
La donna è bella. Mezzanotte. Suo marito è assente.
Cammina con pantofole morbide da una stanza all’altra.
Dalle finestre penetra la luna. Un fruscio di carta.
Nel santuario della cucina fuma ancora l’incenso di una tazza
di tè.
Gli oggetti colloquiano in segreto – pentole, bicchieri,
le due bottiglie d’olio, il vaso con il sale, e nella madia
le bolle dell’impasto lievitano scoppiettando
con piccoli tonfi sordi, tanto che la bella donna
si tocca il capezzolo del seno sinistro e lo stringe.
Ghiannis Ritsos
Cammina con pantofole morbide da una stanza all’altra.
Dalle finestre penetra la luna. Un fruscio di carta.
Nel santuario della cucina fuma ancora l’incenso di una tazza
di tè.
Gli oggetti colloquiano in segreto – pentole, bicchieri,
le due bottiglie d’olio, il vaso con il sale, e nella madia
le bolle dell’impasto lievitano scoppiettando
con piccoli tonfi sordi, tanto che la bella donna
si tocca il capezzolo del seno sinistro e lo stringe.
Ghiannis Ritsos
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