…Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare… io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

...solo un sogno, un'emozione...una nuvola...solo un alito di vento che ti sfiora, solo l'eco dei tuoi passi nella sera...

martedì 11 settembre 2012

Interurbana

Il tuo letto ha due lati sbagliati. La tua vita è un lamento.
Lascio che dal telefono sgorghi la triste litania:
Non ce la faccio più, in questa casa vuota!
Le carote restano in gola senza la salsa della mamma!
I dolci che mi hai portato, riprenditeli.
Sono diabetico, ora. So come si deve fare.
(ci voleva solo il diabete adesso,
dopo due coronarie e la cataratta.)
Mi son sempre piaciuti i dolci! E ora mi butto
il mangiare in gola! Tanto vale farne a meno.
E se bevo la birra (l'ha detto il dietista)
è solo per risciacquarmi i reni.
Quando vado da lui, saranno là pronti, quei dolci,
I Lifesavers, gli americani amati da mio padre,
ancora nel sacchetto marrone, e comprati
in gran fretta all'areoporto, come ultimo pensiero.
II
La mamma era già morta da due anni, ma
il babbo le scaldava le pantofole alla stufa,
le metteva nel letto la borsa dell'acqua calda,
e andava a rinnovarle la tessera dell'autobus.
Non potevi capitare per caso. Dovevi telefonare.
Ti rimandava la visita di un'ora per aver tempo
di riporre le cose di lei e sembrare solo
come se la ferita del suo amore fosse peccato.
Non poteva rischiare la mia sciagurata incredulità,
sebbene fosse certo che presto avrebbe sentito lei
che armeggiava con la chiave nella toppa rugginosa,
poiché, lo sapeva, era uscita un attimo a comprare il tè.
Credo che la vita finisca con la morte, e non c'è altro.
Lo so che voi due non siete andati a far la spesa, tuttavia
nella mia agenda nuova di pelle nera c'è il vostro nome
e il numero disattivato che chiamo ancora.
Tony Harrison
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