Ero tua ancor prima di averti veduto.
La mia vita, al suo nascere, fu promessa alla tua;
me lo rivelò il tuo nome con un turbamento improvviso,
l'anima tua vi si celava per risvegliare la mia.
L'intesi un giorno e ne persi la voce;
a lungo l'ascoltai senza rispondere.
Il mio essere con il tuo, eran tutt'uno;
per la prima volta mi sentii chiamata.
Sapevi tu quel prodigio ? Ebbene, senza conoscerti,
mi rivelò l'amante, il mio signore,
e ti riconobbi sin dai primi tuoi accenti,
quando venisti a rischiarare i miei languenti.
La tua voce mi fece impallidire, chinai lo sguardo;
e in quello sguardo muto si unirono le nostre anime;
in fondo a quello sguardo si rivelò il tuo nome,
che senza chiedere riconobbi !
Da allora, attonita, ne subii l'incanto,
e a esso sottomessa, per sempre incatenata.
Esprimevo per lui i più dolci sentimenti;
l'univo al mio per suggellare i giuramenti.
Ovunque lo leggessi, quel nome incantatore,
e lacrime versavo:
di magica lode sempre soffuso,
ai miei occhi abbagliante si offriva.
Lo scrivevo...presto più non osai,
e il mio timido amore lo cangiava in sorriso,
mi cercava la notte, cullando il mio sonno;
e ancora intorno mi risuonava al risveglio;
era nel mio respiro e quando sospiro
è lui che m'accarezza e che il mio cuore respira.
Nome amato ! Tenero nome ! Oracolo del mio destino !
Ahimè! Come mi piaci, come mi tocca la tua grazia !
Mi annunciasti la vita e, unito nella morte,
come un ultimo bacio chiuderai la mia bocca.
La mia vita, al suo nascere, fu promessa alla tua;
me lo rivelò il tuo nome con un turbamento improvviso,
l'anima tua vi si celava per risvegliare la mia.
L'intesi un giorno e ne persi la voce;
a lungo l'ascoltai senza rispondere.
Il mio essere con il tuo, eran tutt'uno;
per la prima volta mi sentii chiamata.
Sapevi tu quel prodigio ? Ebbene, senza conoscerti,
mi rivelò l'amante, il mio signore,
e ti riconobbi sin dai primi tuoi accenti,
quando venisti a rischiarare i miei languenti.
La tua voce mi fece impallidire, chinai lo sguardo;
e in quello sguardo muto si unirono le nostre anime;
in fondo a quello sguardo si rivelò il tuo nome,
che senza chiedere riconobbi !
Da allora, attonita, ne subii l'incanto,
e a esso sottomessa, per sempre incatenata.
Esprimevo per lui i più dolci sentimenti;
l'univo al mio per suggellare i giuramenti.
Ovunque lo leggessi, quel nome incantatore,
e lacrime versavo:
di magica lode sempre soffuso,
ai miei occhi abbagliante si offriva.
Lo scrivevo...presto più non osai,
e il mio timido amore lo cangiava in sorriso,
mi cercava la notte, cullando il mio sonno;
e ancora intorno mi risuonava al risveglio;
era nel mio respiro e quando sospiro
è lui che m'accarezza e che il mio cuore respira.
Nome amato ! Tenero nome ! Oracolo del mio destino !
Ahimè! Come mi piaci, come mi tocca la tua grazia !
Mi annunciasti la vita e, unito nella morte,
come un ultimo bacio chiuderai la mia bocca.
Marceline Desbordes-Valmore
Poesie
1830
Poesie
1830
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