(Nairobi, 3 dicembre 1975)
Ricordo una stanza
- la penombra come un dono -
fresca nei meriggi di sole
sussurri e odor di legno -
sospesa nel tempo
come un sogno d'estate
frusciare di lenzuola
e dolce
musica come malinconia.
Ricordo una stanza
antica come un remoto fienile
ancora l'alba e asciutto
pulviscolo dorato
echi dì voci passate
lavorio su un'aia bianca
dì pietre e terra.
Ricordo il mio cuore, assurdo
pulsare di giovinezza
i gradini troppo scoscesi
l'ansia dì quiete
e un uscio bruno
venato di attesa.
Kuki Gallmann, Il colore del vento. Diario d’Africa 1974-1984
- la penombra come un dono -
fresca nei meriggi di sole
sussurri e odor di legno -
sospesa nel tempo
come un sogno d'estate
frusciare di lenzuola
e dolce
musica come malinconia.
Ricordo una stanza
antica come un remoto fienile
ancora l'alba e asciutto
pulviscolo dorato
echi dì voci passate
lavorio su un'aia bianca
dì pietre e terra.
Ricordo il mio cuore, assurdo
pulsare di giovinezza
i gradini troppo scoscesi
l'ansia dì quiete
e un uscio bruno
venato di attesa.
Kuki Gallmann, Il colore del vento. Diario d’Africa 1974-1984
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