…Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare… io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

...solo un sogno, un'emozione...una nuvola...solo un alito di vento che ti sfiora, solo l'eco dei tuoi passi nella sera...

venerdì 11 gennaio 2013

Non mi importa nulla

Non mi importa nulla che le donne
abbiano i seni come magnolie o come fichi secchi,
la pelle di una pesca o di carta vetrata.
Do un’importanza pari a zero
al fatto che si sveglino con un alito afrodisiaco
o con un alito insetticida.
Sono perfettamente capace di sopportarle
con un naso che vincerebbe il primo premio
in una mostra di carote;
però – questo sì, in questo sono irriducibile – non perdono loro,
in nessun caso, che non sappiano volare.
Se non sanno volare, perdono tempo a cercare di sedurmi.
Questo è stato – e non altro – il motivo per cui mi innamorai,
alla follia, di Maria Luisa.
Cosa mi fregava delle sue labbra a dispense e delle sue gelosie sulfuree?
Che mi fregava delle sue estremità di palmipede
e dei suoi sguardi da pronostico riservato?
Maria Luisa era una vera piuma!
Dall’alba volava dalla stanza alla cucina,
volava dalla sala da pranzo al tinello.
Volando mi preparava la doccia, la camicia.
Volando faceva la spesa,le faccende.
Con quanta impazienza aspettavo che tornasse,volando,
da qualche passeggiata per il quartiere!
Lì, lontano, perso tra le nuvole, un puntino rosato.
“Maria Luisa! Maria Luisa!”… e subito già
mi abbracciava con le sue gambe di piuma
per portarmi, volando, ovunque.
Durante chilometri di silenzio galleggiavamo in una carezza
che ci avvicinava al paradiso;
per ore e ore ci annidavamo in una nuvola,
come due angeli, e d’improvviso,
a ruota libera, a foglia morta,
l’atterraggio d’emergenza di uno spasmo.
Che delizia quella di avere una donna cosi leggera…
che ci faccia vedere, ogni tanto, le stelle!
Che voluttuosità quella di passare i giorni tra le nuvole…
quella di passare le notti in volo!
Dopo avere conosciuto una donna eterea,
si può brindare ad una qualunque delle attrattive d’una donna terrestre?
Non è forse vero che non c’è differenza sostanziale
tra vivere con una vacca o con una donna
che abbia le natiche a settantotto centimetri dal suolo?
Io, per lo meno, sono incapace di comprendere
la seduzione di una donna pedestre,
e per quanto impegno ci metta nel concepirlo,
non m’è possibile né tanto meno posso immaginare
che si possa fare l’amore se non volando.
Oliveiro Girondo
Posta un commento