Ci credi che scrivo quello che, prima di oggi, Non si scriveva?
Hai ridato alla fontana la sua delicatezza e di nuovo, ribevo dal suo zampillo.
Hai peccato, od ho peccato, non lo so, chi di noi ancora non ha peccato?
Se il mio accogliente cuore non si è ristretto, È solo perché il mio cuore accogliente sei tu
Se dei miei lamenti ti sei stufata Vorresti che mi lamentassi per un'altra?
Dimentichi che sono la pazienza, se accetto, e che sono il perdono, se m'arrabbio?
O bruciore dalla mia anima malata, O sofferenza del mio cuore buono!
O più gentile delle amate, la mia chitarra Non si è stancata della mia stanca vita!
La poesia? Il bicchiere era vuoto
Ed oggi, ecco che si versa il suo bicchiere.
Vedi? La stella è tornata nella sua patria,
E l'orizzonte è ridiventato il terreno di gioco delle sue confessioni.
Ho fondato per me nella poesia una scuola
Nella quale si è iscritta la mia delicatezza.
Ho fatto portare al mio cuore una penna
Che ha disegnato i salotti della bellezza e dell'amore
Se non fosse per le righe che scrivo
Non si stancherebbe uomo, o non si divertirebbe
Gli amanti non hanno più domani
Quando la mia vela ha perso l'imbarcazione.
Sono dunque fuggito da destino a destino
Non lasciandomi dietro piaceri da rubare
Oggi sono tornato da te, non chiedere
Se mi è rimasto scampo al nostro amore
Quanto abbiamo perso non era una vita
Perché i giorni della vita che fu non contano.
Fawzi Khalil Atoui
Hai ridato alla fontana la sua delicatezza e di nuovo, ribevo dal suo zampillo.
Hai peccato, od ho peccato, non lo so, chi di noi ancora non ha peccato?
Se il mio accogliente cuore non si è ristretto, È solo perché il mio cuore accogliente sei tu
Se dei miei lamenti ti sei stufata Vorresti che mi lamentassi per un'altra?
Dimentichi che sono la pazienza, se accetto, e che sono il perdono, se m'arrabbio?
O bruciore dalla mia anima malata, O sofferenza del mio cuore buono!
O più gentile delle amate, la mia chitarra Non si è stancata della mia stanca vita!
La poesia? Il bicchiere era vuoto
Ed oggi, ecco che si versa il suo bicchiere.
Vedi? La stella è tornata nella sua patria,
E l'orizzonte è ridiventato il terreno di gioco delle sue confessioni.
Ho fondato per me nella poesia una scuola
Nella quale si è iscritta la mia delicatezza.
Ho fatto portare al mio cuore una penna
Che ha disegnato i salotti della bellezza e dell'amore
Se non fosse per le righe che scrivo
Non si stancherebbe uomo, o non si divertirebbe
Gli amanti non hanno più domani
Quando la mia vela ha perso l'imbarcazione.
Sono dunque fuggito da destino a destino
Non lasciandomi dietro piaceri da rubare
Oggi sono tornato da te, non chiedere
Se mi è rimasto scampo al nostro amore
Quanto abbiamo perso non era una vita
Perché i giorni della vita che fu non contano.
Fawzi Khalil Atoui
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