Ho scordato, per prima, la tua voce.
Se ora qui tu passassi, al mio fianco,
domanderei:"Chi è?".
Poi mi sono scordato il tuo passo.
E non so più, se nel vento
si scansa un fantasma di carne,
se sei tu.
Ti sei sfogliata tutta lentamente
prima che fosse inverno:
il sorriso, lo sguardo, il colore
del tuo vestito, il numero
delle tue scarpe. E ancora
ti sei sfogliata:
hai perduto la carne, il tuo corpo.
E m'è rimasto solo,
di te, le sette lettere del nome.
E tu tenti di vivere,
agonizzando disperatamente,
in loro, anima e corpo.
La linea del tuo scheletro,
la tua voce, il tuo riso, sette lettere.
Loro. E a dirle sono
ora il tuo corpo, ormai.
E mi sono scordato del tuo nome.
Se vanno separate sette lettere
non si può riconoscerle.
Passano con i tram gli annunci: lettere
s'accendono a colori nella notte,
vanno su buste dicendo
altri nomi.
E tu finirai lì
già disciolta, disfatta, inesistente.
Starai tu, il tuo nome, che eri tu
in sospensione dentro scialbi cieli
in una gloria astratta d'alfabeto.
Se ora qui tu passassi, al mio fianco,
domanderei:"Chi è?".
Poi mi sono scordato il tuo passo.
E non so più, se nel vento
si scansa un fantasma di carne,
se sei tu.
Ti sei sfogliata tutta lentamente
prima che fosse inverno:
il sorriso, lo sguardo, il colore
del tuo vestito, il numero
delle tue scarpe. E ancora
ti sei sfogliata:
hai perduto la carne, il tuo corpo.
E m'è rimasto solo,
di te, le sette lettere del nome.
E tu tenti di vivere,
agonizzando disperatamente,
in loro, anima e corpo.
La linea del tuo scheletro,
la tua voce, il tuo riso, sette lettere.
Loro. E a dirle sono
ora il tuo corpo, ormai.
E mi sono scordato del tuo nome.
Se vanno separate sette lettere
non si può riconoscerle.
Passano con i tram gli annunci: lettere
s'accendono a colori nella notte,
vanno su buste dicendo
altri nomi.
E tu finirai lì
già disciolta, disfatta, inesistente.
Starai tu, il tuo nome, che eri tu
in sospensione dentro scialbi cieli
in una gloria astratta d'alfabeto.
Pedro Salinas
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