…Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare… io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

...solo un sogno, un'emozione...una nuvola...solo un alito di vento che ti sfiora, solo l'eco dei tuoi passi nella sera...

venerdì 19 novembre 2021

Gentilezza

 

Gentilezza s'insinua nella mia casa,

signora Gentilezza, è così premurosa!

Le pietre azzurre e rosse dei suoi anelli mandano vapori

alle finestre, gli specchi

si saturano di sorrisi.

Cosa più è vero del pianto di un bambino?

Il grido del coniglio sarà forse più spaventato

ma è senza anima.

Lo zucchero cura ogni cosa, così dice Gentilezza.

Zucchero è un fluido necessario

i suoi cristalli una sorta di cataplasma.

O Gentilezza, Gentilezza

Che lievemente raccogli i pezzi!

Le mie sete giapponesi, farfalle disperate

possono essere infilzate quando vuoi, anestetizzate.

Ed ecco arrivi con una tazza di thè

tra spire di vapore.

Lo zampillo di sangue è poesia

non c’è modo di arrestarlo.

E mi porgi due figli, due rose.

Sylvia Plath

giovedì 18 novembre 2021

Silenzio

 


Pallidi riflessi sui boschi

la luna che ci fa sognare

il salice vicino allo stagno scuro

piange silenziosamente nella notte.

Un cuore si spegne – e a poco a poco

Le nebbie si diradano, si alzano…

Silenzio, Silenzio!

Georg Trakl

Un solo lettore

 


Il mio verso un lettore solo vuole,

Solo chi già mi ama e mi conosce,

colui che mentre vagola nel nulla,

da veggente conosce

quel che sorge domani.

Perché il silenzio in sogno gli è comparso

spesso in sembianze umane e nel profondo

del suo cuore, di tanto in tanto indugiano,

l’uno di fianco all’altro,

la tigre ed il cerbiatto.

Attila József

Tu cercati amiche semplici

 Tu cercati amiche semplici
 che non correggano i miracoli con i numeri.
 Io so che Venere è stata fatta a mano,
 sono un’artigiana, con l’arte innata.
 Dal più alto e solenne silenzio,
 all’anima stravolta e calpestata,
 ecco l’intera sequenza divina:
 da: Respira! a: Non respirare.

Marina Cvetaeva

mercoledì 17 novembre 2021

L'amore

 

 Tutte le sofferenze traspaiono da un volto
     solo e in quello è dolce la forza che ci spenge
     e pur nell’aria educa il fiore della luna,
     il vento profondo dove avviene la primavera.
     Cade la giovinezza, la vita intera
     s’aduna e giace sul cuore
     come il mare sull’ultimo dolore
     del navigante che l’ha amato.
     Le fanciulle dal dolce nome invocato
     ripercorron le strade e i verdi torrenti, bianche
     nella prima stanza d’amore con le voci
     calme placano i volti morenti.
     Ne’ giardini con gli occhi dolenti
     invano attendono i bimbi
     già vivi in cuore con aerei nimbi
     sulle guancie rosa
     come un’aurora sugli alberi ondosa
     a chi muor di fatica nei campi.

 Mario Luzi

Su orti cospicui me ne sto insediato

 Su orti cospicui me ne sto insediato.
 Per Van´ka l’intendente sarebbe qui una pacchia.
 Nelle fabbriche il vento serve gratis,
 e fugge via il sentiero di melma e sterpi a fasci.
 
 La notte gela, neroarata, ai margini
 della steppa fra guizzi di perline.
 Su e giú nei suoi stivali russi il padrone marcia
 di là dalla parete, con un’ombra di stizza.
 
 E il pavimento ha una copiosa gobba –
 ponte di nave, coperchio di bara.
 Mi è, presso estranei, difficile il sonno,
 e la mia stessa vita piú non mi ama.
 (Aprile 1935)

Osip  Mandel´štam

Il nome - suo - è "Autunno"

 


Il nome – suo – è “Autunno” –
Il colore – suo – è Sangue –
Un’Arteria – sulla Collina –
Una Vena – lungo la Strada –

Grandi Globuli – nei Viali –
E Oh, l’Acquazzone di Tinte –
Quando i Venti – rovesciano il Bacile –
E versano Pioggia Scarlatta –

Sparpaglia Berretti – laggiù –
Forma rubicondi Stagni –
Poi – avvolgendosi come una Rosa – se ne va –
Su Vermiglie Ruote –

Emily Dickinson

venerdì 12 novembre 2021

Mi dedicai a Te

 


Mi dedicai a Te
come a un fiore
d'inverno,
deposi le mie mani
sulle radici,
per dare calore
e allontanare il gelo
che ti abbracciava,
conservavo le foglie e i petali
per non scordare
il tuo colore estivo.
Nel cuore,
mi offrivo al tuo silenzio.
Nei giorni bui e nelle notti fredde
era l’orazione continua
che dava conforto al delicato stelo.
Al mattino
venivo a trovarti,
portando il calore del mio corpo
al tuo altare,
aspettando al freddo -
per lunghi giorni -
il tuo rinnovarsi.
 
Claudio Masetta Milone

Se non posso essere parola


 

Se non posso essere parola,
sarò canto e, se non sono fiato,
sarò vento caldo,
un'immagine sfocata
nel tuo silenzio.
Se non posso esserti accanto,
entrerò nella tua casa
ad aprir finestre:
cambiare aria fa bene.
Diventi briosa la tua giornata.
Mi colpisce il vento
e, se piove,
m'inzupperò di te.
Questo è tutto ciò che vogliamo
prima di questo disincantato inverno.

Claudio Masetta Milone

In quel chiodo


 In quel chiodo
che sosteneva le pagine
di un almanacco polveroso
avevo appeso il mio cuore,
come carne salata
messa ad asciugare.
Si conserverà bene,
per il lungo inverno.
Cola il sangue sulla parete:
un rivolo di lava della bocca ribelle
gorgheggia
e non dà senso al suono.
I giorni mutano
e bisogna ripiantarlo,
in un campo nuovo,
magari di girasoli
cercatori di raggi
e di speranza.
Fiorisce in un'anima nuova,
ne sono certo
come un sogno maldestro.

Claudio Masetta Milone

Ho preferito al silenzio


 Ho preferito
Al silenzio
La poesia
Alla quiete
Folate di vento

Al vuoto
Il tuo riempirmi.
Ho privilegiato
Il riccio
Alla volpe

La cenere
Al fuoco
Il libeccio
Alla tramontana
Il rosso
al bianco
E si brindava

Ho amato
Gli attimi
invece dei giorni
Raccolto
molliche
e regalato il pane,

imparato dal bello
E non dalla bellezza.

Allora dico a te,
a te che sai frugare
fra le foglie
degli alberi,
a te che sai pregare
un Dio,

pensi che possa chiuderla, io
questa stagione?

Claudio Masetta Milone

domenica 26 luglio 2020

I molli

Son sempre lì a proclamare
che adesso si concentreranno
sul lavoro, che di solito è
dipingere o scrivere.
è noto, naturalmente, che hanno
talento, è solo che… bè…
non hanno ancora avuto
un’occasione.
troppi problemi si son messi
in mezzo: affari andati male, occupazioni per
sbarcare il lunario, figli, malattie, ecc.
ma adesso, proclamano,
penseranno solo a quello.
si concentreranno sul
lavoro,
adesso è finalmente venuto
il momento.
il talento ce l’hanno.
adesso il mondo se ne accorgerà.
sissignore, ci siamo.

questi tizi sono dappertutto.
sempre in procinto
di.
quasi mai cominciano.
e quando lo fanno
s’arrendono subito.
è una sorta di
capriccio.
vogliono la fama.
la vogliono in fretta.
ma non hanno mica fretta
di mettersi al lavoro
sono capaci solo di sognare
e proclamare,
proclamare,
proclamare.

Charles Bukowski

La casa è così triste

La casa è così triste. Resta come fu lasciata,
Adattata ai bisogni di chi per ultimo partì,
Come volesse richiamarlo. Invece, senza
Qualcuno a cui piacere, appassisce
E non ha cuore di scordarsi il furto,

Di tornare come al suo principio,
Tiro gioioso alla vita che vorremmo,
Caduto fuori centro. Guarda com’era:
Osserva le foto e le posate;
La musica nel panchetto del piano. Quel vaso.

Philip Larkin


Città dall’alto

Queste strade che salgono alle mura

non hanno orizzonte, vedi: urtano un cielo
bianco e netto, senz’alberi, come un fiume che volta.
Dei signori e dei cani.
Da qui alle processioni che recano guinzagli, stendardi
reggendosi la coda
ci saranno novanta passi, cento, non di più: però più giù, nel fondo della città
divisa in quadrati (puoi contarli) e dolce
come un catino… e poco più avanti
la cattedrale, di cinque ordini sovrapposti: e proseguendo
a destra, in diagonale, per altri
trenta o quaranta passi – una spanna: continua a leggere
come in una mappa – imborcchi in pieno l’asse della piazza
costruita sulle rocciose fondamenta del circo
romano
grigia ellisse quieta dove
dormono o si trascinano enormi, obesi, ingrassati
come capponi, rimpinzati a volontà
di carni e borgogna purché non escano dalla piazza! i poveri
della città. A metà tra i due fuochi
lì, tra quattrocento anni
impiantano la ghigliottina.

Giovanni Raboni

mercoledì 3 giugno 2020

Notte d'autunno

In questa notte d’autunno
sono pieno delle tue parole
parole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle.
Dalla tua testa alla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te
le tue parole, madre
le tue parole, amore
le tue parole, amica.
Erano tristi, amare
erano allegre, piene di speranza
erano coraggiose, eroiche
le tue parole
erano uomini.
 Nazim Hikmet

Se per i buoni uffici del signor Nuri spedizioniere

Se per i buoni uffici del signor Nuri spedizioniere
la mia città, la mia Istanbul mi mandasse
un cassone di cipresso, un cassone di sposa
se io l’aprissi facendo risuonare
la serratura di metallo: dccinnn …
due rotoli di tela finissima
due paia di camicie
dei fazzoletti bianchi ricamati d’argento
dei fiori di lavanda nei sacchetti di seta
e tu
e se tu uscissi da lì
ti farei sedere sull’orlo del letto
ti metterei sotto i piedi la mia pelle di lupo
con la testa chinata e le mani giunte starei davanti a te
ti guarderei, gioia, ti guarderei stupito
come sei bella, Dio mio, come sei bella
l’aria e l’acqua d’Istanbul nel tuo sorriso
la voluttà della mia città nel tuo sguardo
o mia sultana, o mia signora, se tu lo permettessi
e se il tuo schiavo Nazim Hikmet l’osasse
sarebbe come se respirasse e baciasse
Istanbul sulla tua guancia
ma sta’ attenta
sta’ attenta a non dirmi “avvicinati”
mi sembra che se la tua mano toccasse la mia
cadrei morto sul pavimento.
 Nazim Hikmet

martedì 2 giugno 2020

Sei donna di marine

Sei donna di marine,
donna che apre riviere.
L’aria delle mattine
bianche è la tua aria
di sale — e sono vele
al vento, sono bandiere
spiegate a bordo l’ampie
vesti tue così chiare.
Giorgio Caproni

lunedì 1 giugno 2020

Ed ero più che mai persuasa...

Ed ero più che mai persuasa che spetta alla donna di rivendicare se stessa, ch’ella sola può rivelar l’essenza vera della propria psiche, composta, sì, d’amore e di maternità e di pietà, ma anche, di dignità umana
Sibilla Aleramo - Una donna

Sono felice di amarti...

Sono felice di amarti, di amarti perdutamente, di amarti senza sosta, di amarti unicamente, di amarti totalmente, di amarti umilmente, segretamente, di vantarmi di amarti come amano gli angeli e come amerebbe il diavolo, di amarti, di amarti, di amarti non so più come…
Sii felice.
Uccidimi, ma sii felice.
Giuseppe Ungaretti (da LETTERE A BRUNA)

domenica 31 maggio 2020

L' hai amata, vero?

"L'hai amata, vero?"
Lui sospirò
"Come posso risponderti? Lei era matta"
Si passò una mano tra i capelli
"Dio se era tutta matta, ogni giorno era una donna diversa

Una volta intraprendente, l'altra impacciata.
Una volta esuberante, l'altra timida.
Insicura e decisa.
Dolce e arrogante.
Era mille donne lei, ma il profumo era sempre lo stesso
Inconfondibile
Era quella la mia unica certezza.
Mi sorrideva sapeva di fregarmi con quel sorriso
Quando sorrideva io non capivo più nulla
Non sapevo più parlare ne pensare
Niente, zero
C'era all'improvviso solo lei
Era matta, tutta matta
A volte piangeva
Dicono che in quel caso le donne vogliono solo un abbraccio
Lei no
Lei si innervosiva
Non so dove si trova adesso ma scommetto che è ancora alla ricerca di sogni
Era matta tutta matta
Ma l'ho amata da impazzire
Charles Bukowski 

Il diavolo

Il diavolo oggi è l’approssimativo. Per diavolo intendo la negatività senza riscatto, da cui non può venire nessun bene. Nei discorsi approssimativi, nelle genericità, nell’imprecisione di pensiero e di linguaggio, specie se accompagnati da sicumera e petulanza, possiamo riconoscere il diavolo come nemico della chiarezza, sia interiore sia nei rapporti con gli altri, il diavolo come personificazione della mistificazione e dell’automistificazione. Dico l’approssimativo, non il complicato; quando le cose non sono semplici, non sono chiare, pretendere la chiarezza, la semplificazione a tutti i costi, è faciloneria, e proprio questa pretesa obbliga i discorsi a diventare generici, cioè menzogneri. Invece lo sforzo di cercare di pensare e d’esprimersi con la massima precisione possibile proprio di fronte alle cose più complesse è l’unico atteggiamento onesto e utile.
Italo Calvino

La cattiveria

Sono molto avvilito
perché mi manca la cattiveria.
Bisogna che butti via
quelle leccate di roba dolce
che coprono le mie parole.

Voglio dir male di tutto.
Anche della vita? Della vita
no, è sempre bella
anche quando piango.
Tonino Guerra

La trappola

Tu sai come ho vissuto finora. Sai che ho provato sempre ribrezzo, orrore, di farmi comunque una forma, di rapprendermi, di fissarmi anche momentaneamente in essa.
Ho fatto sempre ridere i miei amici per le tante... come le chiamate? alterazioni, già, alterazioni de’ miei connotati. Ma avete potuto riderne, perché non vi siete mai affondati a considerare il mio bisogno smanioso di presentarmi a me stesso nello specchio con un aspetto diverso, di illudermi di non esser sempre quell'uno, di vedermi un altro!
Ma sì! Che ho potuto alterare? Sono arrivato, è vero, anche a radermi il capo, per vedermi calvo prima del tempo; e ora mi sono raso i baffi, lasciando la barba; o viceversa; ora mi sono raso baffi e barba; o mi son lasciata crescer questa ora in un modo, ora in un altro, a pizzo, spartita sul mento, a collana... Ho giocato coi peli.
Gli occhi, il naso, la bocca, gli orecchi, il torso, le gambe, le braccia, le mani, non ho potuto mica alterarli. Truccarmi, come un attore di teatro? Ne ho avuto qualche volta la tentazione. Ma poi ho pensato che, sotto la maschera, il mio corpo rimaneva sempre quello... e invecchiava!
Ho cercato di compensarmi con lo spirito. Ah, con lo spirito ho potuto giocar meglio!
Voi pregiate sopra ogni cosa e non vi stancate mai di lodare la costanza dei sentimenti e la coerenza del carattere. E perché? Ma sempre per la stessa ragione! Perché siete vigliacchi, perché avete paura di voi stessi, cioè di perdere - mutando - la realtà che vi siete data, e di riconoscere, quindi, che essa non era altro che una vostra illusione, che dunque non esiste alcuna realtà, se non quella che ci diamo noi.
Ma che vuol dire, domando io, darsi una realtà, se non fissarsi in un sentimento, rapprendersi, irrigidirsi, incrostarsi in esso? E dunque, arrestare in noi il perpetuo movimento vitale, far di noi tanti piccoli e miseri stagni in attesa di putrefazione, mentre la vita è flusso continuo, incandescente e indistinto.
Vedi, è questo il pensiero che mi sconvolge e mi rende feroce!La vita è il vento, la vita è il mare, la vita è il fuoco; non la terra che si incrosta e assume forma.
Ogni forma è la morte.

Luigi Pirandello