…Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare… io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

...solo un sogno, un'emozione...una nuvola...solo un alito di vento che ti sfiora, solo l'eco dei tuoi passi nella sera...

venerdì 31 agosto 2012

Le era parso che somigliasse...

Le era parso che somigliasse stranamente a chi aveva occupato il fulgore breve del tempo: del consumato tempo. Ma sapeva bene che nessuno, nessuno mai, ritorna.
Vagava nella casa: e talora dischiudeva le gelosie di una finestra, che il sole entrasse, nella grande stanza.
Ma che cosa era il sole? Quale giorno portava? Sopra i latrati del buio.
Ella ne conosceva le dimensioni e l'intrinseco, la distanza dalla terra, dai rimanenti pianeti tutti: e il loro andare e rivolvere; molte cose aveva imparato e insegnato: e i matemi e le quadrature di Keplero che perseguono nella vacuità degli spazi senza senso l'ellisse del nostro disperato dolore.
Vagava nella casa, come cercando il sentiero misterioso che l'avrebbe condotta ad incontrare qualcuno: o forse una solitudine soltanto, priva d'ogni pietà e d'ogni immagine…

Carlo Emilio Gadda,
La cognizione del dolore
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