…Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare… io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

...solo un sogno, un'emozione...una nuvola...solo un alito di vento che ti sfiora, solo l'eco dei tuoi passi nella sera...

martedì 19 aprile 2016

La luce mutata

Non ci vediamo più nella stessa luce
Gli occhi e le mani non sono più gli stessi
L’albero è più vicino, più viva la voce delle fonti,
e più profondi i nostri passi, tra i morti.
 Dio che non sei, posa la mano sulla nostra spalla,
abbozza il nostro corpo col peso del tuo ritorno,
compi la fusione delle nostre anime agli astri.
Ai boschi, alle grida degli uccelli, alle ombre e ai giorni
 Rinuncia te in noi come si squarcia un frutto,
e noi cancella in te. Rivela il senso
misterioso
di ciò che è solo semplice
e senza fuoco cadrebbe in parole senza amore
 Yves Bonnefoy

lunedì 18 aprile 2016

A tu per tu



I nostri universi
si potrebbero toccare.

Invece scelgo la tua bocca
come punto di riferimento
per incendiare il mio mondo
a poco a poco.

Altrimenti
esploderemmo.
Carmen Yáñez

Qui

Qui, deposta infine la mia immagine,
Tutto quello che è gioco e passaggio,
Dentro le cose canto nuda.
Qui sono libera - eco della luna
E dei giardini, i gesti ricevuti
E il tumulto dei gesti presagiti,
Qui sono io in tutto quanto ho amato.
Non per quello che ho attraversato,
Non per la mia fama che ho appena perduto,
Non per gli atti incerti che ho vissuto,
Ma  per quello che ho riecheggiato
E nel cui amore d’amore mi sono fatta eterna.
Sophia de Mello Breyner Andresen

 

E intanto scrivo

La vita è breve e l’arte lunga, pure
può esser breve l’arte, e interminata.
Questa treccia di luce che si annoda
tra stella e stella, in cerca del suo porto.
So che ho vissuto già più di cent’anni
e sto sull’alto della torre e scruto
ogni giorno l’arrivo del messia.
Di dove non lo so, né chi egli sia,
so che giro all’intorno la lanterna
quando fa notte, e intanto scrivo e scrivo
in ogni pausa, per scaldarmi la mano.
Venne un giorno un profeta mussulmano
e mi disse una cosa amara e strana,
che proprio qui, fra queste oziose carte,
il mio messia s’è fatto la tana.
Maria Luisa Spaziani

Invece di parole


Il mio amore ha una veste bianca e lunghissima
di sonno, d’insonnia e di nozze,
va a sedersi la sera a un tavolino
sopra cui posa un pettine, due fiale,
una spazzola, invece di parole.
Dagli abissi della chioma pesca
molte forcine e poi le mette in bocca, invece di parole.

La scompiglio, lei si pettina,
nuovamente scompiglio. Poi che resta?
Lei si addormenta invece di parole,
e il suo sonno ormai mi conosce,
scodinzola con la sua coda di sogni lanosi,
il suo ventre s’è impregnato facilmente
di tutte le funeste profezie
della fine dei tempi.

Io la sveglio: siamo gli umili
strumenti di un difficile amore.


 Yehuda Amichai

Canzone di nozze


Sono venuta da te come gli astronauti,
di pianeta in pianeta. La mia anima
si apre dalle tue dieci dita sul mio corpo.
Prendimi a te, porta la colomba
ai confini del grido sui tuoi fianchi: l’orizzonte
e l’eco. Lascia i cavalli galoppare invano
dietro di me, ché non vedo ancora la mia immagine
nella loro acqua…non vedo nessuno,
nessuno, non ti vedo. Che ne hai fatto
della mia libertà? Chi sono dietro
le mura della città? Non una madre a strofinare
i miei lunghi capelli con il suo eterno henné,
non una sorella che li intrecci. Chi sono fuori dalle mura,
tra i campi neutri e un cielo grigio? Sii
mia madre nel paese degli stranieri. E portami
dolcemente verso ciò che sarò domani.

Chi sarò domani? Nascerò dalla tua
costola, donna senz’altra preoccupazione
che decorare il tuo universo? O piangerò laggiù
una pietra che guidava le mie nuvole all’acqua del tuo pozzo?
Portami ai confini
della terra prima che il mattino spunti su una luna
in lacrime di sangue nel letto. Portami dolcemente
come la stella porta a sé i sognatori, invano
e invano.

Invano guardo dietro i monti di Moab.
Nessun vento a riportare il vestito da sposa. Ti amo,
ma il mio cuore vibra del ritorno dell’eco e langue
per un altro iris. C’è tristezza più ambigua
per l’anima della gioia della ragazza
per le sue nozze? E ti amo benché mi ricordi
di ieri e mi ricordi di aver dimenticato
l’eco nell’eco.

Eco nell’eco, sono venuta da te
come il nome, che passa di essere in essere.
Poco fa eravamo due stranieri in due paesi lontani,
cosa sarò dopodomani, quando sarò due?
Che ne hai fatto della mia libertà?
Più ti temo, più ti avvicino,
e non ho meriti, amore mio straniero,
se non la mia passione.
Sii dunque una volpe buona tra le mie vigne,
e con il verde dei tuoi occhi fissa il mio dolore.
Non tornerò al mio nome e alle mie steppe.
Mai più,
mai più.

Mahmūd Darwīsh

domenica 17 aprile 2016

Dentro...

Ci restammo dentro
come il mare resta dentro le conchiglie,
per sempre.
Pablo Neruda




...

Cesare Pavese (da "Tu sei per me una creatura triste")

La donna al sole

E solo che questo calore e movimento sono come
Il calore e il movimento di una donna.
Non è che ci sia un'immagine nell'aria
Né l'inizio né la fine di una forma:
C'è il vuoto. Ma una donna d'oro compatto
Ci brucia col tocco della veste
E un'abbondanza dissociata d'essere,
Più definita per ciò che è lei -
Perché lei è disincarnata,
E porta l'odore dei campi estivi,
E confessa il taciturno e insieme indifferente,
Invisibile ma chiaro, il solo amore.

Wallace Stevens

Istruzioni per l'uso

Spogliami lentamente
sfilami prima il nome
poi il cuore
in ultimo strappami via la mente.
Ricorda di starmi sulla pelle
in verticale
premendo come peso a piombo
tra le cosce sullo sterno
aderendo bene al solco vivo
del volto.
Ondeggia sempre dalla parte
opposta alla mia direzione,
non cedere alla tentazione
di un rotondo abbraccio
mantieni la tua forma
la linea nera di demarcazione.
Chiudi sempre ogni porta:
si capisce che se scappo
tu non puoi restare

del resto non si è mai vista
un'Ombra
senza nulla da macchiare. 

Silvia Rosa

sabato 16 aprile 2016

Per lei


Per lei voglio rime chiare,
usuali: in -are.
Rime magari vietate,
ma aperte: ventilate.
Rime coi suoni fini
(di mare) dei suoi orecchini.
O che abbiano, coralline,
le tinte delle sue collanine.
Rime che a distanza
(Annina era cosí schietta)
conservino l'eleganza
povera, ma altrettanto netta.
Rime che non siano labili,
anche se orecchiabili.
Rime non crepuscolari,
ma verdi, elementari.

 Giorgio Caproni

Coltello


Me ne vo con un gran coltello infisso
nel petto, il manico fuori.
Me ne vado tranquilla e bianca. Un vigile
col fischio mi richiama: – Il coltello,
mi grida, il coltello!-
Par proprio che la lama
superi le misure della legge.
Così mi fermo e pago
l’ennesima contravvenzione

Daria Menicanti

Il tuo amore


Nessuno beve nella mia tazza,
nessuno introduce la mano nel mio portapane,
nessuno mangia nel mio piatto.
Il tuo amore è un cane rabbioso inseguito dalla gente.
Di casa in casa è atteso con la stanga alla porta.
Tutta la gente sa che mi ha morso il tuo amore.
Briseida Cuevas

Fabrizio De Andrè e Ivano Fossati 'Anime salve'


giovedì 23 luglio 2015

Punto


Luna


Se...

Se l’amore incontra il mai, il se e il non posso, è finito.
L’amore è infinito se incontra il silenzio, il sempre, il tutto.
Ernesto Olivero

Oggi ho chiesto ad un cambiavalute

Oggi ho chiesto ad un cambiavalute
che per un rublo dà mezzo tumàn,
come dire in persiano alla mia bella
Laila, le tenere parole “t’amo”.
Oggi ho chiesto ad un cambiavalute
umile più del vento e più dell’acqua
del Vana, come dire alla mia bella
Laila, la parola “bacio”, la più dolce.
Gli ho domandato ancora, nascondendo
la timidezza nel fondo del cuore,
come io avrei potuto alla mia bella
Laila dire la parola “mia”.
Così il cambiavalute mi ha risposto:
– Non ci sono parole per l’amore,
ma soltanto i fuggevoli sospiri
e gli sguardi che come stelle splendono.
Non c’è parola per il bacio. Il bacio
non è sopra una tomba un’iscrizione.
Il bacio ha il fiato delle rose rosse,
petalo che si scioglie sulla bocca.
L’amore non dà pegni e non li chiede,
insegna gioia e dolore. “Sei mia”
possono dirlo soltanto le mani
che han lacerato lo scialle di seta.
Sergej Aleksandrovič Esenin

lunedì 20 luglio 2015

Oggi

Oggi tracce del tempo nel mio cuore
Fondono in questa scia le ore nere
Cinge l'anima uno sfregio di passato
Muore chi nasce, risorge chi muore
Si, era "vita" il nome del passato
Riecheggia quanto negli anni è confuso
È colmo di rimpianto quel ricordo
Anche il dolore è dolce nel passato
Nazim Hikmet, da "Poesie d'amore e di lotta"

sabato 18 luglio 2015

Fervore di Buenos Aires

Insegne luminose strattonano la stanchezza.
Volgari schiamazzi
saccheggiano la quiete dell’anima.
Colori impetuosi
scalano le attonite facciate.
Dalle piazze rotte
traboccano copiose le distanze.
Il tramonto abbattuto
che si rannicchia oltre i sobborghi
è beffa d’ombre rovinate.
Io percorro le strade svigorito
dall’insolenza delle luci false
e il tuo ricordo è come brace viva
che non lascio cadere
anche se mi brucia le mani
Jorge Luis Borges

Tu sei orizzontale

Tu sei orizzontale.
Io sono verticale.
Tra di noi
dividiamo gli astri
e le quattro direzioni.
Veniamo dal posto in cui si diviene,
passiamo di qui,
e ci ritroviamo
in questo incontro finale
tra le risaie allagate.
Lin Ling

venerdì 19 giugno 2015

L'ignoto

Io non so chi tu sia. So che una sera
noi ci gettammo l’anima negli occhi,
con l’impeto di chi brama e non spera.
La ripigliammo cauti, quasi tocchi
da un dubbio, e ancor la scagliammo a segno,
come la freccia che dall’arco scocchi.
Senza accostarci, senza altro disegno
che quello di guardarci ebbri d’amore,
ma disgiunti da un qualche aspro ritegno.
Così il male durò. Più tentatore
d’allora, a tratti, il tuo volto m’abbaglia.
Curiosità di te mi punge il cuore,
desiderio di te me lo attanaglia.
Amalia Guglielminetti

mercoledì 10 giugno 2015

Ovunque tu sia

Ovunque tu sia, ovunque tu, immeritatamente, mi guardi, ovunque tu stabilisca io abbia una casa, fosse pure una grigia prigione, io so che da qualsiasi pietra tu puoi far scaturire un fiore nel perimetro della mia mente.|
Alda Merini

venerdì 5 giugno 2015

Inquietudine

Solo gli inquieti sanno
com’è difficile sopravvivere alla tempesta
e non poter vivere senza.

Emily Brontë

Donna

Quand’eri
giovinetta pungevi
come una mora di macchia. Anche il piede
t’era un’arma, o selvaggia.
Eri difficile a prendere.
Ancora
giovane, ancora
sei bella. I segni
degli anni, quelli del dolore, legano
l’anime nostre, una ne fanno
. E dietro
i capelli nerissimi che avvolgo
alle mie dita, più non temo il piccolo
bianco puntuto orecchio demoniaco.
Umberto Saba

Soffia sul nostro capo il caldo vento

Soffia sul nostro capo il caldo vento, lo scirocco imperiale.
Vedremo il cielo stasera rigato da stelle filanti?
Quali prati ci aspettano, verdi, folti, iridati da genziane,
per affrodarvi insieme i nostri volti?
Su quali rivi o fiumi o laghi susciterai per me, come potresti,
lo spirito delle acque?
Mi svelerei gli arcani che ora stai penetrando.
Tornerai con le mani ricolme, con le risposte più meravigliose
ai perché più audaci.
Perché si ama? Perché si piange? Perché si soffre?
Sibilla Aleramo

mercoledì 3 giugno 2015

Ho ancora bisogno...

Ho ancora bisogno di una tua parola, di un tuo sguardo, di un tuo gesto. Ma poi all’improvviso sento i tuoi gesti nei miei, ti riconosco nelle mie parole. Tutti quelli che se ne vanno ti lasciano sempre addosso un po’ di sé.
È questo il segreto della memoria? Se è così allora mi sento più sicura, perché so che non sarò mai sola.

Ferzan Ozpetek - La finestra di fronte

lunedì 1 giugno 2015

Col respiro

Col respiro ti vinsi: tu inconsapevole
Col respiro sollevai i fili della tua chioma di segale
Col respiro soffiai sul fuoco delle tue angosce
Tu credevi ancora al potere della tempesta
E non al potere dell’uomo

Col mio respiro cacciai gli angeli
Che ti perseguitavano
Nella nube del mio respiro serale
Ci allontanammo da tutte le sponde
Yvan Goll

Poesia

Il nostro amore non sta nei nostri rispettivi
e casti genitali, il nostro amore
neanche nella bocca o nelle mani:
tutto il nostro amore resiste palpitando
sotto il sangue puro degli occhi.
Il mio amore, il tuo amore aspettano che la morte
porti via le ossa, il dente e l’unghia,
aspettano che nella valle solo
i tuoi occhi e i miei occhi rimangano vicini
a guardarsi già fuori delle orbite
quasi come due astri, come uno.
Carlos German Belli