…Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare… io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

...solo un sogno, un'emozione...una nuvola...solo un alito di vento che ti sfiora, solo l'eco dei tuoi passi nella sera...

giovedì 14 febbraio 2013

Tristia

Ho imparato la scienza degli addii
nel piangere notturno, a testa nuda.
Ruminano i buoi, dura l’attesa,
ultima ora di veglie cittadine,
ed io rispetto il rito della notte dei galli
quando, sollevato il fardello doloroso del viaggio,
guardavano lontano occhi di pianto
e il lamento delle donne accompagnava il canto delle muse.
Chi può sapere che congedo attende
nella parola addio,
cosa ci predice il clamore dei galli
quando il fuoco arde sull’acropoli
e perché all’alba di una nuova vita,
quando nel fieno rumina pigro il bue,
il gallo araldo della nuova vita
sulle mura della città sbatte le ali?
E io amo i gesti quotidiani della tessitura:
la spola ordisce, il fuso ronza,
e già, peluria di cigno,
la scalza Delia vola incontro!
Meschino ordito della nostra vita,
come è povera la lingua della gioia!
Tutto è già stato, tutto si ripete,
attimo dolce è solo il riconoscere.
E così sia: una diafana figurina
sul semplice piatto d’argilla,
come una pelle appiattita di scoiattolo;
china sopra la cera una ragazza guarda.
Non sta a noi divinare il greco Erebo,
per le donne la cera è come il rame per gli uomini.
Noi solo in battaglia ci colpisce il fato,
a loro è dato morire divinando.
Osip Mandel'stam
(trad. di S. Vitale)                                      
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