…Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare… io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

...solo un sogno, un'emozione...una nuvola...solo un alito di vento che ti sfiora, solo l'eco dei tuoi passi nella sera...

mercoledì 12 settembre 2012

Il paralume

Mi chiedi, amore,
perché resto cosí senza dir nulla.
E giunta l’ora sospirata. L’ora
degli occhi e del sorriso:
la sera. E questa sera, io t’amo tanto.
Stringiti, amore, a me.
Ho bisogno, stasera, di carezze.
Se tu sapessi ciò che questa sera
crescere io sento, in me, di desideri,
d’orgoglio, di bontà, di tenerezza!
No, non lo puoi sapere.
Abbassa un poco il paralume. Vuoi?
Staremo meglio. Ché, nella penombra,
parlano i cuori. Ci si guarda meglio
in fondo agli occhi, quando tutto intorno
si vedono le cose un poco meno.
Stasera, t’amo troppo per parlarti
d’amore. Vieni qui: tra le mie braccia.
Vorrei toccasse a me
d’essere, questa sera, un po’ viziato.
Abbassa, ancora un poco, il paralume.
Ecco, cosi. Da bravi.
Cosí: senza parlare, senza muoverci.
Com’è dolce, sentirmi qui sul volto
le tue tiepide mani…
Che c’è? Che voglion mai?
Ah, portano il caffè… Posate là.
E fate presto. Chiudete quell’uscio.
Ma che dicevo? Prendiamo il caffè?
Subito? Preferisci? Sí, lo so
che ti piace ben caldo.
Vuoi che ti serva? Aspetta. Lascia a me.
Com’è forte! Lo zucchero?
Una? Basta cosí? Vuoi che lo assaggi?
Cosí, va bene. La tua tazza, amore.
Ma che buio, mio Dio! Sembra già notte.
Solleva, un poco solo, il paralume.
PAUL GÉRALDY
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