
Il futuro e l'ordine sono luoghi inospitali,
perché il pavimento è freddo e non si può
camminare scalzi né dimenticare i vestiti.
Un posto a tavola, le forchette sporche
e i bicchieri vuoti, una ragione di stato
sentimentale, un corpo
vestito solamente con i numeri pari.
Questo è l'ordine.
Ed è anche l'ombra
che va due passi davanti
per raffreddare il pavimento che c'è dietro la porta.
Una casa distrutta,
un ordine successivo e i vetri rotti.
Questo è il futuro. Non si può
camminare scalzi né dimenticare i vestiti.
Ma esistono luoghi intermedi,
passati e presenti con luce d'avvenire,
città di frontiera,
navi ancorate sugli scaffali
e bagliori di porti nella notte
e nomi sulle cartine.
Vivere con lo sguardo pensieroso
o nelle affabulazioni che si conservano
sotto i polpastrelli delle dita,
quando il tempo diventa volontà
e va verso il Sud
con l'obbedienza di uno schiavo,
senza pensare, perché tutto è pensiero,
senza amare, perché lui stesso
è l'amore e si confonde
come luce nella luce,
come passaggio d'acqua
nelle ingovernabili correnti dell'oceano.
Luoghi intermedi,
albe di giugno a volte condivise
in prima persona plurale.
Luis Garcìa Montero
Nessun commento:
Posta un commento