…Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare… io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

...solo un sogno, un'emozione...una nuvola...solo un alito di vento che ti sfiora, solo l'eco dei tuoi passi nella sera...

mercoledì 1 febbraio 2012

Conosco delle barche

Conosco delle barche che restano nel porto per paura che le correnti le trascinino via con troppa violenza.
Conosco delle barche che arrugginiscono in porto per non aver mai rischiato una vela fuori.
Conosco delle barche che si dimenticano di partire hanno paura del mare a furia di invecchiare e le onde non le hanno mai portate altrove il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.
Conosco delle barche talmente incatenate che hanno disimparato come liberarsi.
Conosco delle barche che restano ad ondeggiare per essere veramente sicure di non capovolgersi.
Conosco delle barche che vanno in gruppo ad affrontare il vento forte al di là della paura.
Conosco delle barche che si graffiano un po' sulle rotte dell'oceano ove le porta il loro gioco.
---
Conosco delle barche che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora ogni giorno della loro vita e che non hanno paura a volte di lanciarsi fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.
Conosco delle barche che tornano in porto lacerate dappertutto, ma più coraggiose e più forti.
Conosco delle barche straboccanti di sole perché hanno condiviso anni meravigliosi.
Conosco delle barche che tornano sempre quando hanno navigato fino al loro ultimo giorno, e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti perché hanno un cuore a misura di oceano. 
Jacques Brel

Il morso

Solo il morso a tradimento
alla tua mano offerta alla carezza
t'innamora.
E ti vergogni del desiderio
che si riaccende
se è negato,
che si rinnova
se ti ritrovi a guardare
te stesso che si guarda desiderare,
specchio d'una perfezione originaria,
prima che baci e abbracci rovinassero
nella nostalgia dello sguardo
che ancora non sa la risposta
e dubita e trema e s'abbassa
per paura del sì.
Roberto Pazzi - Terme di Comano, 19 settembre 1997

Vuoto d'amore

Guardavo poco fa la mia firma
di quindici anni più antica,
quel sogno bleu sono io
di là da molte stagioni,
estati, autunni, inverni e primavere
con dentro folle di volti e,
tutto intero,
nell'arco di quegli anni,
da me ora a me allora, tu,
che non sei più nella mia vita.
Questa fuga del tempo
che dà e si riprende è il mistero
di dodici anni insieme
compresi nel nulla prima,
nel vuoto poi,
una contabilità sempre in perdita.
Ogni scomparsa nutre una rinascita,
solo così si può amare ancora,
ma l'emorragia
di questo vuoto pieno di anni
educa al nulla
e l'eternità si conquista
non scrivendo più il proprio nome. 
Roberto Pazzi
(Talismani. Antologia personale 1969-2003)

A Euridice III

Ho capito che soffrono gli specchi
la sera che ne vidi uno
sporgere le labbra verso un viso
costretto a sorridere invece,
a pettinarsi cantando,
a spegnere la radio, a chiudere la porta
e a uscire.
E lui, lo specchio, fermo
nel buio.
Come gemevano di dietro
i suoi congegni,
gli strumenti antichi della sua tortura:
forse domani non darà
più immagini a nessuno?
Forse finalmente lo specchio
spezzerà il sortilegio dello specchio
e apparirà il suo viso?
Roberto Pazzi

Aritmetica

I tuoi istinti più i miei
La mia vita meno il tuo tempo
La tua cintura per le mie poesie
E alla fine dei conti
Tra le mie gambe
Tu.

Lucía Rivadeneyra

Solidarietà

Mi sono affezionata all'attaccapanni
perché riceve con umiltà
la tua giacca, la tua camicia, i tuoi pantaloni.
È il mio complice più fedele
perché bada con zelo ai tuoi abiti quando mi ami.
Non ti dice che li accarezzo mentre dormi
né che alle loro asole abbottono i miei sogni.
L'attaccapanni soffre con me
se stacchi i tuoi indumenti per andartene
a camminare senza grinze per le strade.
Lucía Rivadeneyra

Stenditoi

Non patire d’insonnia, piuttosto vieni
e conosci la terrazza di casa mia.
sali senza paura. Godi.
Cerca gatti grigi accarezzali.
Avvilùppati in qualche ragnatela.
Orina nelle bottiglie polverose.
Scopri stenditoi odorosi,
appèndivi desideri come lenzuola.
Coccola i reggiseno,
palpane i fondi con fervore suicida,
scova nelle tasche di gonne e camicette.
Sorridi, grida, trema.
Trova la luna tra le calze nere
E quando sarai assetato
Bevi il mare delle mie mutandine.
Lucía Rivadeneyra

Vivere

Bisogna fare uno sforzo per risalire il corso delle cose e capovolgere gli eventi. Perché vivere non è seguire il solito tran tran di questo insieme di idee, di gusti, di percezioni, di desideri, di disgusti. Vivere è superare se stessi. 
Antonin Artaud

Il ricordo

Può succedere che un ricordo di un'altra persona soprattutto se amata, ma non necessariamente, diventi vostro e che voi lo custodiate senza averne le prove, come un'immagine precisa pazientemente ricostruita con altre immagini vostre per arrivare a quel punto di tenerezza, quel punto in cui era forse giusto conoscerla. E che questo ricordo vi si presenti ogni volta che il più vasto ricordo di lei vi sorprende, come cosa da tenere bene in mente per ritrovarla nel puro preciso momento della sua totalità.
ENNIO FLAIANO, Melampus

Passato

Pensate che il passato, solo perché è già stato, sia compiuto e immutabile? Ah no, il suo abito è fatto di taffetà cangiante, e ogni volta che ci voltiamo a guardarlo lo vediamo con colori diversi.
MILAN KUNDERA, La vita è altrove

Nostalgia

Quando
la notte è a svanire
poco prima di primavera
e di rado
qualcuno passa
Su Parigi s'addensa
un oscuro colore
di pianto
In un canto
di ponte
contemplo
l'illimitato silenzio
di una ragazza
tenue
Le nostre
malattie
si fondono
E come portati via
si rimane.
Giuseppe Ungaretti

Che lacerazione immensa

Che lacerazione immensa,
quella della mia vita nel tutto
per stare, con tutto me stesso,
in ogni cosa;
per non smettere di stare
con tutto me stesso, in ogni cosa!
Juan Ramon Jimenez

Coscienza piena

Tu mi porti, coscienza piena, tu dio desiderante,
per tutto il mondo - In questo terzo mare
quasi odo la tua voce; la voce del vento
che occupa totalmente il movimento,
e dei colori e delle luci
marini ed eterni.
La tua voce di fuoco bianco
nella totalità dell'acqua, della nave, del cielo
che con delizia delinea le rotte
e fulgidamente m'incide l'orbita mia sicura
di corpo nero
con il diamante lucido entro sé.
Juan Ramon Jimenez

Fuori dalla vita...

Ti rendi conto di quanto ci rinchiudiamo fuori dalla vita, per comodità e per abitudine e per semplice mancanza di occasioni? Di come ci barrichiamo in un angolo, e ci sembra anche di stare bene? Con i cuscini e le poltrone comode e il whisky di malto e i sonniferi per non pensarci? E fuori intanto c'è la vita, e al più ci accontentiamo di immaginarcela, o di guardarla filtrata e imitata in un film o in un libro ogni tanto? La sfioriamo solo, e il tempo passa via mentre noi siamo lì barricati nei nostri soggiorni arredati con tanta cura.
ANDREA DE CARLO, Arcodamore

Ripenso il tuo sorriso

a K.

Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un'acqua limpida
scorta per avventura tra le petraie d'un greto,
esiguo specchio in cui guardi un'ellera i suoi corimbi;
e su tutto l'abbraccio d'un bianco cielo quieto.
Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,
se dal tuo volto s'esprime libera un'anima ingenua,
o vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua
e recano il loro soffrire con sé come un talismano.
Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie
sommerge i crucci estrosi in un'ondata di calma,
e che il tuo aspetto s'insinua nella mia memoria grigia
schietto come la cima d'una giovinetta palma...
Eugenio Montale

Non voglio

La farfalla è condannata per le sue ali, che sono antieconomiche.
Osbert Sitwell
Tutti i vostri strumenti hanno nomi bizzarri
e difficili, ma io vedo chiaro
e so che in fondo sono solamente
metri e gessetti con cui misurate
e segnate – segnate e misurate
senza stancarvi.
Sfilate spilli di tra le labbra, come una sarta:
me li appuntate sull’anima
e dite: “Qui faremo un bell’orlo.
Dopo starai tanto meglio”.
Io non voglio che mi tagliate un pezzo d’anima!
Se ne ho troppa per entrare nel vostro mondo,
ebbene, non voglio entrarci.
Sono un poeta: una farfalla, un essere
delicato, con ali.
Se le strappate, mi torcerò sulla terra,
ma non per questo potrò diventare
una lieta e disciplinata formica.
Margherita Guidacci

Abbandono

Volata sei, fuggita
come una colomba
e ti sei persa là, verso oriente.
Ma son rimasti i luoghi che ti videro.
E l'ore dei nostri incontri.
Ore deserte,
luoghi per me divenuti un sepolcro
a cui faccio la guardia.
Vincenzo Cardarelli

Il tuo ricordo

Il tuo ricordo, sul fondo
della mia solitudine,
ne rivela l’ampiezza
e tuttavia la limita.
Così un canto d’uccello
addolcisce l’immensità del cielo
e una singola vela
rende umano il mare.
Margherita Guidacci

Scrivere l'amore...

Voler scrivere l’amore, significa affrontare il guazzabuglio del linguaggio: quella zona confusionale in cui il linguaggio è insieme troppo e troppo poco, eccessivo (per l’illimitata espansione dell’io, per la sommersione emotiva) e povero (per i codici entro i quali viene costretto e appiattito dall’amore).
ROLAND BARTHES, Frammenti di un discorso amoroso

La tua mano

...nella macchina noi stretti vicini, tu sotto una coperta mi hai cercato la mano e l'hai tenuta.
Ho stretto gli occhi per strozzare il tempo. Gli occhi ci riescono...
Ho amato e conosciuto i corpi accalorati e presi nell'avvinghio, ma quella mossa tua è una bandierina piantata in mezzo al vento di una cima, dove non si puo' piu' salire in alto verso un'intimita' maggiore, dove quella raggiunta e' inabitabile.
Da li' bisogna scendere. Così so dire adesso.
Allora la tua mano è stata congiunzione e ,la particella che sta tra due nomi e li accoppia piu' di abbracci e baci.
La tua mano minuta serrata nella mia inutilmente larga, serrata a serratura chiudeva noi due dentro e tutti gli altri fuori...
Erri De Luca - Il contrario di uno

Avrò notizie di te

Avrò notizie di te
se entro nel sole.
Nel magma dei vulcani
coglierò il tuo colore.
Ti cercherò
nel fondo degli abissi,
nel mormorio del vento.
T'ascolterò,
adagiati sulla luna,
ci parleremo,
ci culleremo nell'occhio del ciclone,
Perché nel mondo dei sogni
io t'ho incontrato...
Paul Eluard

Io non ti dò il mio amore come fanno le altre ragazze

Io non ti dò il mio amore come fanno
le altre ragazze, in uno scrigno freddo
d’argento e perle, né ricco di gemme
rosse e turchesi, chiuso, senza chiave;
né in un nodo, e nemmeno in un anello
lavorato alla moda, con la scritta
‘semper fidelis’, dove si nasconde
un’insidia che ottenebra il cervello.
L’Amore a mano aperta, questo solo,
senza diademi, chiaro, inoffensivo:
come se ti portassi in un cappello
primule smosse, o mele nella gonna,
e ti chiamassi al modo dei bambini:
- Guarda che cos’ho qui! – Tutto per te -
Edna St. Vincent Millay

Amami

Amami
senza ritegno
come parola indecente e sussurrata,
come cosa morta
raccolta da terra.
Amami
come si ama l'inevitato
o un ultimo respiro,
senza chiederne il motivo
senza consolazione.
Amami
come i pazzi folli d'amore,
non con la saggezza antica
di chi conserva inverni e guarigioni,
ma come gli uragani che violentano la terra.
Amami
disperdimi come sale e neve,
amami quando sono aquila lontana e carezzo le nuvole,
quando sono seme di terra rorida,
quando sono inverno.
Amami
non essere ombra diafana
diventa il mio tutto,
il mio capolavoro.
Guido Mazzolini

Scrivere amore

Scrivere amore
con lettere piccole
e un poco sbiadite
come chi ancora non lascia
l'inutile esilio dei sentimenti
ma quanto è difficile
restarne avvinghiati
senza avere paura.
Scrivere amore e sangue,
perchè solo questo è concesso
d'amore, di sangue
e di stelle lontane.
E tu, non mi chiedere altro
perchè non conosco di più
che questo rimbalzo di sogni
di occhi negli occhi, di amanti
che ancora dispaiono.
E tu, che ora salpi la nave
da me, che rimango stremato
disteso, alla riva di te.
Guido Mazzolini

Elogio del fallimento

Il dolore ne sa una più del diavolo, mi sono laureato alla sua scuola. Attualmente sto seguendo un master di specializzazione. A breve sarò un professionista del fallimento. Potrò finalmente elargire felicità. Da questi miei rami secchi nascerà un fiore.Mia isola maledetta io ti benedico. Ho imparato a nuotare grazie a...lle tue bacche velenose. Mi hanno nutrito e irrobustito e adesso posso tuffarmi e prendere il largo. Nessun mare sarà così nero e ostile da spaventarmi più.Dagli abissi è emersa la mia fortuna, è stata la mia sfortuna a tenermi a galla. Nel più gelido degli oceani il mio cuore si è riscaldato. Non ho una casa né una meta. Sono compiutamente straniero.È in questo mondo, disadorno e inospitale, che brilla la mia stella.
Elogio del fallimento - Diego Cugia

Solitudine

La solitudine non è vivere da soli, la solitudine è il non essere capaci di fare compagnia a qualcuno o a qualcosa che sta dentro di noi, la solitudine non è un albero in mezzo a una pianura dove ci sia solo lui, è la distanza tra la linfa profonda e la corteccia, tra la foglia e la radice. 
José Saramago

Invictus

Dal profondo della notte che mi avvolge
buia come il pozzo più profondo
che va da un polo all’altro,
ringrazio qualunque Dio esista
per l'indomabile anima mia.
Nella feroce morsa delle circostanze
non mi sono tirato indietro
né ho gridato per l’angoscia.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
il mio capo è sanguinante, ma indomito.
Oltre questo luogo di collera e lacrime
incombe solo l’orrore delle ombre
eppure la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.
Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita.
Io sono il padrone del mio destino:
io sono il capitano della mia anima.
William Ernest Henley

Stando all'infinito come sta al tempo

Stando all'infinito come sta al tempo,
amore non iniziò più di quanto finirà;
dove nulla è respirare, vagare, nuotare
amore è l'aria l'oceano e la terra
(gli amanti soffrono? ogni divinità
che superba discende s'incarna nel mortale:
gli amanti sono felici? loro minima gioia è
un universo nato da un desiderio)
amore è voce sotto ogni silenzio,
la speranza che non ha contrario in paura;
una forza sì forte che pure potenza è debole:
la verità che vien prima del sole dopo le stelle
- gli amanti amano? al cielo allora l'inferno.
Checché ne dicano saggi e stolti, tutto è bene
Edward Estlin Cummings

Per me il presente è l'eternità

Per me il presente è l'eternità e l'eternità è sempre in movimento, scorre, si dissolve. Questo attimo è vita. E quando passa, muore. Ma non si può ricominciare a ogni nuovo attimo, ci si deve basare su quelli già morti. È un po' come le sabbie mobili... senza scampo fin dall'inizio. Un racconto, un quadro possono far rivivere un poco la sensazione, ma mai abbastanza, mai abbastanza. Niente è reale, eccetto il presente, e io mi sento già soffocare sotto il peso dei secoli. Un centinaio di anni fa una ragazza ha vissuto come vivo io. Poi è morta. Io sono il presente, ma so che anch'io me ne andrò. L'istante sublime, la fiamma che consuma arriva e subito scompare: sabbie mobili, sempre. E io non voglio morire.
Sylvia Plath - "Diari"

Niente è banale per chi non è banale

Niente è banale per chi non è banale.
Non c’è ripetizione per chi riesce a crescere ogni giorno,
per chi non si accontenta di se stesso e, instancabile, ritocca,
corregge, amplia, mette a punto, azzarda, scopre.
Bisogna essere irrequieti...
Bisogna viverlo con un certo fervore il tempo,
come fosse tutto utile, tutto buono, tutto necessario...
Essere esigenti: con se stessi, con gli altri.
Essere a disagio, sentirsi strani, sentirsi diversi.
Sentire l’ingiustizia, come un fastidio, come un impedimento all’armonia.
Sentire il privilegio quasi come un peso, un obbligo ad acquisire meriti.
Felici e scontenti. Scontenti anche di essere felici.
Credo ancora, con consapevole tensione, nella parabola dei talenti.
Credo che il privilegio obblighi a qualcosa.
Credo che non possa vantare diritti chi non si dà doveri...
Ma non è l’ambizione l’antidoto all’immobilità,
al pensar corto per paura che troppo rapidamente tutto scorra
e ti possa travolgere.
L’antidoto più sicuro è l’attenzione.
L’attenzione scompone il tempo in tanti singoli momenti,
e ad alcuni regala una magica durata,
ad altri la puntiforme felicità della visione.
Vivere attentamente è vivere al presente,
attrezzandosi contemporaneamente per il dopo...
Guardare fuori, guardarsi dentro...
Vedo la gente soffrire per questa foga di rallentare il tempo.
Vedo discriminati i vecchi.
Vedo i ragazzi acciambellati sotto il tetto paterno a ventinove anni,
come gatti di casa decrepiti,
senza voglia di dar la caccia ai topi o andar per tetti.
Vedo me stessa, mentre provo a distendere le rughe sotto gli occhi,
e te preoccupato di quello che ti aspetta.
Voglio dirti che non è brutto crescere.
Neppure nella tetra variante di invecchiare.
Non è brutto. Perdi di leggerezza, acquisti peso
Ma il peso è stabilizzante. Non è male.
E non viene necessariamente per nuocere.
Crescere è accumulare. È ricchezza.
È il succedersi delle esperienze.
Se si ricorda di non dimenticare le trafitture di delusioni o i dubbi,
è quell’arte meravigliosa di imparare che, fino alla fine,
può mantenerci umani, può spalancare i cancelli
che separano un’età dall’altra e rendono così dolorosi i passaggi...
Non c’è trucco. È come una disciplina quotidiana.
Cercare lo stupore...
Nessuno sa, di quelli che credono di sapere.
Tutto è ancora possibile...
Lidia Ravera