…Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare… io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

...solo un sogno, un'emozione...una nuvola...solo un alito di vento che ti sfiora, solo l'eco dei tuoi passi nella sera...

mercoledì 24 luglio 2013

Al quinto piano

Ancora buio.  
L’uccello sconosciuto sta sul ramo solito.  
Nel sonno abbaia il cagnolino dei vicini,  
lo fa una volta sola, in tono interrogativo.  
S’interroga nel sonno anche l’uccello, forse,  
una volta o due, trillando tremulo.  
Domande – se poi domande sono –   
che ottengono risposta, pronta, semplice,  
dal giorno in persona.

Meticoloso, ponderoso, enorme  
mattino; luce grigia  
che minia ogni ramo spoglio, ogni singolo  
fuscello, da una parte sola, dando  
un altro albero di venature vitree...  
 L’uccello è sempre li. Ora sembra sbadigliare.

Il cagnolino nero corre nel cortile.
La voce del padrone s’alza, aspra:  
“Dovresti vergognarti!”.  
Cosa ha fatto?
Allegro lui saltella su e giù;  
scorrazza in tondo tra le foglie morte.

Senso della vergogna, zero.  
Lui e l’uccello sanno che c'è una risposta  
a tutto, a tutto si provvede, non occorre  
rifare la domanda.  
– Ieri ha portato a oggi senza sforzo!  
(Uno ieri per me quasi impossibile rimuovere).
Elizabeth Bishop  
Da Miracolo a colazione
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