuso, grasso Cerbero
Che anela sulla porta. Incapace Di sanare leccandolo
l’infiammato Tendine, il peccato, il peccato.
Sfrigola l’esca da fuoco.L’indelebile puzza
Di candela soffocata ! Si srotolano, o amore,
i bassi fumi Da me come le sciarpe di Isadora,
ho terrore Che una mi accalappi, mi ancori alla ruota.
Questi gialli tetri fumi Si creano il proprio elemento.
Né si alzeranno, Ma intorno al globo si trascineranno
Asfissiando i vecchi e i mansueti,
Il gracile Bebè di serra nella sua mangiatoia,
L’orchidea mostruosa che appende
Nell’aria il suo pensile giardino,
Leopardo diabolico!
La radiazione l’ha ridotto bianco
E in un’ora l’ha ammazzato:
I corpi degli adulteri la sua peste rovina
Li smangia come la cenere di Hiroshima.
Il peccato. Il peccato.
Amore mio, ho passato tutta la notte annaspando,
Fra lenzuola grevi come il bacio d’un perverso.
Tre giorni. Tre notti. Limonata, brodo, acqua,
Acqua, fammi vomitare.
Per te o chiunque sono troppo pura.
il tuo corpo mi offende come il mondo offende Dio.
Io Sono lanterna -la mia testa una luna
Giapponese di carta, la mia pelle oro foglia
E’ carissima, molto delicata.
Non ti sbalordisce il mio calore? E la mia luce?
Sono un’immensa camelia che s’infuoca e va e viene,
vampa a vampa. Penso che sto sollevandomi,
Forse mi librerò-I grani di ardente metallo volano
e io, amore, io Sono una puravergine d’acetilene
Con una scorta di rose, Di baci, di cherubini,
Di tutto ciò che esprimono queste rosee cose.
Non tu, né quello Non lui, né quello
(Ogni mio io si perde, sgualdrinesco orpello)
Sylvia Plath
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