…Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare… io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

...solo un sogno, un'emozione...una nuvola...solo un alito di vento che ti sfiora, solo l'eco dei tuoi passi nella sera...

lunedì 20 agosto 2012

Al Ponte di Brooklyn

Per quante albe, mentre si sveglia gelido dal suo
Sonno ondeggiante, le ali del gabbiano
Lo faranno tuffare e roteare, e spargeranno attorno
Circoli bianchi di tumulto, eleveranno alta
La Libertà, sopra le incantate acque della baia
Poi con curva inviolata lasciano i nostri occhi
Spettrali come vele che si incrociano
Su qualche foglio illustrato da archiviare;
—fino a che gli ascensori non ci spingono
Fuori dal nostro giorno…
Penso ai cinema, destrezze panoramiche
Con moltitudini inlclinate verso qualche scena lampeggiante
Mai svelata, ma verso cui si accelera ogni volta,
anticipata da altri occhi sullo stesso schermo;
e Tu, attraverso la baia, con passi d’argento
come se il sole salisse su di te, lasciando però
Un po’ di movimento non speso nella tua andatura, --
La tua libertà implicitamente ti tiene fermo!
Da qualche botola della metropolitana, cella o solaio
Un pazzo si affretta verso i tuoi parapetti,
Percola lì per un momento, la camicia che si gonfia con suono acuto,
uno zimbello cade dalla carovana senza parole.
Giù al Muro, dalla travata alla strada trapela il mezzogiorno,
un dente strappato dell’acetilene del cielo;
per tutto il pomeriggio le gru sfumate dalle nuvole girano…
I tuoi cavi respirano il calmo Atlantico del Nord.
E oscura come quel paradiso degli Ebrei,
La tua ricompensa… concedi tu elogi
Di anonimità che il tempo non può sollevare:
vibranti dilazioni e perdono tu mostri.
O arpa e altare, fuse dalla furia,
(Come potrebbe un semplice lavoro allineare le tue corde corali!)
Soglia grandiosa della promessa del profeta,
preghiera di un paria, e il pianto dell’amante, --
di nuovo le luci del traffico che sfiorano il tuo veloce
idioma frastagliato, visione immacolata di stelle
che imperlano il tuo cammino—condensano l’eternità:
e abbiamo visto la notte sollevata nelle tue braccia.
Sotto la tua ombra tra i piloni ho aspettato;
solo nell’oscurità la tua ombra è chiara.
I pacchetti infuocati della Città tutti sfatti,
La neve già sommerge un anno di ferro…
Oh Insonne come il fiume sottostante,
tu che scavalchi con un arco il mare
e la zolla sognante delle praterie, slànciati
verso le nostre bassezze, e qualche volta scendi,
e con la tua curvatura presta un mito a Dio.
Hart Crane
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