…Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare… io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

...solo un sogno, un'emozione...una nuvola...solo un alito di vento che ti sfiora, solo l'eco dei tuoi passi nella sera...

venerdì 22 luglio 2016

Il vento e l'anima



Con tal veemenza il vento

viene dal mare, che i suoi

ritmi elementari

contagiano il silenzio della notte.

Solo nel letto, lo senti

battere ai vetri con insistenza,

piangendo e bussando

come essere smarrito senza nessuno.

Ma non è lui che in veglia ti costringe,

ma altra forza

di cui il tuo corpo è oggi carcere,

fu libero vento, e ricorda.
Luis Cernuda

giovedì 21 luglio 2016

Passato remoto - Francesco de Gregori

...Quel pomeriggio che ti ho detto "Scusami ma qualche volta chiamami anche tu"
E ancora adesso non ci posso credere che non ti avrei
rivisto più.

mercoledì 20 luglio 2016

Quando la tempesta sarà finita...


Vigilanza

La stella nascente portò un triste presagio:
si inclinò il mio capo e pianse Ia mia fronte:
che ne è delle barche del mio orizzonte?
Se io dormo, dove andranno queste barche erranti,
dentro le quali il destino trasporta
anime di angoscia indugiante e cieca?
E come addormentarsi in quest’Isola in soprassalto,
se il pericolo del mare nel mio sangue si agita,
e io sono, per chi naviga, l’eternamente afflitta?
Forse un dio mi darà forza tanto potente
per cosi resistere tutta la vita desta
e con gli dei contenere la sicura tempesta?
La stella nascente aveva tale bellezza
che per mia volontà la elessi mia sorte.
Ma la bellezza è l’altro profilo della sofferenza,
e solo merita la vita chi è padrone della morte.
Cecília Meireles

Ritratto al chiar di luna

Lascio i miei occhi in questo parco
le mani nel muschio dei muri,
per quegli che un giorno a cercarmi
verrà, tra pensieri futuri.
Non voglio chiarmarti per nome:
parrebbe il sibilo del vento;
brucio tra i gradi della sfera
turra, nel símplice momento.
Durano più l´edera, l´erba
che il viso mio di quest´instante.
Ma psso fissarlo in parole,
scolpirlo in un tempo costante.
Mai gli occhi ho avuti tanto chiari
e folle il riso, come l´aria…
mi sento tutta uguale agli aberi:
perfetta, pura e solitaria.
Qui l´occhio mio vede dal fiore,
qui il braccio mio teso à nel ramo,
que voci d´acque vaghe echeggiano
quella d´amore che sognamo.
Cecília Meireles

lunedì 18 luglio 2016

Sotto un altro cielo

Tra il confino e l’esilio
preferisco la solitudine di una poesia
che sorvola altre intemperie,
regioni piovose che rimuovono i rottami del ricordo.
Non lasciare messaggi nelle cassette postali dell’alba,
nel mio sangue non spegnere il tuo dolore.
Accompagna la solitudine della poesia
e torna come un angelo, ebbra di Paradiso.
Federico Díaz-Granados

Battito

Silenzio. Ombra di mezzanotte.
Batton il cor e l’orologio qui accanto.
Com’è incomprensibilmente nera la notte!
Com’è greve il suo manto!
Ma io so che del cor impotente
è ancor più immota l’oscurità.
Ti prego, o Padre possente!
Dammi una voce o un segno di novità!
Di me stessa e della gente assai più
io amo l’anima mia
e del mio voler quaggiù
spezzerò l’anima in agonia.
E il silenzio s’è fatto vivo.
Esso, oscuro, una risposta porge:
duri pur la notte finch’io scrivo —
dalla tenebra la luce sorge!
Zinaida Gippius

Quattro stagioni

Quando arriva l’amore con le sue quattro stagioni
gli uccelli cantano come un albero carico di mele.
Il cielo si colora di parole rosse
e il silenzio disegna bianche farfalle.
In un istante Amore tutto confonde:
le note nel pentagramma
il volo degli angeli
il petto aperto nei suoi punti vulnerabili
il silenzio dei tuoi occhi.
Chiama alla mia porta
e come Venere in cerca di Adone
mi avvicino al tuo corpo come all’orizzonte
entro nel paradiso
e svanisco
in un assolo di musica.
Luz Mary Giraldo

domenica 10 luglio 2016

Paese

Abbiamo dormito schiena contro schiena
rispettando ognuno
il territorio dei sogni dell’altro.
Al risveglio ci incontriamo
nel posto di frontiera.
Lì tra le nebbie comprendiamo
che due esiliati fanno un paese.
Ana Pérez Cañamares

La stanza

Questa mia stanza candida di fede,
ad abitarla con eguale fede
più giovane di me, lei sola crede
alla mia nuova storia, tu non vuoi
credere, dici è tutto provvisorio.
Se mi lasci la morte o la speranza
di mutare vagando non sai dire,
né a credere sopporti che tu sia
la presenza invocata.
La mia stanza ha il vuoto che le lasci.
Non le manca la sedia, ma il tuo posto.
Non manca il giradischi, la tua voce
manca e il silenzio dell'averti intorno.
Mancano gli occhi tuoi più dello specchio.
Alfonso Gatto

L'infini


sabato 9 luglio 2016

Incantesimo

Ma insieme volevamo
fare una sfera
chiusa riflettente
e liscia all'esterno da cui
la pioggia scivolasse via i lampi
rimbalzassero e se cadeva
a terra rotolasse via intatta.
Che dentro però ci fossero
giardini con fontane con aiuole
piene di rose ci fossero
soffici prati e boschi
azzurri come dei Bassano
e boschi le ster-
paglie sotto impenetrabili.
Un mondo selvaggio là dentro per te
e per me là dentro un rifugio
una sfera
per te e per me
noi volevamo fare. 

Kuno Raeber

 

Tutto ho raccolto di te

Tutto ho raccolto di te: briciole, frammenti, polvere, tracce, supposizioni, accenti restati in voci altrui, qualche grano di sabbia, una conchiglia, il tuo passato immaginato da me, il nostro supposto futuro, ciò che avrei voluto da te, ciò che mi avevi promesso, i miei sogni infantili, l’innamoramento che bambina sentii per mio padre, certe sciocche rime della mia giovinezza, un papavero sul ciglio di una strada polverosa.
Anche quello ho messo in tasca, sai?
Non so se tu hai messo il tuo seme dentro di me o viceversa. Ma no, nessun seme di noi è mai fiorito. Ciascuno è solo se stesso, senza la trasmissione di carne futura, e io soprattutto senza qualcuno che raccoglierà la mia angoscia.
Tutte le ho girate queste isole, tutte cercandoti. E questa è l’ultima, come io sono ultima. Dopo di me, basta. Chi ti potrebbe cercare ancora se non io?

Antonio Tabucchi, da "Tristano muore.Una vita"

Con te sarò nuovo

Con te sarò nuovo. Ti dico queste parole nel periodo migliore della mia vita, nel periodo in cui sto bene, in cui ho capito tante cose. Nel periodo in cui mi sono finalmente ricongiunto con la mia gioia. In questo periodo la mia vita è piena, ho tante cose intorno a me che mi piacciono, che mi affascinano. Sto molto bene da solo, e la mia vita senza di te è meravigliosa. Lo so che detto così suona male, ma non fraintendermi, intendo dire che ti chiedo di stare con me non perché senza di te io sia infelice: sarei egoista, bisognoso e interessato alla mia sola felicità, e così tu saresti la mia salvezza. Io ti chiedo di stare con me perché la mia vita in questo momento è veramente meravigliosa, ma con te lo sarebbe ancora di più.
Se senza di te vivessi una vita squallida, vuota, misera non avrebbe alcun valore rinunciarci per te. Che valore avresti se tu fossi l'alternativa al nulla, al vuoto, alla tristezza? Più una persona sta bene da sola, e più acquista valore la persona con cui decide di stare. Spero tu possa capire quello che cerco di dirti. Io sto bene da solo ma quando ti ho incontrato è come se in ogni parola che dico nella mia vita ci fosse una lettera del tuo nome, perché alla fine di ogni discorso compari sempre tu. Ho imparato ad amarmi. E visto che stando insieme a te ti donerò me stesso, cercherò di rendere il mio regalo più bello possibile ogni giorno.
Mi costringerai a essere attento. Degno dell'amore che provo per te. Da questo momento mi tolgo ogni armatura, ogni protezione... non sono solo innamorato di te, io ti amo. Per questo sono sicuro. Nell'amare ci può essere anche una fase di innamoramento, ma non sempre nell'innamoramento c'è vero amore. Io ti amo. Come non ho mai amato nessuno prima.... 



Fabio Volo, lettera d'amore, da "È una vita che ti aspetto"


venerdì 8 luglio 2016

Postumi

A scriverti imparai in giorni più felici.
Una scheggia strappata dal mio cuore
era ogni lettera, un pezzo appena tolto
a un mosaico di vita; donavo i suoi grigi, i suoi blu,
i suoi rossi vibranti in cambio di una lode.
Riducevo a brandelli la mia anima,
pavimento ai tuoi passi, e scivolavo
sotto di essi a renderli più dolci.
Le mie lettere – ora – fiori pallidi
sparsi su tombe in pianti sconsolati.
No, non chiedo compensi, sarò forte
(ma a te che importa?); i lunghi, tristi anni
passano e ancora spargo fiori fragili
e sussurri d'amore a orecchie sorde.

Amy Lowell

De senectute

Non è il mio, questo tempo.
E pur se così mio è questo palpitare di uccelli,
di fuori nel giardino,
la sua profusione in foglie piccole, che mi rimescolano
come intimazioni
non dice più le stesse cose.
Mi sveglio
come chi sente un respirare
osceno. E’ che fa giorno.
Fa un nuovo giorno che non sarò invitato
neppure a un attimo felice. Neppure a un pentimento
che per non essere antico
-ah, Seigneur, donnez moi la force et le courage!-
m’inviti davvero a pentirmi
con qualche avanzo di sincerità.
E nulla temo più delle mie cure.
La vita la ricordo, ma dov’è
Jaime Gil de Biedma

giovedì 7 luglio 2016

Gli innamorati

Gli innamorati
hanno il raro privilegio
di vivere nell’aria
di respirare aria
di essere circondati dall’aria
un fuoco immenso brucia gli innamorati
si baciano si riconoscono come i ciechi
e con gioia incredibile
ignorando il terreno
tornano a guardarsi negli occhi
ma - cosa insospettata -
                       gli innamorati
                             sanno di essere sconfitti in partenza.
Elqui Burgos

Fuga in Lilla

Bisognava scrivere senza perché, senza per chi.
Il corpo si ricorda di un amore come un accendersi la lampada.
Il silenzio è tentazione e promessa.
Alejandra Pizarnik

Qualche volta penso a te...



Qualche volta penso a te e ho un senso di vertigine. Il ricordo mi fa girare la testa, come per una sbronza di champagne. Tutte le cose che abbiamo fatto. Se qualcuno mi avesse detto che questo era il prezzo da pagare, avrei accettato. E mi sorprende che insieme al dolore e alla confusione giunga la folgore del riconoscimento. Ne valeva la pena. L’amore ne vale la pena.

Janette Winterson, Scritto sul corpo

mercoledì 6 luglio 2016

Casa...

Non riesco a dire come ogni volta che metto le mie braccia intorno a te, io mi sento a casa.
Lettera di Ernest Hemingway a Marlene Dietrich (1951)

Cercai l’assenza di parola

Cercai l’assenza di parola
in tua presenza
la trovai
ma non trovai
nome da darle.
Finsi la tua assenza
per
trovarle nome.
Il nome del vento è vento
il nome dell’amore è amore
il mio nome sono io
questo sentimento ha sostanza
ma…
Una notte lo feci ubriacare
gli cercai nelle tasche
trovai un pezzetto di carta.
Per leggerlo accesi la luce
e si bruciò.
A'isha Arna'ut 

Mi manchi...

Ti avevo scritto una lettera bellissima quando non riuscivo a prendere sonno durante la notte piena di incubi ma ora non ricordo più nulla: mi manchi, ecco tutto… e in modo semplice, disperatamente concreto.
Dalla lettera d’amore di Vita Sackville a Virginia Woolf

martedì 5 luglio 2016

Pioggia d'estate

Perdonami se oggi sono impaziente, amore.
È la mia prima pioggia estiva. La foresta,
sulle sponde del fiume, è agitata
e i rigogliosi alberi di ipomea acquatica
tentano, con i fiori profumati, il monsone che passa.
Vedi, da ogni parte il cielo è attraversato
da lampi e il vento solleva i capelli.
Se proprio oggi ti porto il mio dono,
perdonami amore.
Il mondo dei soliti giorni
è nascosto dal vapore della pioggia,
ogni lavoro è sospeso nelle case,
desolati sono i campi.
Solo per gli occhi tuoi neri
lo scrosciare della pioggia
ritrova la sua melodia,
e, alla tua porta, vestito d’azzurro,
luglio aspetta che tu apra, coi gelsomini
pronti per le tue trecce.
Rabindranath Tagore

...


Nessuna esistenza è uguale a un'altra. E magari non ci incontreremo mai più. Ma io voglio che tu sappia che ti ho amato per tutta la vita. Che ti ho amato prima di conoscerti.
Che sei parte di me.

Paulo Coelho

La storia di un addio

E l’uomo parlò con la donna:
«Ti amo,
e come ma come,
è come stringessi nel pugno qualcosa di vetro il mio cuore
le dita nel sangue
                    a spezzare
                    a impazzire…»
E l’uomo parlò con la donna:
«Ti amo,
e come ma come,
a chilometri in fondo, a chilometri in piano,
al cento per cento, al millecinquecento per cento,
                                     a volte infinite di cento per cento…»
E disse la donna a quell’uomo:
«Ho visto,
di labbra, di cuore, di testa:
amore, paura, piegata
su te, sul tuo labbro, sul cuore, e la testa.
E quanto io adesso ti dico
in sussurri nel buio l’ho preso da te…
E so
       già:
che la terra
‒ come madre dal volto di sole ‒
ha nutrito il suo ultimo figlio più bello con te…
Che fare però?
Sono attorti i miei lunghi capelli
                    alle dita di un uomo che sta per morire
non posso salvarmi
                             la testa!
Tu
    devi marciare
e fissare negli occhi
                       il tuo bimbo in arrivo…
Tu
    devi marciare,
                    e lasciarmi…»    
 E tacque la donna.
 UN ABBRACCIO
 Un libro caduto per terra…
Finestra che chiude le imposte…
 IL DISTACCO…

Nâzim Hikmet (1932)

                                          

lunedì 4 luglio 2016

Viaggio di andata e ritorno

Andrò a ritroso della nostra corsa
di poco fa
che tanto bella mai ti sorprese la luna.
Mi resta una città prossima al sonno
di prima primavera.
O fuoco che ora tu sei
dileguante, o ceneri confuse
di campagna che annotta e si sfa,
o strido che sgretola l'aria
e insieme divide il mio cuore. 
Vittorio Sereni

Appari

Appari
aiutami ad esistere
aiutati ad esistere
oh inesistente per cui esisto
oh presentita che mi è presente
sognata che mi sogna
comparsa svanita
vieni vola sopraggiungi svegliati
rompi argini avanza
intrico di bianchezza
marea d’armi bianche
mare sbrigliato che galoppi nella notte
stella innalzata
splendore che ti conficchi in seno
(canta ferita chiuditi bocca)
appari
foglia nuda tatuata d’autunno
bell’astro dal calmo movimento di tigre
pigro lampo
aquila immobile ammiccante
cadi penna freccia adornata cadi
suona alla fine l’ora dell’incontro
orologio di sangue
pietra di paragone di questa vita
Octavio Paz

Ho imparato una grande lezione

Ho imparato una grande lezione
dal solo osservare, e lasciarti parlare tanto
a lungo quanto desideri…
e prendendo nota di tutto ciò che non dici.
 T. S. Eliot

domenica 26 giugno 2016

C’è una pace grandiosa

C’è una pace grandiosa

al centro del campo e il verde
dell’erba promette
“quello che dirai adesso
sarà vero per sempre”.
Allora dice parole identiche al verde,
poi canta il nome della terra, e sente
che tutto sprigiona e combacia.

Tutto

fino al seme che trotta la vita
dal sacchetto alla chioma
fino al seme che pare niente
e invece sogna.
Fino al seme al seme
che forte silenzioso promette.

Mariangela Gualtieri

Ecco

Ecco, vedi, io mi sono innamorato due volte nella vita, ma sul serio, e tutt’e due le volte ero sicuro che sarebbe stato per sempre e fino alla morte, e tutt’e due le volte è finita e non sono morto.
Hermann Hesse