…Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare… io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

...solo un sogno, un'emozione...una nuvola...solo un alito di vento che ti sfiora, solo l'eco dei tuoi passi nella sera...

venerdì 18 gennaio 2013

Ci-git



Io, Antonin Artaud, sono mio figlio, mio padre, sono mia madre
 e sono io;
sono colui che ha abolito il periplo idiota nel quale si ficca l'atto del generare,
il periplo papà-mamma
e il bambino,
crosta nel culo della nonna,
piú che in quello del padre-madre, molto di piú.
Il che vuol dire che prima di mamma e papà
che non avevano né padre né madre,
si dice,
e dove mai li avrebbero presi,
loro,
quando sono diventati quella congiunzione
unica
che la sposa e lo sposo
non hanno mai potuto vedere seduta o in piedi,
prima di quell'improbabile buco
che lo spirito si cerca
per noi,
per disgustarci un po' piú di noi stessi,
era questo corpo inusabile
fatto di carne, di sperma impazzito,
questo corpo appeso, da prima che arrivassero i pidocchi,
questo corpo che suda sulla tavola impossibile
del cielo
il suo odore calloso di atomo,
la sua rauca puzza di abbietto
detritus
sparato fuori dal sonno
dell'Inca mutilato delle dita
lui che come idea aveva un braccìo
e come mano soltanto un palmo morto
perché le dita le aveva perse
a forza di uccidere re.

Antonin Artaud
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