…Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare… io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

...solo un sogno, un'emozione...una nuvola...solo un alito di vento che ti sfiora, solo l'eco dei tuoi passi nella sera...

venerdì 26 ottobre 2012

Questo non avrà mai il tuo sposo...



Questo non avrà mai il tuo sposo: questo sapere dell'amore. Mi sento morire all'idea delle sue carezze sulla tua pelle e ancor più dei sorrisi, i tuoi, ai suoi ritorni. Non c'è musica, non c'è rosso tramonto che mi possa quietare, non c'è un verso, uno solo, che io possa riascoltare nella bellezza che aveva prima, quando lo confusi all'incerto leggerlo della tua bocca sulle mie labbra. Non c'è un dio che possa saettarmi o lavarmi d'acqua, non c'è Afrodite che possa ridarmi, inimitabile, quel tuo fuoco: ma questo so, che per quanto lui ti abbia, per quanto ti desideri, ti copra e frema; per quanto tu possa aspettare, conosciuto al battito, il rumore dei suoi passi e respirare nell'aria l'odore dell'assenza e dell'attesa, per quanto corra nelle vostre vene sangue veloce e si tramuti in grido nell'attimo più bello; tu non sei lui, e lui non è te. E invece io parlo ed è la tua voce, muovo le mani e sono le tue, tuo il mio sguardo, i tuoi pensieri crescono in me, e pure i sogni sono i sogni di Anattoria. E darei vita e morte perché non mi straziassi di questa presenza. Esserti e non averti: qui sta lo strazio, perché altro sarebbe averti, e mille volte solo averti. Averti, stringerti fino a farti male, come farebbe un soldato ubriaco, sordo agli strilli, poderoso all'assalto e fiume in piena. No, no, questo no. Era soffio tra noi e tenerezza. Ma sovrumano e così piccolo insieme è questo distacco: così in fondo alla terra, così a tutti sconosciuto, un punto qualunque di dolore. Quando un uomo perde un amore, perde solo qualcuno, qualcosa. A noi non è concesso: non te ne vai tu sola, ma il mondo che abitavamo insonni, come gli dei. Non perdo Anattoria, perdo l'universo che eravamo. Staccatasi una parte, quel che resta dell'animo non sa vivere a sé: si sgretola, si disfa, è polvere.
Roberto Vecchioni, "Le partenze", in "Viaggi del tempo immobile"
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