…Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare… io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

...solo un sogno, un'emozione...una nuvola...solo un alito di vento che ti sfiora, solo l'eco dei tuoi passi nella sera...

lunedì 2 gennaio 2012

Elegia

Ero tua ancor prima di averti veduto.
La mia vita, al suo nascere, fu promessa alla tua;
me lo rivelò il tuo nome con un turbamento improvviso,
l'anima tua vi si celava per risvegliare la mia.
L'intesi un giorno e ne persi la voce;
a lungo l'ascoltai senza rispondere.
Il mio essere con il tuo, eran tutt'uno;
per la prima volta mi sentii chiamata.
Sapevi tu quel prodigio ? Ebbene, senza conoscerti,
mi rivelò l'amante, il mio signore,
e ti riconobbi sin dai primi tuoi accenti,
quando venisti a rischiarare i miei languenti.
La tua voce mi fece impallidire, chinai lo sguardo;
e in quello sguardo muto si unirono le nostre anime;
in fondo a quello sguardo si rivelò il tuo nome,
che senza chiedere riconobbi !
Da allora, attonita, ne subii l'incanto,
e a esso sottomessa, per sempre incatenata.
Esprimevo per lui i più dolci sentimenti;
l'univo al mio per suggellare i giuramenti.
Ovunque lo leggessi, quel nome incantatore,
e lacrime versavo:
di magica lode sempre soffuso,
ai miei occhi abbagliante si offriva.
Lo scrivevo...presto più non osai,
e il mio timido amore lo cangiava in sorriso,
mi cercava la notte, cullando il mio sonno;
e ancora intorno mi risuonava al risveglio;
era nel mio respiro e quando sospiro
è lui che m'accarezza e che il mio cuore respira.
Nome amato ! Tenero nome ! Oracolo del mio destino !
Ahimè! Come mi piaci, come mi tocca la tua grazia !
Mi annunciasti la vita e, unito nella morte,
come un ultimo bacio chiuderai la mia bocca.
 Marceline Desbordes-Valmore
Poesie
1830

Nessun commento: