O mezza luna –
Mezzo cervello, luminosità –
Negro, mascherato da bianco,
Le tue buie
Amputazioni brulicano e spaventano –
Ragnose, infide.
Quale guanto
Quale coriacità
Ha protetto
Me da quell’ombra –
Gli indelebili bocci,
Giunture delle scapole, le
Facce che
Si fanno largo all’essere, tirando
Via con sé il penzolante
Amnio-sangue delle assenze.
Tutta la notte fabbrico
Uno spazio alla cosa che mi è data,
Un amore
Di due occhi umidi e uno strillo.
Un bianco sputo
D’indifferenza!
I frutti oscuri volvono e periscono.
Il cristallo s’incrina,
L’immagine
Scompare e abortisce come mercurio in mille gocce.
Sylvia Plath – "Talidomide"
Mezzo cervello, luminosità –
Negro, mascherato da bianco,
Le tue buie
Amputazioni brulicano e spaventano –
Ragnose, infide.
Quale guanto
Quale coriacità
Ha protetto
Me da quell’ombra –
Gli indelebili bocci,
Giunture delle scapole, le
Facce che
Si fanno largo all’essere, tirando
Via con sé il penzolante
Amnio-sangue delle assenze.
Tutta la notte fabbrico
Uno spazio alla cosa che mi è data,
Un amore
Di due occhi umidi e uno strillo.
Un bianco sputo
D’indifferenza!
I frutti oscuri volvono e periscono.
Il cristallo s’incrina,
L’immagine
Scompare e abortisce come mercurio in mille gocce.
Sylvia Plath – "Talidomide"

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