…Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare… io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

...solo un sogno, un'emozione...una nuvola...solo un alito di vento che ti sfiora, solo l'eco dei tuoi passi nella sera...

lunedì 2 gennaio 2012

Giardino


La luna dell'aurora mi sembra
il tuo dolce cuore, che l'incendio
del mio, sole che sorge,
annega e fa sparire col suo fuoco.
- Come lieve scorre la luna
impallidendo lungo il cielo luminoso!
Come campeggia dappertutto il sole
sempre più limpido nel suo splendore! -
Il tuo cuore cadrà senza macchia
nel mio disordinato sentimento,
e, come la luna nel mattino immenso,
sprofonderà nel mio oro, rosa non vista,
perchè sta lí, del mio petto nudo.
 Juan Ramon Jiménez
Estate
1915

Vieni dormi con me

Vieni dormi con me e sii il mio amore
amore dormi con me
sdraiati con me
sotto il cipresso
nell'erba dolce
dove il vento giace
dove il vento muore
mentre la notte passa
vieni dormi con me
tutta la notte con me
e baciami fin che vuoi
e amami fin che vuoi
e lascia che le nostre anime si parlino
tutta la notte sotto il cipresso
senza fare l'amore
Lawrence Ferlinghetti
Partendo da San Francisco
1961

Ogni tua parola è come un seme


Ogni tua parola è come un seme.
Scava profondamente la sua radice.
Io mi sveglio per un misterioso dolore
e non trovo rimedio.
Allora mi consuma come un'amara sete
ogni movimento che hai fatto.
Ogni accento e ogni sguardo
si avvicina, chiaro e grande.
Il giorno è grigio di ciò che in me e intorno a me
intorbida la mia figura.
Ma chiaro come specchio è il mondo della notte
dove tu sei tutto, tutto.
 Karin Boye
I focolari
1927

Elegia

Ero tua ancor prima di averti veduto.
La mia vita, al suo nascere, fu promessa alla tua;
me lo rivelò il tuo nome con un turbamento improvviso,
l'anima tua vi si celava per risvegliare la mia.
L'intesi un giorno e ne persi la voce;
a lungo l'ascoltai senza rispondere.
Il mio essere con il tuo, eran tutt'uno;
per la prima volta mi sentii chiamata.
Sapevi tu quel prodigio ? Ebbene, senza conoscerti,
mi rivelò l'amante, il mio signore,
e ti riconobbi sin dai primi tuoi accenti,
quando venisti a rischiarare i miei languenti.
La tua voce mi fece impallidire, chinai lo sguardo;
e in quello sguardo muto si unirono le nostre anime;
in fondo a quello sguardo si rivelò il tuo nome,
che senza chiedere riconobbi !
Da allora, attonita, ne subii l'incanto,
e a esso sottomessa, per sempre incatenata.
Esprimevo per lui i più dolci sentimenti;
l'univo al mio per suggellare i giuramenti.
Ovunque lo leggessi, quel nome incantatore,
e lacrime versavo:
di magica lode sempre soffuso,
ai miei occhi abbagliante si offriva.
Lo scrivevo...presto più non osai,
e il mio timido amore lo cangiava in sorriso,
mi cercava la notte, cullando il mio sonno;
e ancora intorno mi risuonava al risveglio;
era nel mio respiro e quando sospiro
è lui che m'accarezza e che il mio cuore respira.
Nome amato ! Tenero nome ! Oracolo del mio destino !
Ahimè! Come mi piaci, come mi tocca la tua grazia !
Mi annunciasti la vita e, unito nella morte,
come un ultimo bacio chiuderai la mia bocca.
 Marceline Desbordes-Valmore
Poesie
1830

Da qualche parte

Da qualche parte deve pur esserci
il volto non visto, la voce non udita.
Il cuore che mai - mai finora - ah me!
ha risposto alla mia voce.
Da qualche parte, deve esserci vicino o lontano,
al di là della terra e del mare, invisibile:
oltre la luna vagabonda, oltre la stella
che ogni notte l'insegue.
Da qualche parte, deve esserci vicino o lontano,
appena tra una siepe e un muro:
appena sotto le ultime foglie dell'anno che muore
cadute su una zolla rinverdita.
 Christina Georgina Rossetti : Poesie, Ottobre 1863

domenica 1 gennaio 2012

Franco Battiato - Invito al Viaggio

Distanza

E io la vidi svanire
la vidi fondersi nella distanza,
farsi sogno per sempre.
Soffiava il Sud e provai paura,
Mezzogiorno d'oro croccante
illuminato pane che l'anima
affamata mangia, rinascendo.
Mare invisibile dietro le montagne.
(Adesso le nuvole, le donne,
le pigre barche bianche
saranno arrivate per vedersi…)
Pini alti, come fumi quieti,
tanto silenziosi e tanto verdi.
(Ansimerà il vento sulle rocce
furioso, ferito mortalmente…)
Soffiava il Sud. Sguardo ultimo.
Giorno finale per imparare
le sue lezioni di luce, di musica…
… Poi la vidi svanire,
la vidi fondersi nella distanza,
farsi sogno per sempre…
José Hierro

Quasi fuori dal cielo

Quasi fuori dal cielo ormeggia tra due montagne la metà della luna.
Roteante, vagabonda notte, quella che scava gli occhi.
Chissà quante stelle triturate nella pozzanghera!
Fa una croce a lutto tra le mie ciglia, fugge.
Fucina di metalli azzurri, notti di lotte silenziose,
il mio cuore gira come un volano impazzito.
Bimba venuta da lontano, da tanto lontano qui condotta,
folgora a volte il suo sguardo sotto il cielo.
Piagnisteo, tempesta, mulinello di furia,
incrocia sul mio cuore senza fermarti.
Vento dei sepolcri, travolge, distruggi disperdi la tua radice sonnolenta.
Sradica i grandi alberi sulla sua opposta riva.
Eppure tu, bimba chiara, domanda di fumo, spiga.
Era colei che formava il vento con foglie brillanti.
Oltre le montagne notturne, giglio bianco d'incendio,
oh nulla posso dire! Era fatta di tutte le cose.
Angoscia che mi hai aperto il petto a coltellate,
è ora di seguire un'altra strada, dove lei non sorrida.
Temporale che ha sepolto le campane, torbido fermento di burrasche
perché toccarla ora, perché intristirla?
Ah seguire il cammino che si allontana da tutto,
dove non stia già aspettando l'angoscia, la morte, l'inverno
con i suoi occhi tra la rugiada.
 

Pablo Neruda

Aspettami

Aspettami ed io tornerò,
ma aspettami con tutte le tue forze.
Aspettami quando le gialle piogge
ti ispirano tristezza,
aspettami quando infuria la tormenta,
aspettami quando c’è caldo,
quando più non si aspettano gli altri,
obliando tutto ciò che accadde ieri.
Aspettami quando da luoghi lontani
non giungeranno mie lettere,
aspettami quando ne avranno abbastanza
tutti quelli che aspettano con te.
Aspettami ed io tornerò,
non augurare del bene
a tutti coloro che sanno a memoria
che è tempo di dimenticare.
Credano pure mio figlio e mia madre
che io non sono più,
gli amici si stanchino di aspettare
e, stretti intorno al fuoco,
bevano vino amaro
in memoria dell’anima mia...
Aspettami. E non t’affrettare
a bere insieme con loro.
Aspettami ed io tornerò
ad onta di tutte le morti.
E colui che ormai non mi aspettava,
dica che ho avuto fortuna.
Chi non aspettò non può capire
come tu mi abbia salvato
in mezzo al fuoco
con la tua attesa.
Solo noi due conosceremo
come io sia sopravvissuto:
tu hai saputo aspettare semplicemente
come nessun altro.
Konstantin M. Simonov

Apparizione...

Tu apparirai sulla soglia
indossando
qualcosa di bianco senza stranezze,
qualcosa proprio di quelle stoffe
di cui si cuciono i fiocchi di neve
Boris Pasternak

Non credo

Non credo ai principi e alle belle addormentate, ai vissero felici e contenti. Credo alle persone che si sopportano.
A quelli che maledicono il giorno in cui si sono incontrati. A quelli che si odiano e si amano nello stesso tempo. Quelli che nonostante tutto continuano ad amarsi, in quel modo che nessuno sa.
 Giulia Carcasi, Io sono di legno

Silentium

Lei non è dal suo mare ancora nata,
lei è musica ed insieme parola;
è il legame che mai si potrà sciogliere
fra tutto ciò che vive nel creato.
Delle onde respiran calmi i seni,
ma un chiarore impazzito il giorno illumina,
e stanno i lillà scialbi della schiuma
dentro un vaso color celeste-nero.
Acquistino le mie labbra, recuperino
la mutezza lontana, primordiale,
simile a una nota di cristallo
che vibra, fin dal suo nascere, pura!
Rimani quel che sei – schiuma, o Afrodite,
tu, parola, rifluisci in musica,
vergognati del cuore, o cuore, fuso
con l’elemento primo della vita!
Osip Mandel’štam

Anche questa mattina

Anche questa mattina mi sono svegliato
e il muro la coperta i vetri la plastica il legno
si son buttati addosso a me alla rinfusa
la luce d’argento annerito della lampada
mi si é buttato addosso anche un biglietto di tram
e il giallo della parete e tre righe di scritto
e la camera d’albergo e questo paese nemico
la metà del sogno caduta da questo lato s’è spenta
mi si è buttata addosso la fronte bianca del tempo
i ricordi più vecchi e la tua assenza nel letto
la nostra separazione e quello che siamo
mi sono svegliato anche questa mattina
e ti amo.
Nazim Hikmet

Storie...

...la mia storia non la racconto ma se vuoi invento
ho storie dentro di me che nascono e restano
a rimuginare ho un sacco di storie tanto
più le racconto più diventano vere
c'è gente che piange e chiede dove le vado a prendere
rispondo che stanno dentro ognuno di noi...

Vera Lúcia de Oliveira

In primo luogo

Forse con la neve, ti ho detto addio.
In gennaio, avevi fissato dei compiti nel tuo calendario,
piccoli alveoli per agevolarti il respiro.
Lontano dal sogno, camminavo con un bastone ornato di mitici animali:
era una maschera.
Poiché ogni volta inciampo nelle crepe dei marciapiedi,
ti dico addio.

Prevedo per me una morte più che lenta a furia di guardare tutto.
Gli uomini impiegano un tempo dissennato a ripavimentare le strade.
Entro in chiesa, interrogo gli abitanti delle case
per metà distrutte.
Non attendo risposta, ma mi accorpo alle loro parole.
Gli uccelli becchettano briciole di pane al suolo.
Passa il treno e la terra trema di nuovo
Elise Turcotte

Dove sta la leggerezza

Una bella sfida, la leggerezza. E non solo alla legge di gravità. Per chi fa i conti tutti i giorni con la propria indole terrigna, ad alto peso specifico, la leggerezza è un'aspirazione. Solo a pronunciarla, questa parola, si allarga il cuore, si riempiono i polmoni di un'aria inebriante. E già così sembra - trattenendola negli alveoli - di appartenere un po' di più al mondo "di sopra" e meno a quello "di sotto".
La leggerezza - dicono - è il dono di un breve distacco dalle cose, ma appena appena, come un camminare lieve sulle punte: sono quei dieci centimetri in più che danno tutta un'altra prospettiva. C'è chi nasce con questo dono. Però si può anche imparare, dicono, il distacco lieve. Che non è vacuità, tutt'altro: si nutre di consapevolezza e di ironia. Il segreto sta tutto nella misura: di più trabocca sarcasmo, sottintende un giudizio. L'ironia, invece, è empatica. Leggera. Ogni tanto capita che qualcuno ci sfiori, ormai librato nell'aria, felice: staccata l'ombra da terra, ha trovato la sua dimensione in qualche nuova religione, in qualche nuovo amore. È diventato un uccello, un angelo, un folle (magari solo temporaneo): attorno a sé muove una brezza gentile come una carezza. Perché chi ha il dono della leggerezza lo regala a quelli "di sotto", che lo guardano un po' ammirati un po' invidiosi, col naso all'insù. Il fatto è che ce n'è pochi in giro. E' che a noi, del mondo "di sotto", piacerebbe averne intorno di più. Potremmo andarli a trovare ogni tanto e tornare a casa col cuore leggero e il cappotto pieno di piume. Ma qualche volta può succedere: un flash, un'intuizione. Ci si trova un attimo sulla soglia tra il mondo "di sopra" e quello "di sotto", si riesce a percepire che "di là" le stesse cose cambiano colore e consistenza. Perché la leggerezza ha una sua fisionomia, ma è morbida e si lascia attraversare. E' sorella delle nuvole ma non è in balia del vento. E poi abbiamo un sospetto: vive lontano dalle città.
a cura di Bettina Jacomini

Una strada c’è nella vita

Una strada c’è nella vita. La cosa buffa è che te ne accorgi solo quando è finita. Ti volti indietro e dici: “oh’, guarda, c’è un filo”. Quando vivi, non lo vedi il filo, eppure c’è. Perche tutte le decisioni che prendi, tutte le scelte che fai sono determinate, si crede, dal libero arbitro, ma anche questa è una balla. Sono determinate da qualcosa dentro di te, che è innanzitutto il tuo istinto, e poi da qualcosa che gli indiani chiamano il karma accumulato fino ad allora. Vivo ora, qui, con la sensazione che l’universo è straordinario, che niente ci succede per caso e che la vita è una continua scoperta, e io sono particolarmente fortunato perche, ora piu che mai, ogni giorno è davvero un altro giro di giostra. Solo se riusciremo a vedere l’universo come un tutt’uno in cui ogni parte riflette la totalità e in cui la grande bellezza sta nella sua diversità, comincieremo a capire chi siamo e dove stiamo. E ricordati, io ci sarò. Ci sarò su nell’aria. Allora ogni tanto, se mi vuoi parlare, mettiti da una parte, chiudi gli occhi e cercami. Ci si parla. Ma non nel linguaggio delle parole. Nel silenzio. La vera conoscenza non viene dai libri, neppure da quelli sacri, ma dall’esperienza. Il miglior modo per capire la realtà è attraverso i sentimenti, l’intuizione, non attraverso l’intelletto. L’intelletto è limitato. L’ultimo pezzo del cammino, quella scaletta che conduce sul tetto da cui si vede il mondo o sul quale ci si puo distendere a diventare una nuvola, quel’ultimo pezzo va fatto a piedi, da soli. Quando sei a un bivio e trovi una strada che va in su e una che va in giu, piglia quella che va in su. E' piu facile andare in discesa, ma alla fine ti trovi in un buco. A salire c’è speranza. E' dificile, è un altro modo di vedere le cose, è una sfida, ti tiene all’erta. Il coraggio è il superamento della paura. 
Finirai per trovarla la via…se prima hai il coraggio di perderti.
— Tiziano Terzani da “Un altro giro di giostra”

Si può essere più soli

Si può essere più soli
Senza la Solitudine -
Sono così abituata al mio Destino -
Che forse l'Altra - Pace -
Interromperebbe il Buio -
E affollerebbe la Stanzetta -
Troppo scarsa - in Metri - per contenere -
Il Sacramento - di Lui -
Non sono avvezza alla Speranza -
Che potrebbe intromettersi -
La sua dolce sfilata - profanerebbe il luogo -
Consacrato alla Sofferenza -
Può essere più facile
Perdersi - con la Terra in Vista -
Che raggiungere - la Mia Azzurra Penisola -
Per morire - di Piacere -
Emily Dickinson

Pena

In una vaga disperazione il vento
si dibatteva disumanamente.
Gocce di sangue annerendosi
si gemmavano sulle labbra d' ardesia.
E uscì, a isolarsi nella notte,
vedova la luna.
Vladimir Vladimirovic Majakovskij

Poesia

Le parole raccontano la mia storia, anche senza volerlo, creano il mio presente, ipotizzano il mio futuro. Le parole mi raccontano cose di me che io non conosco, sono una piccola parte della mia vita che condivido con gli altri. La poesia è un viaggio di andata e di ritorno: viaggia insieme a me verso un luogo incerto, torna insieme a te e a volte anche il contrario.
Natalia Menéndez

Le opere e le notti

Per riconoscere nella sete il mio emblema
per significare l’unico sogno
per non aggrapparmi mai di nuovo
all’amore
sono stata tutta un’offerta
un puro errare
di lupa nel bosco
nella notte dei corpi
per dire la parola innocente
 

Alejandra Pizarnik

Il momento migliore

L’istante più bello degli amori
non è quando si dice ‘ti amo’
è nel silenzio
ogni giorno spezzato a metà
è nelle intese
pronte e furtive dei cuori
nei finti rigori
nelle indulgenze segrete
nel brivido di un braccio
dove poggia una mano che trema;
nel libro sfogliato insieme,
un libro mai letto
nell’ora irripetibile quando con la bocca chiusa
il pudore dice tanto
e il cuore scoppia
aprendosi in silenzio come un bocciolo di rosa
l’ora in cui il mero profumo dei capelli
sembra un regalo conquistato …
l’ora della tenerezza squisita
che nel rispetto avvolge la passione.
Sully Prudhomme

Buon anno

Speriamo solo che non sia peggio di questo...
Auguri di cuore a tutti!
Linda