…Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare… io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

...solo un sogno, un'emozione...una nuvola...solo un alito di vento che ti sfiora, solo l'eco dei tuoi passi nella sera...

giovedì 3 ottobre 2013

La notte

Stamane tu dormivi ancora quando mi sono svegliato. A poco a poco, uscendo dal sonno, ho sentito il tuo respiro leggero, e attraverso i capelli che ti nascondevano il viso ho visto i tuoi occhi chiusi, e ho sentito che la commozione mi saliva alla gola, e avevo voglia di gridare e svegliarti perchè la tua stanchezza era troppo profonda e mortale. Nella penombra la pelle delle tue braccia e della tua gola era viva e io la sentivo tiepida e asciutta. Volevo passarvi sopra le labbra ma il pensiero di poter turbare il tuo sonno e di averti ancora sveglia tra le mie braccia mi tratteneva.
Preferivo averti così, come una cosa che nessuno poteva togliermi perchè ero il solo a possederla. Una tua immagine per sempre. Oltre il tuo volto vedevo qualcosa di più puro e di più profondo in cui mi specchiavo. Vedevo te, in una dimensione che comprendeva tutto il mio tempo da vivere, tutti gli anni futuri e anche quelli che ho vissuto prima di conoscerti, ma già preparato ad incontrarti.
Questo era il piccolo miracolo di un risveglio, sentire per la prima volta che tu mi appartenevi non solo in quel momento, e che la notte si prolungava per sempre, accanto a te, nel caldo del tuo sangue, dei tuoi pensieri, della tua volontà che si confondeva con la mia. Per un attimo ho capito quanto ti amavo, Lidia, ed è stata una sensazione così intensa che ne ho avuto gli occhi pieni di lacrime. Era perchè pensavo che questo non dovrebbe mai finire, che tutta la nostra vita dovrebbe essere per me come il risveglio di stamane. Sentirti non mia, ma addirittura una parte di me. Una cosa che respira con me, e che niente potrà distruggere se non la torpida indifferenza di un'abitudine, che vedo come l'unica minaccia. E poi ti sei svegliata, e sorridendo ancora nel sonno mi hai baciato, e ho sentito che non dovevo temere niente, che noi saremo sempre come in quel momento, uniti da qualcosa che è più forte del tempo e dell'abitudine.
Michelangelo Antonioni, La Notte
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